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lunedì 9 marzo 2026

IL SORRISO DI MONNA LISA

Adesso ti ho in pugno
io, scaltra giacché donna
saprò come affascinarti 
e tu, uomo dai molti talenti 
esaudirai ogni mio desiderio. 

Il mio sguardo è piacevole 
il mio seducente sorriso 
un piacevole enigma
tu lo dipingi su tela
ma sarà la tua dannazione.

Dagli albori del Creato
mi hai addossato ogni colpa 
sicché io ho dovuto imparare
a soppesare le tue debolezze 
per rivolgerle contro di te.
Sono stata silente a lungo
mentre posavo per te
e tu, stolto, non comprendevi 
che dietro l'espressione bonaria 
celavo la mia sete di rivalsa.

Quanto fosti ingenuo, mio caro!
Non te ne faccio una colpa
giacché sei un misero uomo
convinto di governare il mondo
mentre soccombi al mio cospetto. 

Ti lascio alla tua convinzione
o miserrimo e sciocco artista
che pensi di potermi domare
inconsapevole che sarò sempre io
a decidere chi assecondare.

  N° 5729 - 8 marzo 2026

                                    Il Custode 

sabato 7 marzo 2026

LA LOTTA

Tu ed io
un bisonte ed un guerriero 
ed entrambi parte
di questa Natura
eppure io devo ucciderti 
per nutrire la mia tribù 
eppure tu devi uccidermi
per avere salva la tua vita.

Questa pianura 
è arida ed è polverosa 
tu la percorri in cerca di erba
io la percorro in cerca di te
nessun odio nei tuoi confronti 
soltanto il tuo perdono
potrebbe far sì 
che io accetti la tua morte.

Io ti vedo
e tu hai visto me
sicché carico il mio arco
e schiocco la freccia
non ho mai sbagliato il bersaglio
così è anche adesso
ma seppure ferito e sanguinante 
tu non assaggi la polvere.
Il tuo sguardo
mi penetra come una lancia
è una sfida mortale
che pure io accetto
scendo dal mio cavallo 
lo colpisco per farlo fuggire
perché tu sei pronto a caricare
io sono pronto a morire.

Stringo forte il pugnale 
e l'illusione di poterti fermare 
il terreno trema sotto i tuoi passi
e tu sei sempre più vicino
mi colpisci con violenza
così come io colpisco te
la vista mi si annebbia
tu crolli sulle tue zampe.

Sento freddo, vedo il buio
ma i tuoi occhi sono miti
con le dita ti sfioro
una resa d'onore e rispetto
a te che non mi eri nemico
ma figlio della stessa Natura
e che infine ha compreso
di avere ottenuto il tuo perdono.

  N° 5728 - 7 marzo 2026

                                    Il Custode 

AMPLESSO DEGLI ANGELI

L'Iddio non lo sa
seppure onniveggente 
che fra cespugli e roseti 
noi ci scambiamo carezze
finanche proibite effusioni. 

È che mai dimenticammo 
di quando fummo mortali 
che il definito peccato
era un'emozione appagante
capace di far vibrare l'anima.

Sicché baciare i capezzoli 
e perdersi dentro la vulva 
come potrebbe esser proibito 
quando noi di nascosto vedemmo
che anche il Signore lo fece?
Qui, nel silenzio dell'Eden 
i sospiri vengono amplificati 
ma nell'orgia cerchiamo l'amplesso 
e cosa importa se siamo angeli 
che si narra esser privi di sesso.

Ci perdonerà il Padreterno 
oppure si unirà a noi
a goder della carne il piacere 
tenendo per sé la colpa d'aver 
considerato il piacere un peccato.

  N° 5727 - 7 marzo 2026

                                   Il Custode 

NON SAREMMO MORTI MAI

Giorni assolati e pigri
lungo le accleve salite 
di quel paesino lucano 
ma noi eravamo giovani
nulla sembrava fermarci. 

Avevamo dolori celati
sotto i sorrisi smaglianti 
d'altronde eravamo convinti
che in quel mondo ovattato 
non saremmo morti mai.

Di nascosto io ti guardavo 
ma tu non vedevi me
sicché io zittivo il mio cuore
poiché in alcuni momenti 
il suo battito era molto insolente. 
Quello non era il mio posto
il mio posto forse non esisteva
ma c'eri tu ed alcuni amici
per i quali valeva la pena
restare ed inseguire un futuro.

E però non era destino
raccolto da un frammento di vento
d'improvviso mi ritrovai distante
da te, da ogni altro pensiero 
che tu non avresti saputo mai.

Adesso che il tempo è passato
mi sfugge spesso un sorriso 
pensando che non era il mio posto
e tu non saresti stata l'amore
e però quel sogno era bellissimo. 

  N° 5726 - 6 marzo 2026

                                    Il Custode 

venerdì 6 marzo 2026

SARÒ LA NOTTE

Io sarò la tua notte
e tu sarai la mia luna
che gli amanti distratti
e dal tiepido abbraccio 
impareranno al vederci
che cosa sia la passione.

Sulle ali del vento
nel cielo della città 
i nostri silenzi avvolgenti
risveglieranno le lucciole
assopite da chissà quanto tempo
che il tempo pareva immobile.
Le ovattate nuvole 
ci porteranno sul mare
ad ascoltare le onde
che hanno storie da raccontare 
leggende di sirene e pirati
e navi incagliate sul fondo.

Ma sarò chi io sono
tu sarai chi vuoi essere
fra le barche e le bitte
in un borgo piccolo e antico
dove passano i gatti e ci spiano
per capire che cosa è l'amore.

  N° 5725 - 4 marzo 2026

                                    Il Custode 

AMARE...

Amare..
come fosse l'ultimo giorno
che accarezzi la vita
e farlo col proprio sguardo
'ché spesso le parole
non lo sanno dire.

Le mie mani sulla tua pelle
scorrono sabbie poi onde
il calore del sole
che rigenera l'anima
a volte l'umidità salata
delle lacrime sulle tue gote. 

Amare te
con i baci che scendono
a sfiorarti le labbra
dopo si fanno insolenti 
e pretendono ancora di più 
e lo pretendono sempre.
Che sei frammento d'aurora
un soffio di fiamma buona
che soffoca la solitudine 
che illumina quel tanto che basta
a rendere il buio più mite
il silenzio, avvolgente melodia.

Ed amare sempre 
in balìa del vento violento 
e nei sorrisi sfuggiti ai folli
infine con la completa onestà 
che forse è questo il fine 
per poter dire d'aver vissuto.

  N° 5724 - 4 marzo 2026

                                     Il Custode 

mercoledì 4 marzo 2026

SOTTO...NEL BUNKER

Vivo qui da molto tempo
da quando tutto è iniziato 
e la gente colpita dal virus
ha cominciato a morire
per poi tornare a vivere
ed uccidere, e divorare i vivi.

Ho trovato un'entrata
dai cunicoli delle fognature 
e adesso, in questo gelido bunker
ho costruito la mia dimora
ho impiegato alcuni mesi
ma ora è confortevole e calda.

Attraverso le prese d'aria
io sento le persone gridare 
io sento le persone implorare 
ma ho imparato ad odiare gli umani 
hanno lasciato che tutto accadesse 
e non faccio entrare nessuno.
Non mi hanno ancora scovato
né i viventi, né i putrefatti 
sicché ogni tanto io esco
per respirare un po' d'aria
per procurarmi del cibo
e lo faccio con circospezione. 

Spesso penso a chi io amo
vorrei trovarli e portarli con me
ma se solo uscissi a cercarli 
dovrei combattere quegli sbandati
che dove vige la legge del più forte 
uccidono senza farsi scrupoli.

Chissà in quanti sono sopravvissuti 
e come trascorrono i giorni
probabilmente fuggendo e morendo
nel frattempo io resto qui
ad aspettare che abbia fine
questa stramaledetta apocalisse. 

  N° 5723 - 2 marzo 2026

                                    Il Custode 

SETTE MARI E SETTE LUNE

Sette mari e sette lune
per ritrovare la mia libertà 
data in baratto ad un corsaro
per alcuni dobloni 
e per una pinta di gin.

La bussola indica il Sud
la stessa scelta della polena
sicché è la che viro di prua
e seguo gli squali e i delfini
che corteggiano prosperose sirene.

C'è un forte vento all'orizzonte 
che infastidisce il mio pappagallo 
io provo a chetarlo
offrendogli un po' di tabacco
che non pare però apprezzare.
Mi rifugio spesso nella cambusa
giacché adoro sentire l'aroma 
del peperoncino e degli insaccati 
poiché sul veliero io sono solo
mi dureranno per un paio di vite.

D'improvviso si alza la nebbia
e una tempesta che sembra tregenda
poi arriva il giorno
e finanche il sole
ed io riprendo il mio lungo viaggio.

Sette mari e sette lune
per ritrovare la mia solitudine 
e però non me ne importa nulla
sicché inverto la rotta
e ritorno alla mia casa.

  N° 5722 - 1° marzo 2026

                                      Il Custode 

sabato 28 febbraio 2026

SUPERGA

Erano di certo un presagio
quelle saette che il cielo 
scagliava sopra Torino
ma le nuvole talmente basse
rendevano difficile la visibilità 
e nascondevano la pista d'atterraggio. 

Avevo preso la rotta di Superga 
sperando in condizioni migliori
ma la notte era molto adirata
e continuava coi suoi rimbrotti
le sue lacrime dovute alla rabbia 
sputate sulla intera città. 

Nella carlinga dell'aereo 
c'erano quei giovani ragazzi
che sapevano giocare al pallone 
esausti dal ritorno dal Portogallo 
eppure spensierati e felici
giacché idoli di folle estasiate. 
L'altimetro segnava i 2000 metri
sicché il volo pareva di routine 
attendevo, senza ottenere risposta
le istruzioni dalla torre di controllo
e convinto d'esser prossimo alla meta 
effettuai quella virata maledetta.

Compresi che la distanza dal suolo
era più vicina di quanto immaginassi 
quando io vidi ad una sola spanna 
il terrapieno della basilica 
ma era tardi per provare a fuggire
era tardi persino per pregare.

Rammento soltanto il bagliore
poi il fuoco che mi abbracciò forte
infine il silenzio calò sulla collina
sulla quale io persi la mia vita
insieme a tutti quei giovani ragazzi
che sapevano giocare al pallone.

  N° 5721 - 28 febbraio 2026

                                          Il Custode 

SIPARIO

...Poi fu il silenzio 
dopo gli applausi scroscianti 
i fiori lanciati sul palco
e le fotografie in bella posa
sulle riviste patinate.

Eri giovane e bellissima 
e diamine
bella tu lo sei ancora
e però quel mondo che amavi
adesso si è scordato di te.

Non te ne fai una ragione 
d'essere di colpo invecchiata 
vedere le rughe come cicatrici
percorrere il tuo viso
e ancora l'intero tuo corpo. 
Le immagini in bianco e nero
che scorrono sul televisore 
appartengono ad un lontano passato 
e sono ferite inferte
alla tua mente già molto provata.

Sicché hai deciso il tuo addio 
spettacolare, come fu la tua vita
e tutti i quotidiani hanno descritto 
della tua triste dipartita 
nella più completa solitudine.

Qualche pillola sul comodino 
insieme ad un bicchiere di whisky 
nella stanza un giradischi che suona
le canzoni che tu cantavi
negli anni della tua perduta gioventù. 

  N° 5720 - 27 febbraio 2026

                                          Il Custode