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martedì 3 dicembre 2013

LA DONNA CHE INCANTA

Lei valicò il crepuscolo
silente come un sussurro
quasi fosse un soffio di vento
che si presentava alla luna
e la luna si trovò impreparata
però, con la coda dell’occhio
raccolse la sua bellezza
l’annotò sul suo taccuino.

Specchio di acqua del lago
ecco dove lei si specchiava
ed i frammenti del suo viso
diventavano lucciole in volo
salivano via dalle onde
divise come bimbe che litigano
e quando si ricongiungevano
il cielo pareva fosse impettito.

Brezza cullava i papaveri
sembrava un sospiro di fata
i petali intanto ondeggiavano
altalene per adolescenti formiche
che saltavano sulle dita di lei
e le scagliavano baci e moine
che le sfioravano le labbra
perché è là che volevano stare.

Ed io osservavo la notte
le stelle mi facevano il verso
eppure mi ero accorto di lei
e lei si era accorta di me
e quando mi diede lo sguardo
io mi sentii come il serpente
affacciato oltre la cesta
in balìa dell’incantatore.

Intanto il grillo parlante
fumava sul ciglio del letto
e disse che quella donna sublime
sarebbe volata via come falena
ed io ho serrato ogni finestra
in cambio lei mi ha sorriso
e nella mia stanza interi secoli
io non ho mai smesso di amarla.

  N° 2255 - 2 ottobre 2012

                                                  Il Custode

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