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venerdì 14 agosto 2026

ANIME PERSE

Si annidano nel cuore
dopo avere attraversato 
i tuoni e la tempesta
d'una morte piccola e assurda 
'ché là si sentono al sicuro
là si sentono ancora amati.

Si aggrappano ai ricordi
rimasti appesi, in bilico
tra il desiderio di andare
e smettere, cosi, di soffrire 
e la voglia di rimanere
nel calore d'un abbraccio d'amore.
Sono anime perse nel cosmo
piante a lungo e inutilmente 
che se il destino fosse più giusto
sarebbero ancora dentro la vita
a giocare coi propri capricci
a sorridere un sorriso ingenuo.

E stanno lì, nascosti negli occhi
di chi ha maledetto il dolore
di chi ha imprecato ai santi
e che attende di baciarle ancora
con una vigliacca rassegnazione 
...almeno fino al prossimo incontro.

  N° 5864 - 14 agosto 2026

                                        Il Custode 

SCIE

Cammino da tanto
col fucile e la maschera
bardato come uno spettro 
da quando i fottuti aerei
hanno sputato il veleno.

Il giorno e dopo la notte
nulla è più cambiato
se non i cadaveri putrefatti 
uccisi dalla strana fuliggine 
scesa dal cielo alle fogne.

Non posso essere il solo
rimasto sul fottuto pianeta 
gli aerei non volano più 
lo stesso è per i corvi 
che gracchiavano nei campi.

Nessuna radio che ciancia 
e questo è davvero snervante 
sicché io cammino
seppure non so dove andare
non c'è alcun posto sicuro.
Stramaledetti politici
servi di qualcuno più in alto
io so che sono loro i colpevoli
l'ho detto, io l'ho gridato
ma nessuno mi ha creduto. 

Gli aerei non volano più 
i piloti sono morti soffrendo 
se solo fosse accaduto prima
molti di noi ci sarebbero ancora
ed i cani abbaierebbero in strada.

Che cazzo, sono davvero il solo
rimasto sul fottuto pianeta?
C'è una tale desolazione 
che l'anima mi si atrofizza 
il cuore implode nello sterno.

La fuliggine ancora scende
respirare non è conveniente 
chiunque vi abbia provato
e deceduto all'istante
senza un gemito né un imprecazione.

Il sole non sorge più 
come quando accarezzava il mare
eppure la luce si alza
dalle montagne innevate
seppure questa è ancora estate.

Sicché io cammino
al riparo dalle scie chimiche 
degli aerei che non volano più 
perché sono davvero il solo
rimasto sul fottuto pianeta!

  N° 5863 - 13 agosto 2026

                                       Il Custode 

L'ALTOPIANO DEL MERCENARIO

Pensavi fosse facile
vincere la battaglia
che non era la tua
né dei tuoi uomini
bensì d'un politico genovese
e di un conte del Piemonte.

Sul massiccio calabrese 
hai sfidato il papato
e la parte della popolazione 
che non voleva l'Italia 
ma preferiva svernare 
all'ombra della Corona borbone. 

È vero, sull'Aspromonte 
nell'infuriar della battaglia 
furono esigue le vittime
fra l'italico esercito, fra le tue genti
ma là, con la gamba ferita
ti scopristi per nulla invincibile. 
E così, dopo l'unificazione 
si infranse l'assurda utopia
di conquistare i cuori e le menti
e di spodestare il Vaticano
troppo potente, la Chiesa cattolica 
troppo abituata ai giochi di palazzo.

Sicché, dopo la prigionia 
ti ritirasti in quel di Caprera
umiliato nel cor e nell'animo
per avere creduto alle lusinghe
di un conte del Piemonte
e d'un politico genovese.

  N° 5862 - 13 agosto 2026

                                       Il Custode 

SVEGLIAMI QUANDO SARÒ MORTO

Mi stendo un attimo
il tempo di qualche secolo
tu, se vuoi
svegliami quando sarò morto
distante da questa infame vita.

Sto sognando il silenzio
dalle bombe che cadono
dai muezzin che pregano
e questa mia sensazione 
è davvero estasiante. 

Adesso stringo le mani
delle persone perdute
hanno un saluto, un sorriso
da dedicare ai miei occhi
e spendere sulle mie labbra.
Ho speso fin troppi giorni
a raccontarmi alla gente
a raccogliere le mie parole
e gettarle nella pattumiera 
in balìa di vermi e mosche.

E chiudo gli occhi e respiro
il fumo dei miei pensieri
tu, se ti va
svegliami quando sarò morto
io deciderò se tornare.

  N° 5861 - 12 agosto 2026

                                       Il Custode 

MASTICO TABACCO

Mastico tabacco
che però dopo sputo
sulla mia vita
sopra i miei ricordi.

Scalcio ogni sasso
che intralcia il cammino
e non mi volto indietro 
'ché non voglio tornare.

Ho sprecato eoni
a cercare me stesso
e mi perdevo ogni volta
e non sapevo dove.
Con la bottiglia in mano
la sigaretta fra i denti 
guardo il cielo e ripenso
a quando io ero vivo.

Passa lontano un aereo 
che distribuisce veleno
sulla terra, sulle acque
sulla stupidità degli umani.

E mi chiudo in me stesso
nel mio chiodo di pelle
non voglio più camminare 
sicché mi fermo e muoio.

  N° 5860 - 11 agosto 2026

                                       Il Custode 

martedì 11 agosto 2026

IL GHIGNO NEL BUIO

Dove potresti fuggire 
in questa afosa sera
dove persino le stelle
cercano refrigerio nel mare?

Perché lui non si ferma
continua a seguirti nel buio
incurante della calura
insensibile alla tua paura. 

E sorride il suo ghigno
'ché tu, stupidamente 
hai abbandonato la folla
per cadere nella sua trappola. 
Nella tela del ragno
dove adesso ti maledici
e però oramai è troppo tardi
per fermare il corso del tempo.

Nemmeno te ne accorgi
con un colpo secco alla schiena 
la morte è stata talmente veloce 
da lasciarti senza fiato e parole.

Chissà se hai pensato un addio
ma cosa può più importare?
La notte scende sopra il tuo sguardo 
l'oblio dentro il tuo cuore silente.

  N° 5859 - 10 agosto 2026

                                         Il Custode 

UNA LOCANDIERA

La birra e i tuoi seni
rendono ebbra la mente
ed eccitato il membro
e bevo e ti bacio
e sprofondo nell'estasi.

Nella tua locanda
tu ne hai visti di viandanti
ma a me non importa
chi ti ebbe né chi ti avrà 
adesso ho voglia del tuo corpo.
La tua vulva così calda 
è un viaggio nella beatitudine 
che deframmenta il respiro 
che mi reca verso la morte 
e ad una nuova rinascita. 

Tienimi fra le tue cosce
e fammi dimenticare il domani 
con il vino, con i tuoi seni
ed un futuro non ancora scritto
e che io non intendo scrivere.

  N° 5858- 10 agosto 2026

                                      Il Custode 

LEVANTE

Si alza un vento gelido
che soffia da Levante
ed è fatto di ricordi
e di ferite ancora aperte.

Ho combattuto a lungo
e l'ho fatto in nome tuo
ed in nome tuo ho ucciso
con la katana ed il pugnale.

Avrei venduto l'anima
finanche agli Shoten Zenjin 
per un tuo sorriso, un bacio
o anche un semplice sguardo.

Ma tu non mi vedevi
talmente altera di bellezza
io, un'ombra alla tua corte
col compito di tenerti in vita. 
Ho adempiuto alla mia missione
ma non v'è nei tuoi occhi
la benché minima gratitudine 
un semplice scheggia d'umanità. 

E dentro il vento gelido
che soffia da Levante
io indosso la mia armatura
e ti abbandono al tuo destino. 

E col mio cavallo io imbocco
il sentiero a me innanzi 
che è fatto di ricordi
e di un amore mai accaduto. 

  N° 5857 - 7 agosto 2026

                                    Il Custode 

MAI PIÙ...

Adesso ti vedo agonizzare
dentro la trincea di fango
e di sangue
e di brandelli di esseri umani
e mi sento davvero male
per averti sparato. 

Sputo sopra il terreno
il mio odio verso la guerra
ed il cuore si spezza 
la mia mente confusa 
è un tourbillon di emozioni
di pietà, di rimorso e di rabbia.

 Sono davvero mortificato
e farai di tutto 
affinché ciò non fosse successo 
che io nemmeno ti conosco 
e non avrei voluto colpirti. 
Tu sei poco più d'un bambino
scaraventato su questo campo
dove uomini, alberi ed animali
sono ombre di cenere
per i colpi dell'artiglieria. 

Mi dispiace immensamente 
e l'ultimo gesto compassionevole 
che io ti posso offrire
è quello di pugnalarti sul cuore
e porre fine alla tua sofferenza. 

Dopodiché io mi alzo
getto via l'elmetto ed il fucile
e mi allontano dentro la nebbia
perché non voglio uccidere più
...mai più. 

  N° 5856 - 6 agosto 2026

                                     Il Custode 

VIAGGIO DENTRO IL TUO AMORE

Come Ulisse
ho attraversato lo Ionio
sulla tolda della mia nave
ed ho ignorato
il canto delle sirene.

Tu, quanto Persefone 
rinchiusa nel tuo inferno
ed io ho pregato Caronte
io ho irretito il Cerbero
solo per giungere a te.

Per poterti rivedere
con la luna e tutte le stelle
ho rubato la polvere a Trilli
per raggiungere l'isola dei beati
e raggiungere i tuoi sacri baci.
Dentro il tuo amore
non era che quella la meta 
avventura avvincente e difficile 
più dell'impresa degli argonauti 
alla conquista del vello d'oro.

Sicché io ti amo
che al confronto l'amore di Dante 
per la algida, frigida Beatrice
non fu altro che una leggenda
che egli tramutò in romanza.

  N° 5855 - 5 agosto 2026

                                      Il Custode