Si alzano alte
le onde
sopra le gelide acque
di questo lago incantato
e vedo la strega ed il glicine
farsi adesso distanti
avvolte da una fitta nebbia.
O luna, tu
luna maestosa
perseveri con i tuoi raggi
a carezzare il mio manto
non vedi che sono morente
o forse è questo il motivo
dell’improvviso tuo amore.
Non s’aprono
le mie ali
al suono della litania
del mio ultimo canto
spettatori dal volto sgomento
discutono grilli e falene
assiepati sopra le coste.
E passano
nuvole ambigue
tagliano a metà le tenebre
ma nemmeno il fuoco infernale
sembra più ardere in petto
sono di ghiaccio i miei occhi
al pari dei miei pensieri.
E’ sublime
lasciarsi cullare
da questa pigra corrente
non ho alcuna premura
poiché mi attende l’eterno
forse è il sentiero sbagliato
ma è il solo a me dinnanzi.
N° 2265 - 8 ottobre 2012
Il Custode

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