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martedì 10 febbraio 2026

PROFONDO

Profondo d'amore
con un solo sguardo
e nessuna parola
che sarebbe frastuono
che soffia via la magia. 

Tu sei il mio mare
io sarò il tuo fuoco
noi, onde e fiamme 
che si scontrano spesso
come elementi selvatici.

Ma voliamo liberi
dentro lo stesso cielo 
a tu per tu con le nuvole
e non chiediamo altro
che danzare sopra la brezza.
Le mani si cercano
come funi si intrecciano 
che ogni istante distanti
è un istante sprecato 
è un supplizio infinito. 

Perché tu sei la mentore 
io lo studente docile 
deciso ad impare 
dalle tue mani sapienti
la fragranza della passione.

  N° 5699 - 9 febbraio 2026

                                        Il Custode 

HO PERDUTO LE ALI

Dentro questi cunicoli 
stretti più dei caruggi
io cammino carponi
a volte, come una serpe
striscio nudo e mi ferisco.

L'umidità mi disseta
però ha un sapore stantio
ed io ho bisogno di sogni
da divorare con ingordigia 
e poi vomitare nauseato.
Sicché devo uscire di qui
benché i miei occhi spenti
abbiano saggiato il buio
e poi lo hanno avvolto
dentro la mia oscurità. 

Là fuori c'è il cielo
più vasto dei miei pensieri 
ed io ho perduto le ali
eppure lo devo affrontare 
volando oppure cadendo.

  N° 5698 - 8 febbraio 2026

                                        Il Custode 

ERA LA FINE

Le grida
altissime nel cielo
come fossero il canto
del cacatua in amore
io le sentivo, le grida
e però non capivo
da dove provenissero. 

Dopo fu il fumo
che salito sul dorso del vento 
prese una forma gentile
e s'arrampicò veloce 
a baciare le nuvole scure
e le salutò con un inchino
per poi recarsi al mare.
I corvi gracchiarono 
parole prive di senso
ma i loro sguardi affranti
finanche terrorizzati 
erano un oscuro presagio
sicché io mi sedetti
sulla rupe più alta del mondo.

Da là vedevo ogni cosa
le acque che ribollivano 
i monti che si sgretolavano 
e le persone morire
e piansi per le specie animali 
meno per gli esseri umani
poiché era la fine di tutto.

  N° 5697 - 7 febbraio 2026

                                       Il Custode 

UN INFAME

Sei stato un infame
per pura soddisfazione 
per vocazione 
e hai raccontato di me
agli aguzzini
ai dispensatori di odio.

Mi sono nascosto 
eppure non è servito
tu mi conoscevi
fingevi d'essermi amico
ma mi ha tradito
e condannato a morire.
Non hai pentimento 
non provi alcun rimorso 
come una pecorella apatica 
hai obbedito al pastore
tu, docile servo
di un sistema opprimente. 

E te ne fai un vanto
davvero pensi di essere
un cittadino modello
però sei stato un infame
soltanto un fottuto bastardo
che dovrebbe marcire all'inferno. 

  N° 5696 - 6 febbraio 2026

                                       Il Custode 

MAREA ROSSA

Resto nel bunker
distante, in profondità 
e tremo al solo pensiero 
che i folli mi possano trovare.

Si muove in superficie 
una marea inarrestabile
rossa di sangue e ideologia
e di sete di irrefrenabile violenza. 

Io odio quei manigoldi 
che sventolano bandiere
che inneggiano alla pace
sempre e solo per finzione. 
Non tollero quei comunisti 
buonisti con il culo degli altri
per opportunismo o per stupidità 
in realtà soltanto dei facinorosi. 

Attaccano chiunque dissenta
li zittiscono e li martellano 
ma lo fanno solo se sono in gruppo
come fanno le vigliacche iene.

Non accettano il contraddittorio 
che potrebbe rivelare alle masse
quanto astruse sono le loro teorie
prive di idee e di coerenza.

Ti etichettano, ti denigrano 
se non ne convidi il pensiero 
si pavoneggiano d'esser democratici 
ma non sono che fottuti fascisti. 

Sicché resto nel bunker 
nel buio profondo e in silenzio 
nella speranza che quei criminali 
possano estinguersi velocemente. 

  N° 5695 - 5 febbraio 2026

                                       Il Custode 

mercoledì 4 febbraio 2026

ANIME ROBUSTE

Sono appese alla luna
a un frammento di solitudine 
in cerca d'una mano gentile
che le raccolga 
dalla disperazione.

Persone che hanno sofferto 
mantenendo comunque
un dignitoso silenzio 
ora sono anime robuste 
solo i giusti le sanno vedere.

Hanno occhi sfuggenti
come bambini sperduti
che abbracciano antichi ricordi 
le mani tese alla notte
perché il buio avvolge il dolore.
Però non si concedono 
a chiunque si trovi a passare
sono state tradite
molto spesso deluse
e la prudenza è una prerogativa. 

Sono anime immense
temprate da impetuosi marosi 
schiaffeggiate da venti violenti
e che pure morte migliaia di volte
hanno imparato a rivivere ancora.

  N° 5694 - 3 febbraio 2026

                                        Il Custode 

SONO NESSUNO

Sulla rupe più alta
tu sei lì ed imprechi 
maledici il mio nome
mentre scagli alla rinfusa
rocce verso l'oceano.

Stupido, ottuso gigante
mangiatore di uomini
adesso che tu sei cieco
trafitto nell'unico occhio 
come potresti colpirmi?

Affronta i marosi
la mia imbarcazione 
pur di allontanarsi in fretta
da questa infame costa
ove tu decimasti l'equipaggio.
Comprendo che sia adirato 
il padre tuo Poseidone 
che tu invochi fra le lacrime
oramai inutili gocce di mare
dovute alla tua ottusità. 

Grida chi fu ad accecarti 
cosi come io dissi di chiamarmi
resterà interdetto e sorpreso
quando tu scioccamente rivelerai 
che il colpevole è stato Nessuno. 

  N° 5693 - 2 febbraio 2026

                                        Il Custode 

QUEL LONTANO PASSATO

Marciavano 
al passo dell'oca
e sbattevano i tacchi
per farci più paura ancora.

La sera era gelida
fra le vie del ghetto
ma i polacchi, a Cracovia 
dormivano sonni tranquilli.

Forse nessuno seppe
oppure non gli importava
che i nazisti braccavano
chiunque di noi sopravvisse.

E fu una tragica notte
a stanare chi si era nascosto
chi, sfuggito al rastrellamento 
sperava di scampare alla morte.
Ma la morte arrivò 
fra gli spari e le implorazioni
e le urla, e ancora il sangue 
e le risa dei soldati tedeschi.

Non mi trovarono 
il destino mi risparmiò 
ed io potei raccontare
seppure non tutti credettero. 

'Ché loro marciavano 
a caccia di ebrei terrorizzati 
ai quali avevano preso tutto
ma di cui bramavano avere le vite.

  N° 5692 - 1° febbraio 2026

                                         Il Custode 

sabato 31 gennaio 2026

SOSPIRO

S'agitano con garbo
le fronde degli alberi
le spighe del grano
a causa di un sospiro 
che giunge da lontano.

Nessuna ombra
né una singola parola 
eppure ha una melodia
che affascina i ragni 
che danzano sopra le tele.
Pare essere un frammento 
di un ricordo evaporato
all'interno di una lacrima
il cui riflesso multicolore 
è sfuggito ad un caleidoscopio.

E le nuvole volano
sospinte da quella brezza
che profuma del dolore
per qualcuno che è svanito
e che è non destinato a tornare.

  N° 5691 - 30 gennaio 2026

                                          Il Custode 

IL RICHIAMO DI TE

Ho seguito
il richiamo di te
ed il buio incombeva
nella notte d'inverno.

Il gufo osservava
sopra il ramo spoglio
da sempre poco loquace 
pareva mi perculasse.

Ma io dovevo trovarti
poiché lo sciamano disse
che la luce della tua anima
avrebbe mitigato le tenebre.
E petali e bacche
disposti lungo il sentiero 
avevano la forma di lacrime
e la fragranza d'amore. 

Al centro del bosco
silente quanto la luna 
la tua ombra attendeva 
sperduta nella solitudine. 

Un bacio, il primo pensato
e poi una mano tesa
infine sembrò aprirsi il giorno
e il sole del nostro sorriso.

  N° 5690 - 29 gennaio 2026

                                          Il Custode