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domenica 7 giugno 2026

COSTRUIRÒ UN MURO

Costruirò un muro
fatto di silenzi e misantropia
talmente alto e robusto 
che nessuno lo potrà scalare.

Dalle minuscole feritoie
osserverò la gente passare
e avrò i gargoyle sopra la cima
sarà un monito che odora d'oblio. 

Aspetterò nella solitudine
i tuoi passi calcare il sentiero 
e se mi chiederai di farti entrare 
domanderò l'opinione del ragno.
Costruirò un muro
fatto di tufo e di pietra
e se sembrerà troppo luminoso 
lo pitturerò di notte e di luna.

Dalle sue fughe scorrerà il sangue
che ho pianto ad ogni mia sconfitta
fino a che non ti ho sentita arrivare 
con in mano tutto il tuo dolore.

Aspetterò tra le radici ed i rovi
il tuo profumo sul becco di rondine
e davanti al tuo amore profondo
abbatterò il muro e la mia rabbia. 

  N° 5808 - 6 giugno 2026

                                     Il Custode 

PANE PER I SOGNATORI

C'è ancora chi crede
e lo fa con forza 
con determinazione 
ma quella ideologia 
è terreno assai fertile
per chi trae vantaggio 
da cotanto fanatismo
e se ne compiace. 

Scaltri politici
e famelici religiosi 
si dividono il pane
offrendo soltanto briciole
ai sognatori, agli idealisti
che si scannano in nome 
del "dividi et impera"
tanto caro ai burattinai.
È il tristo destino
di molteplici esseri umani
convinti che, essendo il popolo 
compete loro la sovranità 
di scegliere da chi farsi guidare
mentre, nella realtà 
non sono altro che pecore
alla mercé dei propri padroni.

  N° 5807 - 5 giugno 2026

                                      Il Custode 

LUNARE

Sei bella così 
com'è solo la luna 
un astro in mezzo al cielo
minuscola fra le mie braccia 
'ché sei bella così 
come pensavo tu fossi.

Di tiepida notte
appoggiata alla primavera
tu sei la mia galassia
il mio essere davvero appagato 
in questa tiepida notte
sei il mio unico desiderio.
E ti aspetto da tanto
dal primo sogno sognato
che rifletteva l'amore
come prerogativa per vivere
'ché io ti aspetto da tanto
...tu cosa aspetti ad arrivare?

  N° 5806 - 4 giugno 2026

                                       Il Custode 

SCRISSI DI TE

Scrissi di te
con la cenere e il sangue
ovunque trovavo posto
dovunque tu avresti letto. 

Avevo inchiostro
da trasformare in parole
fatte d'amore e speranza
d'averti per sempre con me.

Sicché usai le pareti
di ogni stanza di casa
prima che arrivasse il ragno
a coprirle con le ragnatele.
Scrissi perché dirle
richiedeva un grande coraggio 
giacché davanti ai tuoi occhi
quasi tornavo bambino impacciato. 

Infine, nella mia tasca
trovai ogni singola supplica
che tu, con le tue carezze
hai reso certezza e magia. 

  N° 5805 - 3 giugno 2026

                                      Il Custode 

ABSENTIA

Appese alle pareti
ci sono ancora 
tracce del tuo profumo
e persino la eco
delle tue molte parole.

La tua assenza 
è un macigno
una camicia di forza
che stringe e occlude il respiro 
e finanche ogni pensiero. 

Nel bicchiere d'amaro
io cerco il tuo riflesso
quello che la luce tenue
d'un aurora appena sbocciata 
ha nascosto fra i suoi colori.
Che t'amo è scontato
quanto il bisogno del mare
ogni volta che salgo in pianura
e non sento più la salsedine 
né il grido di volgari gabbiani.

Torna ogni volta che puoi
e resta per molte vite
a curare la mia solitudine 
così come sa fare la luna
accompagnata dal tuo sorriso.

  N° 5804 - 3 giugno 2026

                                       Il Custode 

DA SOTTO IL PONTE

Sei una visione
una figura eterea 
che solleva a mezz'aria 
dallo sguardo contrito. 

Cerco tra i miei ricordi 
ma non mi ricordo di te
quindi non se tu sei
qualcuna amata oppure odiata.

Sembri in attesa
di alcuni sorrisi perduti
e osservi da sotto il ponte
la vita sfuggirti lontana.
La tua espressione 
è distante oramai anni luce
da ciò che fu la serenità 
ed il sangue che hai versato.

E continui a girovagare 
tra o meandri d'una lieve foschia
a cercare chissà cosa
a rimpiangere chissà chi.

  N° 5803 - 2 giugno 2026

                                      Il Custode 

L'ALBERO DALLE CENTO FACCE

Le senti urlare
nella notte profonda 
ferite e sofferenti 
da un supplizio 
che dura da tempo immemore.

Schegge di fiamma
e ritocchi di tenebra
i loro occhi s'aprono 
le loro bocche implodono 
di parole e saliva bollente. 

Restano agli alberi
come gemme di fiori
ad invocare le anime
che hanno perduto da tempo
nel limbo d'una maledizione. 
Banshees dal lamento
che graffia l'udito alle nuvole
tanto che nella foresta 
persino l'uomo più impavido 
non osa calcarne i sentieri. 

Sono le cento facce
di cento antiche leggende
d'amore, d'odio e di morte
che si tramanda da secoli
dalla voce di anziani demoni.

  N° 5802 - 1° giugno 2026

                                       Il Custode 

domenica 31 maggio 2026

LA TOMBA DI ALCINA

È una candida ombra
che cammina con garbo
attraversa le lapidi
e carezza i fuochi fatui.

Bella che sembra viva 
nella luce che, fioca
scende sopra la notte
ad annusare le rose.

Torna alla sua dimora
la tomba dove sul marmo
è impresso il suo nome
sotto la sua fotografia. 

Lei non voleva morire
per questo ad ogni tramonto 
riprende a calcare il sentiero 
con gli occhi velati di pianto.
Sente in fondo all'animo 
il dolore di chi l'ha amata
il dolore di chi l'ha perduta 
e si domanda il perché. 

Prima che il sole sorga 
Alcina ritorna alla terra
e sogna incubi e sogni
modellati di malinconia.

E aspetta la mano gentile
che posa sempre vicino ai ceri 
un fiore, un pegno d'amore
ed un sospiro di sola tristezza. 

  N° 5801 - 31 maggio 2026

                                        Il Custode 

TI VENDO L'ANIMA

Ti vendo l'anima
'ché a me non serve
e nel tuo denigrato inferno
io mi sento a mio agio.

Ho attraversato strade
e visto cose tremende
commesse dai figli di Dio
ai danni di bimbi e animali. 

Adoro quei tuoi sentieri
fatti di fiamme e di lava
laddove punisci i malvagi
benché sei definito cattivo.
Tu che non sei un ipocrita
come chi abita l'Eden
e non fai promesse artefatte
che sono frutto di fantasia.

Io ti vendo l'anima
giacché ho fiducia in te
che mi hai prospettato l'oblio
in un mondo fatto di solitudine.

  N° 5800 - 30 maggio 2026

                                         Il Custode 

CUORI SEPARATI

Il loro battito è un tuono
una eco insistente 
che pare una tregenda
che fustiga i tetti
che flagella le strade.

Sono i cuori separati 
quelli che gridano forte 
che chiunque li senta
prova paura, inquietudine 
ed un senso di disperazione. 

Sovrastano il frastuono 
delle onde contro gli scogli
persino dell'ululato del vento
che si insinua fra le gole
a cercare le anime fuggiasche. 
Non hanno un nome
e, si vocifera, né una età
e sanguinano in silenzio 
'ché nessuno li ascolterebbe
neppure il proprio riflesso. 

E se mai morissero 
non accadrebbe davvero
che dalla cenere rinascerebbero 
per potere soffrire in eterno
a causa della loro distanza. 

  N° 5799 - 29 maggio 2026

                                         Il Custode