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martedì 15 settembre 2026

UN SILENZIOSO ASSASSINO

Al centro della notte
sul ciglio della strada
poca luce, nessuna auto
soltanto il grido d'amore
delle cicale fra i campi. 

La paura delle falene
si respirava nell'aria
una tragedia imminente 
'ché egli attendeva silente
le sue prossime vittima.

Il coltello restava occultato 
sotto la sua fetida tuta
ed egli puzzava tantissimo 
di cadavere sventrato da tempo
poi ritornato alla vita.

Le tre ragazze arrivarono
giusto nel buio profondo
non lo videro, né lo sentirono 
ed il gelo della lama affilata
le sorprese mentre ridevano.
Inebetite dalla sorpresa
impietrite dalla paura
non riuscirono a gridare
non pensarono una via di fuga
da tutto il sangue che zampillava. 

I suoi occhi privi di enfasi 
erano vuoti pezzi di vetro 
neri quanto la morte che giunse
a raccogliere ciò che restava
dei respiri di quelle ragazze.

Infine, egli si allontanò 
col broncio di chi era stato sconfitto
'ché per l'ennesima volta
non era riuscito a ricomporre 
le fratture nella sua mente.

  N° 5887 - 15 settembre 2026

                                              Il Custode 

L'UOMO CHE CADE

Sei più vicino al cielo
che all'inferno in attesa
forse della tua anima
sicuramente della tua vita.

Le fiamme ti inseguono
corrono talmente veloci
che tu provi ad aprire le ali
sicché da potergli sfuggire.

La mattina è tiepida
in questa metà di settembre 
e tu scendi in picchiata 
come un falco verso la preda.

Chissà che cosa pensi
mentre osservi l'asfalto 
dapprima macchia distante
adesso grigia linea di morte.
E la gente ti osserva
qualcuno grida parole
ma tu sei concentrato a capire
il senso della tua tragedia.

Eppure rimani composto
persino nella tua caduta
la tua dignità è più importante 
finanche dell'impatto col suolo.

Non è che un istante
probabilmente un dolore lieve
e tutto per essere entrato
dentro quel fottuto grattacielo. 

  N° 5886 - 15 settembre 2026

                                             Il Custode 

lunedì 14 settembre 2026

SORGERÀ L'ALBA

Sorgerà l'alba 
ed io
conterò i tuoi silenzi
frammentati 
da eccitanti sospiri
ed orgasmi 
prossimi a venire.

Che sarà mai
se saremo esausti
in un letto disfatto
e marchiato d'amore?
Il tuo sguardo appagato 
saprà mitigare
questa dolce stanchezza. 
Gli anni si fermano
così le tue parole
ma non la tua mano
a cercare il mio pene
lo stesso è per le mie dita
perdute dentro gli anfratti
della tua umida vulva.

Gli occhi brillano
i respiri si chetano
io ti resto sul seno
tu ti stringi al mio petto
per un intenso abbraccio
che pare un istante
mentre è l'eternità. 

  N° 5885 - 14 settembre 2026

                                             Il Custode 

NE UCCIDE PIÙ LA PENNA...

I vili assassini
creano il mostro
da sbattere 
in prima pagina
alla mercé delle iene
che ciecamente credono
ad ogni menzogna
ad ogni accusa effimera. 

Si dichiarano giornalisti
e però non sono altro
che sterco in putrefazione 
defecato dai grassi culi
dei loro padroni
che ne correggono le bozze
e dividono chi è buono
da chi pensano cattivo.
Gogna mediatica
e ludibrio 
per chiunque non si allinei 
al pensiero comune 
alla narrazione unica
voluta dal regime
e dai nauseabondi infami
spacciatori di inchiostro. 

Sicché uccidono 
moralmente 
e con la penna
più che con la spada
coloro che non si piegano 
e che diventano vittime 
dal vomito ch'è sulle pagine
della loro carta straccia.

  N° 5884 - 14 settembre 2026

                                               Il Custode 

CAMMIN FACENDO

La strada nel buio
ed alle mie spalle
un soffio di solitudine
io non potevo sapere
dove mi avrebbe condotto 
né se lo avessi scoperto 
cammin facendo.

Provavo freddo
un freddo che brucia
però seguivo la luna
che disegnava le parole
che io avrei dovuto dire
una volta giunto alla meta
che pure io non conoscevo. 

Non sentivo il tuo nome
oramai da molto tempo
e non mi importava più 
di vivere, né di morire
però, da qualche parte
il tuo profumo aleggiava
a pitturare l'aurora.
Sicché io ti vidi
mentre restavo nascosto 
dietro un cespuglio di more
i fuochi fatui brillavano 
sopra la tua dimora
ed il marmo era bellissimo 
nero come fu il mio cuore.

Adesso ero stanco
da tutte le miglia percorse 
ma ne era valsa la pena
vederti ancora una volta
anche se tu non vedevi me
che avevo camminato a lungo
solamente per portarti una rosa.

  N° 5883 - 13 settembre 2026

                                             Il Custode 

I MORTI E I VIVI

Ridono di noi
i morti
che solchiamo le strade
come fossimo vivi
quasi fossimo veri.

Ci osservano
e si domandano 
come sia stato possibile 
che diventassimo così 
inebetiti ed apatici.

Attratti dall'effimero 
spesso impostoci 
dai potenti
da chi ci vuole manipolati 
e marionette senza intelletto. 
Ci compatiscono 
i morti
che hanno vissuto epoche
nelle quali erano veri 
nelle quali erano umani.

Ora noi siamo androidi 
perduti in un mondo
fittizio 
nel quale ogni nostro sorriso
è qualcosa di artificiale. 

  N° 5882 - 12 settembre 2026

                                             Il Custode 

IL SONNO DEL DEBOLE

Debole e manipolabile 
dormi il tuo sonno tranquillo
di inconsapevole balordo
quando giungerà la disfatta
tu ne sarai corresponsabile. 

Sicché credi ai tuoi profeti
che ti nutrono di false promesse
e ti assicurano un futuro
di pace ed uguaglianza fittizie 
un qualcosa che è solo utopia.
Se mai tu ti risvegliassi 
con quale ipocrita coraggio 
potresti guardarti allo specchio 
dopo avere portato allo sfacelo 
ciò che un tempo fu la civiltà?

  N° 5881 - 10 settembre 2026

                                              Il Custode 

VOX POPULI

Sei giunta al termine
della tua intensa vita
e dopo l'oblio della cella
la ghigliottina ti attende
e tu, mesta, ti incammini 
accanto all'ipocrita prete.

La piazza è gremita
la tua esecuzione è bramata
soltanto il boia ti ossequia 
giacché tu fosti regina
seppure superba e risoluta 
nel trattare la plebe e i rivali.

Adesso non implori pietà
tu stessa non ne avesti mai
verso chi moriva di fame
mentre tu sperperavi i tributi
nello sfarzo del tuo palazzo
e il sollazzo delle serate danzanti. 
Scende veloce, la lama
con uno stridente sibilo
ed il sangue schizza
sul selciato e sui vestiti 
dei villani in prima fila
che godono della tua morte.

Tu l'hai ignorata 
la voce del popolo oppresso 
e la tua testa, adesso
rotola dentro la cesta
accompagnato dal giubilo
della massa festante.

Passerai alla Storia
come madre e moglie esemplare 
ma vittima della rivoluzione 
che tu sempre osteggiasti 
per preservare la monarchia
...adieux, Marie Antoinette.

  N° 5880 - 9 settembre 2026

                                            Il Custode 

MARZO '83

Mi hai dato di te
null'altro che il peggio
'ché forse il tuo meglio
tu non avevi da offrirlo.

I miei momenti sereni
di quando ti ero distante 
io li chiusi dentro uno scrigno 
che aprivo con parsimonia.

Affrontai con molta apatia
la nostra ultima, glaciale sera
'ché il mio silenzio crebbe 
e non aveva più nulla da dirti.
Forse tu ti convincesti
che io ti avrei amata per sempre
quale stupida, ingenua utopia
che presto si sarebbe infranta.

Addio, ovunque tu sei
che dove sei a me non importa 
tutto ciò che io rimpiango
è d'averti concesso i miei anni.

  N° 5879 - 8 settembre 2026

                                           Il Custode 

martedì 8 settembre 2026

TRASCINO I PENSIERI

Trascino i pensieri 
fin dove la tua ombra
si staglia sopra di me
ed il tuo respiro è uragano
che mi spinge alla deriva. 

Esiste molto distante 
un'isola di sabbia e ricordi 
le stelle marine rimangono 
adagiate sulla battigia 
in attesa dei miei racconti.

Io ti descrivo alle onde
ed ai granchi, e alle conchiglie 
poi osservo verso l'orizzonte 
e m'accorgo d'essere solo
oramai da molte lune.
Forse, al di là della notte
io troverò il punto esatto
dove ho seppellito il sorriso 
sotto una lapide priva di croce 
e le imprecazioni verso la vita.

Ma guardo spesso il tuo sguardo 
dentro una bottiglia di gin
portata a me dalla risacca
dalla corrente d'un oceano agitato 
e reso rabbioso dalla tua morte.

<<Ritorna...>>; quante volte l'ho detto
che la voce mia diventò sibilo 
e però non ho altra illusione 
per credere di non averti perduto 
e sperare che tu non m'abbia scordato.

  N° 5878 - 8 settembre 2026

                                            Il Custode