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domenica 22 febbraio 2026

ESORCISMO

...Esci da quel suo corpo
che non t'appartiene di diritto
che io condurrò negli inferi
dove tu, sacerdote senz'anima 
non potrai farla tua schiava.

Costei t'appare dannata
ma vive la vita che scelse 
distante dall'effimero regno
che la tua religione inventò 
per sottomettere le masse. 
La porterò insieme a me
laddove il tuo dio mi esiliò 
là potrà essere libera 
di osare e finanche sbagliare 
ma sempre con grande onestà. 

Sicché io la esorcizzo, o prete
e l'allontano dalla menzogna
che tu racconti alla plebe
per incatenarla al terrore
ed accrescere il tuo potere.

  N° 5714 - 21 febbraio 2026

                                          Il Custode 

UNA SOLITUDINE

Il silenzio di questa stanza
è opprimente 
ed ha il sapore feroce
di ricordi misti a rimpianto 
per una vita gettata via.

Ho percorso un cammino
che m'ha portato distante 
dal chi mi amava
soltanto perché io decisi
d'amare solamente me stesso.

Le chiamano ombre 
queste figure che muovono
nel mezzo della penombra
ma non sono che spettri
di chi un tempo io fui.
E s'agitano sui vetri
i riflessi dei lampioni di strada
sembrano le perdute speranze 
di chi mi tese la mano
e che io ho disilluso. 

Eppure sorseggio il bicchiere 
impolverato sulla mia tavola
'ché ogni cosa è superflua 
ora che non posso tornare
dalla prigione d'una solitudine. 

  N° 5713 - 20 febbraio 2026

                                          Il Custode 

DANZIAMO

Amore, danziamo 
sull'orlo del precipizio 
che se mai noi cadessimo
diventeremo leggenda
qualcuno che a passo di danza
ha sfidato la morte.

Ognuno negli occhi dell'altro
vicini di cuore e di follia 
amore, seguiamo la musica
che suona dentro di noi
che pure con l'anima nuda
il freddo non ci scalfirà. 
Rubiamo un soffio di vento
al vento che soffia dal Nord
e voliamo in fondo al cielo
fino a che sarà tenebra
ci scalderemo dormendo 
tra il pelo dell'Orsa maggiore. 

Io giunsi a te nel silenzio
tu dicendo molte parole
che il destino venne a raccoglierci 
dove svernavano i nostri sorrisi 
ma adesso, amore, danziamo 
e diventeremo immortali. 

  N° 5712 - 20 febbraio 2026

                                         Il Custode 

INCANDESCENTE

Stanno sotto la pira
a vedermi morire
ed inneggiano ad un dio
distratto, forse inconsapevole 
del mio agonizzante supplizio.

Io li odio tutti
e la mia rabbia s'innalza
molto più delle fiamme
che mi stanno avvolgendo
e mi divorano le carni.

Ma qualcosa accade
improvvisa ed inaspettata 
che forse è verità 
che io appartengo al demonio
e brucio, eppure non muoio.

Adesso hanno paura
quei maledetti assassini
radunati qui, nella piazza
a goder dello spettacolo
della mia sofferenza.
I miei occhi s'accendono
e dardi di fuoco incandescente 
colpiscono alla rinfusa
chiunque tenti la fuga
le donne, i vecchi e i bambini.

Il vescovo ha cercato riparo 
in una fottuta chiesa
protetto dalle sue guardie
dal boia
e dal Cristo sopra l'altare.

Però il mio sguardo li trova
li raggiunge sotto le panche
li arde senza pietà 
poi li trasforma in cenere
che si posa sul pavimento. 

La mia vendetta è compiuta
le forze vengono meno
la vita mia si ferma
ed io attraverso le tenebre
e giungo, finalmente, al mio inferno.

  N° 5711 - 19 febbraio 2026

                                          Il Custode 

LA BELLEZZA IN TE

È dentro il tuo sguardo
sembra una luce che danza
sul filo di onde insolenti 
che giocano
ad ammiccare alla luna.

La prendo nella mia mano
con delicatezza 
con un garbo leggero
perché non vorrei sciuparla 
ma lasciarla così come è.
Adoro il tuo essere
che pare avvolgerti l'anima
e lascia, ad ogni tuo passo
una fragranza d'amore
che profuma l'intera stanza.

La conservo in uno scrigno 
che tengo nascosto
ad una spanna dal cuore
ed ogni lo apro e mi nutro
della sublime bellezza in te.

  N° 5710 - 18 febbraio 2026

                                        Il Custode 

martedì 17 febbraio 2026

HAIL SATAN!

Figlia d'un silente demone 
ed un angelo vestito di viola
tu, curiosa per vocazione 
sei bellissima all'inverosimile. 

Non conosci a chi appartieni 
non al cielo, neppure all'inferno 
eppure nelle tue difficoltà 
sai sempre a chi rivolgerti. 

Il tuo è un nome altisonante 
è lo stesso che porta con sé
il re delle profonde tenebre 
il saggio che punisce i malvagi.
Hail giovane, selvaggia Satan
in fuga da preti e oppressori
hai affrontato la Santa inquisizione
ma non hai mai svenduto l'anima.

Dentro la capanna nel bosco 
conservi le teste mozzate
che ti donarono i tuoi genitori 
la tua collezione di cimeli macabri.

Nessuno però può fermarti 
non il cielo, neppure l'inferno
perché chiunque osi sfidarti
è destinato ad un'atroce morte.

  N° 5709 - 17 febbraio 2026

                                         Il Custode 

MESSAGGIO DAL SILENZIO

Riesci a sentirmi?
Sono nascosto in un angolo
nell'attesa che tu mi veda
e che mi restituisca 
ciò che resta del mio silenzio.

Vengo dal cosmo
da uno spazio talmente vorace 
da inghiottire la mia anima
per poi vomitarla
in un mondo che non m'appartiene. 

Se allunghi la mano
puoi tastare tutto il mio gelo
da dove io provengo
Il sole è una leggenda
frantumatasi nel buio profondo.
Riesci a scaldarmi?
Se darai fuoco al mio cuore
vedrai la cenere esplodere
volare nel cielo notturno
poi dare vita a delle gocce di brina.

Vorrei tornare
dove le stagioni muoiono
tradite dal desiderio d'amore
di un equilibrista che precipitò 
oltre la rete della sua solitudine. 

Ma devo restare
il mio tempo ha preso un treno
che non fa alcuna fermata
se non per caricare a bordo
qualcuno pazzo almeno quanto me.

  N° 5708 - 16 febbraio 2026

                                           Il Custode 

LA SETTIMA FIGLIA

Il cielo si aprì 
dopo avere sputato pioggia 
e con prepotenza 
mostrò i suoi muscoli
alle nuvole in fuga
alle onde del mare
che chinarono il capo.

Sopra il terreno
il sangue tingeva i fiori
quelli sopravvissuti 
alla furia della battaglia 
ed i cadaveri di mille uomini
marcivano al sole
adesso pasto per gli avvoltoi. 

Sulla collina
s'imponeva la donna
settima di sette giovani figlie 
dignità di guerriera norrena
e nessuna lacrima da piangere
aveva guidato i ribelli
dopo aver perso ogni cosa.

Il dolore era negli occhi
per aver visto le sorelle stuprate 
derise, infine sgozzate
'ché il nemico giunto dal continente 
non conosceva pietà 
bensì la morte e l'acquavite 
ed il lezzo dei corpi bruciati.
Lei si era alzata 
dalla coltre di fumante cenere
ed il suo grido di rabbia
era echeggiato per la valle
fino alle alte montagne
terrorizzando persino gli orsi
rintanati per il letargo invernale. 

Aveva colpito ed ammazzato
con la spada
con la sete di vendetta
e le teste degli aggressori 
rotolavano giù dal pendio 
alcune impattavano le rocce 
altre riposavano sull'erba.

E non si fermava
la sua furia
il suo desiderio d'uccidere 
e costrinse ad una fuga umiliante 
coloro che gli rubarono tutto
fu così che divenne leggenda
lei, settima di sette giovani figlie.

  N° 5707 - 16 febbraio 2026

                                           Il Custode 

LE TRACCE DELLA CREATURA

Eppure io 
riesco a vederle
ad ogni mio passo 
le tracce della creatura
silenziosa e invisibile 
impercettibile nella nebbia. 

Ha frantumato 
gli sterpi e le foglie
e pare indeciso
muove con circospezione 
seguendo i miei passi
annusando il mio sudore.

Perde la bava
che luccica sulle pietre
alla luce della luna
adesso che la nebbia
si dirada al vento
e svanisce nel cielo.
Non so chi sia
un predatore, un maniaco
essere umano oppure bestia
qualcuno in fuga
o che desidera avermi
per dilaniare il mio corpo.

E mi fermo
ed esso pure pare fermarsi 
giusto in riva al fiume
dove io mi sciacquo il volto
ed è allora che io lo vedo
riflesso sopra le acque.

Un'ombra enorme
dalla massa indescrivibile 
che pure ora sogghigna 
mentre la guardo negli occhi
io sento una fitta alla schiena
poi tutto diventa tenebra. 

  N° 5708 - 15 febbraio 2026

                                          Il Custode 

NUDO

Nudo
e glabro di sentimenti 
ancor meno di sorrisi.

Sento il gelo 
fino a dentro le ferite
di questa anima stanca.

Ma cammino
senza una meta apparente 
nessun posto dove arrivare.

Ho i brividi
s'arrampicano sulle mie rughe 
come gechi alle pareti.
I miei ricordi
giacché senza le tasche 
li ho abbandonati in un canto.

E rido 
non ne so la ragione
però alle falene diverte.

Poi mi fermo
al centro della rosa dei venti
ed in bilico fra le stagioni.

E mi addormento 
benché essendo nudo
morirò molto presto di freddo.

  N° 5705 - 14 febbraio 2026

                                           Il Custode