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lunedì 30 marzo 2026

SPECCHIO

Cosa ne è stato
della giovinezza
e della mia bellezza?
Mi specchio in te
e non riconosco me stessa.

È un sortilegio 
forse una maledizione 
di certo una tremenda realtà 
che le mie rughe riflettono 
oltre il tuo gelido vetro.

Venderei l'anima
pur di riavere il mio viso
privo di solchi ed imperfezioni 
ma nemmeno il diavolo ascolta
questa mia tacita supplica.
Sicché scorre il sangue
dalle mie vene recise
'ché forse soltanto la morte
saprà essere talmente pietosa
da prendersi cura di me.

E nel buio eterno
la mia pelle tornerà sublime
morbida di pallida pesca
da carezzare e da baciare
come se il tempo si fosse fermato.

  N° 5752 - 30 marzo 2026

                                      Il Custode 

QUELLO CHE MAI TI SCRISSI

Quello che mai ti scrissi
è conservato con cura
dentro lo scrigno di onice
dei miei pensieri.

So che vorresti leggerlo
sicché mi schiarisco il cuore
per raccontartelo piano 
e dopo, piano baciarti. 

Ti rammento ogni istante
e fra le mie stanze vuote
lascio che la tua ombra
sieda alla mia tavola.
Ho le vertigini
nell'immaginare il tuo amore
e sentirti vicina a me
finalmente e per sempre. 

Una cascata di parole 
s'agitano nella mia mente 
suoni scroscianti ed intensi
che mi rammentano la tua voce.

Dentro la notte
ed al principio del giorno
là io ti aspetterò ancora
fra le mie braccia e sul cuore.

  N° 5751 - 30 marzo 2026

                                        Il Custode 

domenica 29 marzo 2026

PENSIERI D'UN IMMORTALE

Questa vita mi affascina
ma è talmente noiosa
che a volte vorrei sentire
cosa si prova a morire.

Ho viaggiato le epoche 
ma la Storia non è mutata
pochi momenti di quiete
poi la gente s'ammazza.

Chissà se nell'universo 
esistono civiltà evolute
tanto da riuscire a convivere
senza il bisogno d'odiarsi.
Io camminerò in eterno 
le vallate e le montagne 
e navigherò mari ed oceani 
ma sarò comunque insoddisfatto. 

Però sarò sempre più solo
un fottutissimo immortale
che porterà nell'animo il peso
di far parte di una specie bastarda.

  N° 5750 - 29 marzo 2026

                                      Il Custode 

TORMENTI

Trovare la pace...
come sarebbe possibile 
in questo stupido mondo
abitato da individui
abituati a combattersi?

Oltre la galassia
forse vivono altre civiltà 
che hanno lasciato alle spalle 
il desiderio di uccidere
la voglia di prevaricare. 

Io non appartengo
a questa fottuta umanità 
a questa società di bastardi
che non rispettano il pensiero 
né le debolezze altrui.
Li ammazzerei tutti
senza farmi alcuno scrupolo 
poi siederei sulla veranda
a vedere tutti agonizzare 
sorseggiando un bicchiere di vodka.

Però non importa 
non ho i mezzi
non posseggo armi a sufficienza 
per fare piazza pulita
e poi ritornare a dormire.

  N° 5749 - 28 marzo 2026

                                       Il Custode 

SENTIERO DELLE BRICIOLE

Io lo dissi a Gretel
che spargere briciole 
sopra il sentiero
non sarebbe servito
poiché il vento
o i famelici corvi
le avrebbe portate via.

Non mi ascoltò 
testarda come ogni donna
lei volle fare da sé
sicché smarrimmo la strada
e ci perdemmo nel bosco
dove per la strega fu semplice 
ritrovarci e portarci indietro. 
Dentro la casa di marzapane
noi attendiamo la morte
io lo dissi a Gretel
quanto fu presuntuosa
adesso lei piange lacrime
inutili quanto la pietà 
che lei supplica alla megera.

Adesso mi ascolta
si stringe più forte a me
intanto che nel calderone 
l'acqua ribolle è borbotta
la nostra pelle si sfalda 
poi le parole svaniscono
e noi moriamo abbracciati.

  N° 5748 - 27 marzo 2026

                                       Il Custode 

venerdì 27 marzo 2026

SABBIE MOBILI

È una discesa lenta
che la mente rifiuta
tanto è impegnata
a preservare la vita
...è una discesa atroce
che non so dove conduca.

Sono sospeso nel vuoto 
le gambe annaspano 
a cercare un appoggio
che però non sanno trovare 
...sono sospeso nel nulla
come io stessi fluttuando.
In balìa del terrore
nessuno mi può aiutare
mentre la sabbia m'inghiotte 
affamata quanto una belva
...in balìa della confusione 
come un drogato in astinenza. 

E sprofondo verso la fine
inghiottendo il fango
vomitando lacrime e sangue
dai polmoni che implodono 
...e sprofondo verso la morte
ed il buio che ora mi accoglie. 

  N° 5747 - 26 marzo 2026

                                       Il Custode 

UN DUBBIO DEL RAGNO

Se costruissi la tela
vicino alla riva del lago
io avrei acqua
ed avrei cibo
ogni giorno e in abbondanza. 

Ma quelle strane creature
giganti al mio cospetto 
spesso scendono in branco 
e il solo loro sollazzo 
è uccidermi senza motivo.

Sicché il dubbio m'assale 
come potrei, io
trovare una soluzione 
tra l'uccidere per sopravvivere 
e scampare la minaccia dell'uomo?
Fossi dotato di veleno
incuterei un po' di timore
ma sono solo un minuscolo ragno
innocuo e pure osteggiato 
quasi fosse un terribile mostro.

Non posso fare altro
che vivere ogni mio giorno
come se fosse l'ultimo 
che trascorro tra i fili d'erba
e le acque che brillano al sole.

  N° 5747 - 25 marzo 2026

                                       Il Custode 

NON CREDERE ALLA PECORA

Non credere alla pecora
che segue sempre il pastore
e se qualcosa andasse storto
nemneno se ne accorgerebbe.

Non ha alcuna autonomia 
non sa formulare il pensiero 
ed ogni abbaio del cane
gli sembra che sia una lusinga.

Cammina diretta al baratro
e non riesce a fermarsi 
e se anche precipitasse 
riterrebbe che sia cosa giusta.
Pur d'ottenere ancor più foraggio 
agita lo spettro del lupo nero
sicché da impietosire il padrone 
che abbozza un finto interesse.

E bela parole omologate
ascoltate da scaltri contadini
...non credere alla pecora
ti porterà alla rovina. 

  N° 5746 - 25 marzo 2026

                                      Il Custode 

SENTIRMI A CASA

Entro
e fra i detriti
rivivo i pochi momenti 
in cui sono stato felice. 

La polvere brilla
e danza nella penombra
baciata da un raggio di luce
che giunge dalla finestra.

È notte nella brughiera 
persino fra le pareti
e dentro la mia vista
che piano s'abitua al buio.
Non importa 
se ovunque sono macerie
e resti di poveri ragni
morti di inedia e dolore.

Io rimango qui
nonostante la solitudine 
'ché solo fra queste mura 
riesco a sentirmi a casa.

  N° 5744 - 24 marzo 2026

                                       Il Custode 

IL LAMENTO DEL VENTO

Sopra questa pianura 
dondolano i fili dell'erba
disteso io osservo il cielo 
e penso i miei mille pensieri.

Dalle gole fra le montagne 
si alza il soffio del vento
melodia di antico lamento
che rende più sereno morire.

Sembra che il tempo sia fermo 
a metà fra la luce ed il buio 
mentre una lieve, fredda carezza
Lentamente mi ricopre la pelle.
Vorrei abbracciare la vita 
che, impietosa, mi sta lasciando
ma non ho più fiato né forza 
solo il tempo di pochi rimpianti.

Quanto è bello il mondo che lascio
che quasi mi scendono lacrime
dagli occhi che piano si chiudono
dal cuore che infine si tacita.

  N° 5743 - 24 marzo 2026

                                      Il Custode