Cosa ne è stato
della giovinezza
e della mia bellezza?
Mi specchio in te
e non riconosco me stessa.
della giovinezza
e della mia bellezza?
Mi specchio in te
e non riconosco me stessa.
È un sortilegio
forse una maledizione
di certo una tremenda realtà
che le mie rughe riflettono
oltre il tuo gelido vetro.
Venderei l'anima
pur di riavere il mio viso
privo di solchi ed imperfezioni
ma nemmeno il diavolo ascolta
questa mia tacita supplica.
Sicché scorre il sangue
dalle mie vene recise
'ché forse soltanto la morte
saprà essere talmente pietosa
da prendersi cura di me.
dalle mie vene recise
'ché forse soltanto la morte
saprà essere talmente pietosa
da prendersi cura di me.
E nel buio eterno
la mia pelle tornerà sublime
morbida di pallida pesca
da carezzare e da baciare
come se il tempo si fosse fermato.
N° 5752 - 30 marzo 2026
Il Custode









