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domenica 23 agosto 2026

QUANDO COSTANZA VIDE IL MARE

Col naso al finestrino 
'ché il treno corre veloce
sull'assonata pianura
e taglia i campi di grano
come la falce in estate.

Lontana dalla sua terra
e dall'incerto destino
sfugge una lacrima 
dai suoi occhi bellissimi 
'ché fa paura il futuro.

Ma poi il quadro muta
le montagne, dapprima impettite 
si inchinano al paesaggio 
e lei, per la prima volta
sente il bacio della salsedine. 

È la che lei è diretta
fra persone che non conosce 
e che parlano una lingua strana
ma il tramonto che s'avvicina 
è stupendo, all'orizzonte. 
Anni di orfanotrofio 
hanno gelato il suo cuore
ma la casa che ha davanti
è appoggiata sopra la sabbia 
è carezzata dalla brezza marina.

E crolla al suolo, la tristezza
adesso che vede il mare
la pace le invade l'anima
e rende il suo viso di bimba
radioso quanto i raggi del sole.

Al suo arrivo, una mano tesa
e due sorrisi che non s'aspettava 
<<Sono Costanza...>>, sussurra appena 
ma per la donna e per l'uomo
lei è soltanto l'amore.

  N° 5869 - 23 agosto 2026

                                       Il Custode 

STANCO...

Io sono stanco...
sono un uomo
che ha visto le stagioni 
continuamente mutare
e le rondini nel cielo
planare verso la primavera 
e gli squali divorare i bagnanti
nel mare della calda estate
...e sono stanco.
Ma sono stanco
condannato ad osservare 
le formiche annegare
mentre implorano aiuto
nelle grigie pozzanghere 
della tiepida pioggia d'autunno
e gli uomini congelare all'istante
nella neve del freddo inverno
...io sono stanco.

  N° 5868 - 22 agosto 2026

                                       Il Custode 

CUORE DI CANE

Lui ha un cuore di cane
docile 
e dallo sguardo profondo 
e se ti guarda negli occhi
sai che ti ama davvero.

È stato randagio a lungo
in solitudine 
in attesa d'una tua carezza
durante le intemperie 
o sotto i morsi della fame.
Adesso ti osserva
si fida di te
e se pure tu lo deludessi 
si sentirebbe morire
ma non ti porterebbe rancore.

Perché ha un cuore di cane
sincero 
e dall'animo puro
che non vede i tuoi difetti 
ma solo la tua bellezza.

  N° 5867 - 20 agosto 2026

                                        Il Custode 

ADESSO VIVO

Adesso io vivo
ogni volta che sverno
al tepore delle tue labbra
ed al centro delle tue parole.

Mi siedo al tramonto 
ed aspetto il tuo arrivo
sulla sabbia, davanti al mare
mentre ascolto le onde cianciare. 

Faccio pace con i pensieri
che d'improvviso si fanno miti
ti rincorrono fino a raggiungerti 
per incatenarti al mio cuore. 
Apoteosi d'uno sguardo sereno
che quasi commuove la luna
che si ferma al centro del cielo
ad ascoltare i miei silenzi.

E finalmente non sono più solo
giacché tu stai fra le mie braccia
e ti amo come fosse scontato 
mentre è frutto d'un incantesimo. 

  N° 5866 - 18 agosto 2026

                                        Il Custode 

ALLA FINE DELL'UMANITÀ

Riempio il bicchiere
e brindo
alla fine dell'umanità 
e mi sento eccitato
incuriosito ed estasiato. 

Seduto sul promontorio 
io già le vedo
le acque innalzarsi
e travolgere gli alberi
arrivare fino alle montagne.

È uno strano contrasto 
con i raggi del sole
che talmente violenti
bruciano case e palazzi
inceneriscono gli uomini.
La furia degli elementi 
o la rabbia di qualche dio
noi adesso paghiamo
per i peccati commessi
per via della nostra stupidità. 

Si aprono sotto i miei piedi
voragini d'acqua e di lava 
finalmente io vedo
il nucleo di questo pianeta
di cui noi abbiamo abusato.

Seduto sul promontorio 
io brindo
ed oramai ebbro di alcol
rido alla morte che giunge
e che mi porta con sé.

  N° 5865 - 17 agosto 2026

                                        Il Custode 

venerdì 14 agosto 2026

ANIME PERSE

Si annidano nel cuore
dopo avere attraversato 
i tuoni e la tempesta
d'una morte piccola e assurda 
'ché là si sentono al sicuro
là si sentono ancora amati.

Si aggrappano ai ricordi
rimasti appesi, in bilico
tra il desiderio di andare
e smettere, cosi, di soffrire 
e la voglia di rimanere
nel calore d'un abbraccio d'amore.
Sono anime perse nel cosmo
piante a lungo e inutilmente 
che se il destino fosse più giusto
sarebbero ancora dentro la vita
a giocare coi propri capricci
a sorridere un sorriso ingenuo.

E stanno lì, nascosti negli occhi
di chi ha maledetto il dolore
di chi ha imprecato ai santi
e che attende di baciarle ancora
con una vigliacca rassegnazione 
...almeno fino al prossimo incontro.

  N° 5864 - 14 agosto 2026

                                        Il Custode 

SCIE

Cammino da tanto
col fucile e la maschera
bardato come uno spettro 
da quando i fottuti aerei
hanno sputato il veleno.

Il giorno e dopo la notte
nulla è più cambiato
se non i cadaveri putrefatti 
uccisi dalla strana fuliggine 
scesa dal cielo alle fogne.

Non posso essere il solo
rimasto sul fottuto pianeta 
gli aerei non volano più 
lo stesso è per i corvi 
che gracchiavano nei campi.

Nessuna radio che ciancia 
e questo è davvero snervante 
sicché io cammino
seppure non so dove andare
non c'è alcun posto sicuro.
Stramaledetti politici
servi di qualcuno più in alto
io so che sono loro i colpevoli
l'ho detto, io l'ho gridato
ma nessuno mi ha creduto. 

Gli aerei non volano più 
i piloti sono morti soffrendo 
se solo fosse accaduto prima
molti di noi ci sarebbero ancora
ed i cani abbaierebbero in strada.

Che cazzo, sono davvero il solo
rimasto sul fottuto pianeta?
C'è una tale desolazione 
che l'anima mi si atrofizza 
il cuore implode nello sterno.

La fuliggine ancora scende
respirare non è conveniente 
chiunque vi abbia provato
e deceduto all'istante
senza un gemito né un imprecazione.

Il sole non sorge più 
come quando accarezzava il mare
eppure la luce si alza
dalle montagne innevate
seppure questa è ancora estate.

Sicché io cammino
al riparo dalle scie chimiche 
degli aerei che non volano più 
perché sono davvero il solo
rimasto sul fottuto pianeta!

  N° 5863 - 13 agosto 2026

                                       Il Custode 

L'ALTOPIANO DEL MERCENARIO

Pensavi fosse facile
vincere la battaglia
che non era la tua
né dei tuoi uomini
bensì d'un politico genovese
e di un conte del Piemonte.

Sul massiccio calabrese 
hai sfidato il papato
e la parte della popolazione 
che non voleva l'Italia 
ma preferiva svernare 
all'ombra della Corona borbone. 

È vero, sull'Aspromonte 
nell'infuriar della battaglia 
furono esigue le vittime
fra l'italico esercito, fra le tue genti
ma là, con la gamba ferita
ti scopristi per nulla invincibile. 
E così, dopo l'unificazione 
si infranse l'assurda utopia
di conquistare i cuori e le menti
e di spodestare il Vaticano
troppo potente, la Chiesa cattolica 
troppo abituata ai giochi di palazzo.

Sicché, dopo la prigionia 
ti ritirasti in quel di Caprera
umiliato nel cor e nell'animo
per avere creduto alle lusinghe
di un conte del Piemonte
e d'un politico genovese.

  N° 5862 - 13 agosto 2026

                                       Il Custode 

SVEGLIAMI QUANDO SARÒ MORTO

Mi stendo un attimo
il tempo di qualche secolo
tu, se vuoi
svegliami quando sarò morto
distante da questa infame vita.

Sto sognando il silenzio
dalle bombe che cadono
dai muezzin che pregano
e questa mia sensazione 
è davvero estasiante. 

Adesso stringo le mani
delle persone perdute
hanno un saluto, un sorriso
da dedicare ai miei occhi
e spendere sulle mie labbra.
Ho speso fin troppi giorni
a raccontarmi alla gente
a raccogliere le mie parole
e gettarle nella pattumiera 
in balìa di vermi e mosche.

E chiudo gli occhi e respiro
il fumo dei miei pensieri
tu, se ti va
svegliami quando sarò morto
io deciderò se tornare.

  N° 5861 - 12 agosto 2026

                                       Il Custode 

MASTICO TABACCO

Mastico tabacco
che però dopo sputo
sulla mia vita
sopra i miei ricordi.

Scalcio ogni sasso
che intralcia il cammino
e non mi volto indietro 
'ché non voglio tornare.

Ho sprecato eoni
a cercare me stesso
e mi perdevo ogni volta
e non sapevo dove.
Con la bottiglia in mano
la sigaretta fra i denti 
guardo il cielo e ripenso
a quando io ero vivo.

Passa lontano un aereo 
che distribuisce veleno
sulla terra, sulle acque
sulla stupidità degli umani.

E mi chiudo in me stesso
nel mio chiodo di pelle
non voglio più camminare 
sicché mi fermo e muoio.

  N° 5860 - 11 agosto 2026

                                       Il Custode