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mercoledì 4 marzo 2026

SOTTO...NEL BUNKER

Vivo qui da molto tempo
da quando tutto è iniziato 
e la gente colpita dal virus
ha cominciato a morire
per poi tornare a vivere
ed uccidere, e divorare i vivi.

Ho trovato un'entrata
dai cunicoli delle fognature 
e adesso, in questo gelido bunker
ho costruito la mia dimora
ho impiegato alcuni mesi
ma ora è confortevole e calda.

Attraverso le prese d'aria
io sento le persone gridare 
io sento le persone implorare 
ma ho imparato ad odiare gli umani 
hanno lasciato che tutto accadesse 
e non faccio entrare nessuno.
Non mi hanno ancora scovato
né i viventi, né i putrefatti 
sicché ogni tanto io esco
per respirare un po' d'aria
per procurarmi del cibo
e lo faccio con circospezione. 

Spesso penso a chi io amo
vorrei trovarli e portarli con me
ma se solo uscissi a cercarli 
dovrei combattere quegli sbandati
che dove vige la legge del più forte 
uccidono senza farsi scrupoli.

Chissà in quanti sono sopravvissuti 
e come trascorrono i giorni
probabilmente fuggendo e morendo
nel frattempo io resto qui
ad aspettare che abbia fine
questa stramaledetta apocalisse. 

  N° 5723 - 2 marzo 2026

                                    Il Custode 

SETTE MARI E SETTE LUNE

Sette mari e sette lune
per ritrovare la mia libertà 
data in baratto ad un corsaro
per alcuni dobloni 
e per una pinta di gin.

La bussola indica il Sud
la stessa scelta della polena
sicché è la che viro di prua
e seguo gli squali e i delfini
che corteggiano prosperose sirene.

C'è un forte vento all'orizzonte 
che infastidisce il mio pappagallo 
io provo a chetarlo
offrendogli un po' di tabacco
che non pare però apprezzare.
Mi rifugio spesso nella cambusa
giacché adoro sentire l'aroma 
del peperoncino e degli insaccati 
poiché sul veliero io sono solo
mi dureranno per un paio di vite.

D'improvviso si alza la nebbia
e una tempesta che sembra tregenda
poi arriva il giorno
e finanche il sole
ed io riprendo il mio lungo viaggio.

Sette mari e sette lune
per ritrovare la mia solitudine 
e però non me ne importa nulla
sicché inverto la rotta
e ritorno alla mia casa.

  N° 5722 - 1° marzo 2026

                                      Il Custode 

sabato 28 febbraio 2026

SUPERGA

Erano di certo un presagio
quelle saette che il cielo 
scagliava sopra Torino
ma le nuvole talmente basse
rendevano difficile la visibilità 
e nascondevano la pista d'atterraggio. 

Avevo preso la rotta di Superga 
sperando in condizioni migliori
ma la notte era molto adirata
e continuava coi suoi rimbrotti
le sue lacrime dovute alla rabbia 
sputate sulla intera città. 

Nella carlinga dell'aereo 
c'erano quei giovani ragazzi
che sapevano giocare al pallone 
esausti dal ritorno dal Portogallo 
eppure spensierati e felici
giacché idoli di folle estasiate. 
L'altimetro segnava i 2000 metri
sicché il volo pareva di routine 
attendevo, senza ottenere risposta
le istruzioni dalla torre di controllo
e convinto d'esser prossimo alla meta 
effettuai quella virata maledetta.

Compresi che la distanza dal suolo
era più vicina di quanto immaginassi 
quando io vidi ad una sola spanna 
il terrapieno della basilica 
ma era tardi per provare a fuggire
era tardi persino per pregare.

Rammento soltanto il bagliore
poi il fuoco che mi abbracciò forte
infine il silenzio calò sulla collina
sulla quale io persi la mia vita
insieme a tutti quei giovani ragazzi
che sapevano giocare al pallone.

  N° 5721 - 28 febbraio 2026

                                          Il Custode 

SIPARIO

...Poi fu il silenzio 
dopo gli applausi scroscianti 
i fiori lanciati sul palco
e le fotografie in bella posa
sulle riviste patinate.

Eri giovane e bellissima 
e diamine
bella tu lo sei ancora
e però quel mondo che amavi
adesso si è scordato di te.

Non te ne fai una ragione 
d'essere di colpo invecchiata 
vedere le rughe come cicatrici
percorrere il tuo viso
e ancora l'intero tuo corpo. 
Le immagini in bianco e nero
che scorrono sul televisore 
appartengono ad un lontano passato 
e sono ferite inferte
alla tua mente già molto provata.

Sicché hai deciso il tuo addio 
spettacolare, come fu la tua vita
e tutti i quotidiani hanno descritto 
della tua triste dipartita 
nella più completa solitudine.

Qualche pillola sul comodino 
insieme ad un bicchiere di whisky 
nella stanza un giradischi che suona
le canzoni che tu cantavi
negli anni della tua perduta gioventù. 

  N° 5720 - 27 febbraio 2026

                                          Il Custode 

venerdì 27 febbraio 2026

NEL MONDO CHE IMMAGINO

Vorrei tu sedessi un istante 
davanti ai miei occhi
ed un bicchiere di vino
ed una tavola spoglia
con la tua mano dentro la mia.

Tu che riempi il mio vuoto 
e dai origine ai miei sorrisi
e che nel mondo che immagino 
non sei destinata a svanire
al cospetto di una luna piena.
Nessuna parola da dire
ma un silenzio da contemplare 
laddove i pensieri si inseguono 
e seppure con il fiato corto
non intendono volersi fermare.

Poiché non sarà mai fantasia
ma un amore di sensi estasiati
un sentimento posto su pietra
con inchiostro di vivido sangue 
che acqua di fiume non può cancellare. 

  N° 5719 - 26 febbraio 2026

                                          Il Custode 

giovedì 26 febbraio 2026

IL GHIGNO DEL GHEPARDO

C'è sangue dappertutto 
il mio
quello dei miei predatori 
è stata una battaglia creunta
ed io ne uccisi più che ho potuto.

Il solo è caldo
e arde l'intera savana
in attesa ci sono le iene
e nel cielo gli avvoltoi 
che pregustano il lauto banchetto.

Gli stupidi umani
erano tutti in agguato
con i fucili
e con le cineprese
per riprendere la mia agonia.

Al primo colpo sparato
ho sentito il fuoco sul dorso 
e li ho attaccati 
con molta rabbia 
con tutta la mia disperazione. 
Erano in troppi
erano ben armati
ma hanno lasciato sul campo
diversi cadaveri sventrati
ed ancora ossa e arti esposti. 

Perché sono considerato un trofeo
una pelliccia da esibire 
nei salotti aristocratici 
ed alcune foto da mostrare 
al rientro dal fottuto safari.

...Poi restarono solo i lamenti 
di chi lentamente moriva
in un angolo l'immagine dissacrante 
del ghigno soddisfatto 
del ghepardo. 

  N° 5718 - 25 febbraio 2026

                                         Il Custode 

UN GIGANTE

Su questa isola a me sconosciuta 
io mi sento davvero fuori luogo
ma la via di fuga m'è preclusa 
che ovunque mi volti v'è solo mare.

Decine di minuscole creature
mi ronzano intorno impaurite 
io non potrei far loro del male
ciononostante esse mi temono.

Qui non mi sento accettato
poiché sono soltanto un diverso
alto quasi quanto la montagna
perciò incline alla sopraffazione. 
Eppure sono un uomo pacifico 
che vorrebbe tornare a casa
ma che non riesce a farsi capire
da queste miniature di ominidi. 

E seduto sopra la sabbia dorata 
osservo l'orizzonte lontano
laggiù è la vita che io ho perduto
per finire nel vuoto assoluto.

  N° 5717 - 24 febbraio 2026

                                          Il Custode 

TI PROTEGGERÒ

Ti difenderò 
fino a che avrò respiro
fino a che avrò vita
e sarò disposto ad uccidere 
affinché tu possa vivere. 

Nessuno dovrà ferirti
né umiliarti 
'ché ho speso gocce di sangue 
e collage d'amore
per arrivare fino a te.
Figlia dentro il mio sguardo
in fondo ai miei silenzi 
che pure a volte incompreso 
non ho smesso un solo istante 
d'averti qui nel mio cuore.

Sicché ti proteggerò 
fino a che avrò la forza 
fino a che avrò la ragione
e sarò disposto a morire
affinché tu debba vivere.

  N° 5716 - 23 febbraio 2026

                                          Il Custode 

PADRONE

Tu sei qui
alla mia mercé
schiava implorante
pronta a soddisfare 
ogni tua voglia 
ogni mia perversione.

Passo da cagna 
da animale in calore 
tu, ai miei piedi
priva di dignità 
giacché mi appartieni 
col corpo e con la mente.

La tua lingua sul pavimento 
dopo sulle mie scarpe
tu, nuda sei una visione
che pure io ignoro
nessun segno di indecisione 
mi è permesso mostrarti. 
Ti sollevo di colpo
stringendoti per la gola
imparerai chi comanda
dinnanzi alla mia forza 
dinnanzi alla tua debolezza 
che ti rende una marionetta. 

Tornerai ogni volta
a deglutire in silenzio 
la tua dose di umiliazione
rendendomi sempre orgoglioso 
d'essere il tuo unico dio
e padrone della tua vita.

  N° 5715 - 22 febbraio 2026

                                           Il Custode 

domenica 22 febbraio 2026

ESORCISMO

...Esci da quel suo corpo
che non t'appartiene di diritto
che io condurrò negli inferi
dove tu, sacerdote senz'anima 
non potrai farla tua schiava.

Costei t'appare dannata
ma vive la vita che scelse 
distante dall'effimero regno
che la tua religione inventò 
per sottomettere le masse. 
La porterò insieme a me
laddove il tuo dio mi esiliò 
là potrà essere libera 
di osare e finanche sbagliare 
ma sempre con grande onestà. 

Sicché io la esorcizzo, o prete
e l'allontano dalla menzogna
che tu racconti alla plebe
per incatenarla al terrore
ed accrescere il tuo potere.

  N° 5714 - 21 febbraio 2026

                                          Il Custode