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venerdì 17 aprile 2026

IL BULGARO E IL MESSICANO

Sulle polverose strade del West 
cavalcano il bulgaro e il messicano 
rapinatori di banche 
ed uccisori di poliziotti.

Il loro alito puzza
di whisky e di tabacco 
ma le tasche sono piene di denaro 
da fare impazzire le donne. 

Loro sono uomini veri
ma non disdegnano, a volte
di scambiarsi baci assai sconci 
e passione di rapporti proibiti. 

Hanno lasciato alle loro spalle
una scia di sangue e di lacrime
ammazzando molti sceriffi 
o chiunque non gli andava a genio.

Sicché il Governo ha deciso 
di porre fine alla loro violenza
ed ha inviato sul posto
la migliore squadra di federali.
Costoro ne hanno studiato le mosse
hanno elaborato la strategia 
e alla ennesima scorribanda 
hanno fatto scattare la propria trappola.

Sulla polverosa strada del West 
circondati dagli agenti ed i civili
non tentano neppure la fuga
quei banditi senza coscienza e pietà. 

Tirano fuori le pistole e urlano
il loro ultimo grido di battaglia
e sparano ovunque vedono sagome 
ma gli sbirri rispondono al fuoco.

Sicché crivellati di colpi
il loro mondo si annebbia 
ed ora giacciono sopra la via
il bulgaro e il messicano.

  N° 5769 - 17 aprile 2026

                                      Il Custode 

BRUTTI SOGNI

Sento il sangue colare
dal mio naso
e dalla mia bocca
come se fosse 
un torrente in piena.

Quelle altissime onde
mi trascinano distante
e vado a fondo
dove io ti cerco
dove ti tendo la mano.

Nel salmastro liquido
non vedo più 
la tua presenza mi sfugge
seppure tu eri tutto
la mia salvezza, la pace.
Sapore di ferro e di sale
io sto annegando 
nel mio liquido ematico
e nella mia testa confusa
è impresso solo il tuo viso.

Se solo finisse la notte
io potrei risvegliarmi 
e spazzare via i brutti sogni
ma questo buio è affamato 
ed ha ingoiato la luna.

Fluttuo via
fino a che non sento il canto
degli uccelli sulla scarpata
apro gli occhi e tu sei qui
adesso posso tornare alla vita.

  N° 5768 - 16 aprile 2026

                                      Il Custode 

UN MONDO OSCURO

Mi inoltro
lungo il sentiero
dove le piante
sono oramai appassite 
morte forse per inedia.

C'è un mondo oscuro
che si apre
davanti ai miei passi
dentro il mio sguardo
sopraffatto da tenebre.

Io mi domando 
se dove finisce la strada
finisca anche la vita
ma se anche fosse
non potrei cambiare gli eventi. 
Vedo le ombre
danzare alle mie spalle
pare vogliano incitarmi 
a non fermare il cammino
a non voltarmi più indietro.

E sia, mi arrendo
un ultimo tiro alla canna
ed ancora un sorso di vodka
che se è questo morire
in fondo non è poi così male.

  N° 5767 - 16 aprile 2026

                                      Il Custode 

UN AVVOLTOIO

Aspetto 
prima o dopo
tu dovrai morire 
e contenderò i tuoi resti
con le iene
con le formiche rosse.

Sotto il sole
un ulteriore supplizio 
che arde la tua pelle 
io ti osservo agonizzare
ed aspetto
sono molto paziente. 

Il vento soffia
e porta fino a me
il tuo sapore
sicché aspetto
questo è il mio destino
ed io l'ho accettato. 
Non so il perché 
della tua dipartita 
ma aspetto
perché di te m'attraggono 
i brandelli di carne 
ed infine le ossa.

Arriverà sera
io la aspetto 
porterà refrigerio
ed il tuo sangue
brillerà sotto la luna
come un magico elisir.

Ma tu non muori
sei alquanto tenace
mi avvicino con circospezione 
nell'attesa del rantolio 
che precederà la tua morte
quella che io aspetto.

  N° 5766 - 15 aprile 2026

                                     Il Custode 

AMO VEDERTI

Tu sei la luce
e sei la penombra 
ma comunque tu sia
io amo vederti 
in ogni tua sfaccettatura. 

Sei il vento lieve
e la possente tempesta 
la mia pelle si increspa 
al soffio del tuo respiro 
io provo brividi e pace.
Sei il sole all'orizzonte 
e la luna fra le montagne 
qualcuna plasmata di sogno 
e modellata d'amore 
dove svernava la solitudine. 

Sicché ti tendo la mano
affinché tu mi accompagni 
dove il silenzio si quieta
e lascia spazio a parole
che ancora io non so dire. 

  N° 5765 - 14 aprile 2026

                                       Il Custode 

TORNA DA NOI

Torna da noi
che questa casa
ha pareti tristi
e finestre sbarrate
e ragni sopra la tela
che chiamano sempre
il tuo nome.

Torna 
che tu mi manchi 
lo sanno persino il Buddha
disegnato nel corridoio
e la cimice
che nella notte
annusa il tuo profumo. 
Torna che aspetto 
davanti ad un bicchiere
di vodka e di solitudine 
e la luce che s'attenua
ogni volta che la falena
danza alla lampadina 
e dopo sorride.

Torna subito
e resta ogni momento
io prenderò la bussola
e la frantumerò al suolo
sicché tu
non saprai più il tempo 
e il tempo non saprà più te.

  N° 5764 - 13 aprile 2026

                                     Il Custode 

domenica 12 aprile 2026

1915

Hanno deciso 
i sovrani e i governanti 
a causa d'un fottuto attentato 
che ha colpito uno di loro
noi andremo a combattere
a morire per i loro intrighi.

Siamo soltanto pedine
da sacrificare alla loro ignominia 
ai loro giochi di potete e finanza
'ché le armi vanno vendute
le terre conquistate 
a discapito delle nostre vite.

Vaste miglia di trincee 
sono già state scavate
saranno trappole d'acqua e di topi
nel pieno del gelido inverno 
fornaci che scioglieranno la pelle
Durante le stagioni più calde.
Brandelli dei nostri corpi 
germoglieranno sul filo spinato 
col sangue che, lungo la terra 
sarà torrente di impetuoso dolore
e le armi posate al suolo
oramai inutili quanto la nostra morte.

Giacché non saranno i figli
dei potenti e degli infami
a condividere il nostro destino
tra le bombe, il gas e le baionette 
ad esalare l'ultimo respiro
in questa guerra del 1915.

  N° 5763 - 10 aprile 2026

                                      Il Custode 

QUI NELLA STANZA

Qui nella mia stanza
la luce è stata bandita
e i suoni lungo la strada
sono un odioso fastidio 
che mi irrita a dismisura. 

Sul il tavolo impolverato 
avanzi di cibo e di insetti
e però la mia birra è fresca
appagherà la mia sete
ed il mio bisogno di dormire. 

Chissà cosa avranno da urlare
le sirene sulle ambulanze 
che trasportano i moribondi
comunque destinati a morire
come accadde per i loro sogni. 
È una considerazione retorica
la risposta a me non importa 
poiché io non sopporto nessuno
io non tollero i lamenti ed i pianti
di chi s'appresta a lasciare la vita. 

E qui, nella mia stanza
sorseggio la birra e la pace
che mi offre la mia solitudine 
io so che morirò per l'inedia
e però vivere non m'è mai piaciuto. 

  N° 5762 - 10 aprile 2026

                                     Il Custode 

ZION

Noi che giungemmo a Zion 
Terra di pace e di serenità 
sedemmo accanto a pregare 
un dio che pareva esistesse.

Gli anziani lo raccontavano 
che quello era un posto sublime
nel quale trovare ristoro e rifugio
dalle persecuzioni babilonesi. 

Sicché i cuori e le menti
erano colmi di fede e speranza 
però il sole era davvero rovente
le nostre gole arse e doloranti.
Ma ascoltammo il profeta
che promise grande spiritualità 
e per alcuni, brevissimi istanti
il cammino non sembrò faticoso.

Infine giungemmo a Zion
Terra di pace e di prosperità 
dove non trovammo nient'altro
che sabbia, deserto e sudore.

  N° 5761 - 8 aprile 2026

                                    Il Custode 

L'URLO DELLA CICALA

La sua innocenza 
svenduta per pochi fiorini 
da chi asseriva di amarla
da colui che le promise
un futuro meraviglioso. 

Sopra il prato, adesso
e in mezzo all'erba
lei adesso si ricompone 
spazza il lezzo dei violenti 
ma non l'onta dell'abuso subito.

Frattanto, e nella notte
lei urla il suo dolore
e piange forti singhiozzi
'ché passeranno le ferite del corpo
ma non quelle dell'anima.
La sua agonia è un graffio 
che scheggia le pareti del cielo 
sia maledetta la malvagità 
di chi ha abusato di lei
di chi l'ha svenduta ai maniaci. 

Ma la luna
che è sempre magnanima 
la carezza con i suoi raggi
e la cicala si desta e medita
quella che sarà la sua vendetta. 

  N° 5760 - 7 aprile 2026

                                   Il Custode