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mercoledì 15 luglio 2026

RINNEGATI

I rinnegati sono ottusi
mi denigrano, in quanto italiano 
seppur nativo del mio Paese
mi insultano giacché uomo
quasi che questo fosse una colpa.

Sono malati di mente
inneggiano a culture malsane
ne giustificano le malefatte 
e mi attaccano con violenza verbale
'ché mi oppongo alle loro teorie.

Non hanno idee
ma come rabbiose scimmiette
imparano ciò che il loro padrone
ha stabilito che dovessero sapere
ha deciso che dovessero tramandare.
Scendono in piazza
e marciano a favore dei totalitarismi 
ma lo fanno col culo al sicuro
in un posto che definiscono fascista 
ma che garantisce loro ogni libertà.

I rinnegati mi odiano
ma a me non fotte un cazzo
"molti nemici, molto onore"
disse un tempo qualcuno
e mai verità risultò essere più vera.

  N° 5839 - 13 luglio 2026

                                     Il Custode 

OTTANTA

Giovani
in un mondo giovane
prima che arrivasse il diluvio
a spazzare in un sol colpo 
i sentimenti puri
la libertà che era scontata. 

Ognuno di noi
con le proprie idee fantasiose 
alcuni con i colori cupi
altri sgargianti d'arcobaleno 
eravamo diversi tra noi
eppure raramente nemici.

Distanti dalle cazzate
che oggi impregnano 
le menti bacate dei mentecatti 
che rispettano solo se stessi
e sarebbero pronti a distruggere 
chi non condivide il loro pensiero.
Erano gli anni ottanta 
popolati da neri ed omosessuali 
nostri amici giacché a noi
non fregava un cazzo 
di cosa votassero 
né della loro fottuta religione. 

C'era la musica
e c'era il mare e la spiaggia 
e l'amore che non era una fiaba 
ma una realtà da affrontare 
con la forza che occorre alla tempesta
e la delicatezza nel carezzare un fiore.

È tutto finito
trascinato via dal fanatismo 
ed una società di fottuti egoisti 
ma noi abbiamo vissuto quegli anni
ed eravamo davvero felici 
...e lo sapevamo.

  N° 5838 - 13 luglio 2026

                                      Il Custode 

domenica 12 luglio 2026

DENTRO UNA GELIDA OMBRA

Si insinua, la mia mano
dentro la tua gelida ombra
e cerca oltre il tuo sterno
un cuore oramai evaporato. 

Là io ho cercato una luce
che ho perso dentro le tenebre 
ma vi ho trovato un dolore
che non so come ammazzare.

I frammenti dell'arcobaleno 
ed i crateri della crosta lunare
come fossero fastidiose zanzare
danzano e pungono sulla mia pelle.
Guardo il tuo viso evanescente 
ascolto il tuo sospiro di brina
e comprendo che sei il miraggio 
di un ricordo che non può tornare.

Sicché socchiudo i miei occhi
aspettando che faccia giorno
ma non c'è nulla nella mia mente
se non la rabbia per averti perduto. 

  N° 5837 - 12 luglio 2026

                                     Il Custode 

UNA PORTA

Un sospiro 
il soffio di uno spiffero
gelido e scivoloso
oltre la porta socchiusa.

Vorrei guardare
dal buco della serratura 
ma rimango bloccato
da un senso di inquietudine. 

La vista rincorre 
strane visioni agghiaccianti 
c'è sangue ovunque 
e disumane, tragiche grida.

Sfioro il pomello 
che arde come la brace
la mia mano si ustiona 
e riflette l'intero inferno.
Chi c'è oltre?
Chi attende nell'altra stanza?
Adesso vorrei fuggire
ma sono sperso in un labirinto. 

Si spalanca
la porta sopra l'oblio
tutto attorno è la mia vita
frammentata sul pavimento. 

Seguo le ombre
che abitano nella mia mente
che cosa stupida è la pazzia
o forse è soltanto consapevolezza. 

Infine piango
sono lacrime di commozione 
non pensavo di poter morire
ma sono libero da ogni dolore.

  N° 5836 - 11 luglio 2026

                                      Il Custode 

IL POSTO DELLE LUCCIOLE

È rimasto là
il tuo sorriso?
Io lo cerco ancora
fra le crepe alle pareti
di quella casa umida 
dove tu eri felice.

A due passi dai prati
ancorati ai muri bianchi 
i gechi osservavano 
con aria assai perplessa
le tue scorribande 
e i ruzzoloni sull'erba.

La sera era piena di stelle
e di lucciole
che si rincorrevano 
chissà se per litigare 
oppure, nonostante la calura 
desiderose di amoreggiare. 
Le stagioni, per te
erano una continua scoperta
avresti dovuto viverne 
molte di più di quelle vissute
avresti dovuto viverne...
nulla più che questo.

Non importa...
ma durante i pomeriggi
davanti ad una tazza di tea 
le farfalle dicono il tuo nome
con una tale luce negli occhi
da illuminare la notte artica.

  N° 5835 - 10 luglio 2026

                                      Il Custode 

IL RE FORMICA

La regina
ha scelto me
fra migliaia di operai
e centinaia 
di impavidi guerrieri.

Sono eccitato
salirò sul trono
per governare il regno
per l'eternità 
accanto alla mia sposa.

Ma è strano
entro nelle sue stanze
e la sensazione
è angosciante 
mi toglie il respiro.

Sento forte l'odore 
della morte che avvenne 
delle atroci grida 
perdute dalle antenne
di chi qui è già stato.

Non capisco 
la regina
ha scelto me
per regnare al suo fianco
fra mille altre formiche.
Ma non ci penso
il nostro talamo
è pronto ad accoglierci 
adesso che la notte
è prossima a sorgere. 

Io la bacio
accarezzo le sue zampe
sottile e ben modellate
infine la faccio mia
fino alle luci dell'alba.

Ma al risveglio
Il suo sguardo è mutato
gli occhi hanno una luce
di pura malvagità 
di desiderio d'uccidere.

E comprendo
il senso di inquietudine 
provato la sera prima
altro che re formica 
io ero l'ennesima preda.

Le sue mandibole 
stringono il mio collo
staccano la testa
di netto e rapidamente 
ed è così che io muoio.

  N° 5834 - 8 luglio 2026

                                   Il Custode 

VOLEVO DIRE PAROLE

Ho perduto la vita
giusto in fondo al sentiero
e qualsiasi cosa io pensassi 
è svanita nel buio profondo.

Io volevo dire parole
ma il mio cuore era muto
dilaniato dalla mina antiuomo
occultata sotto il fogliame. 

Guardavo il mio corpo morire
ed io non potevo aiutarlo 
ero fermo, confuso a mezz'aria 
a sentire il mio respiro sfumare.
Sicché li ho maledetti
quei bastardi, fottuti khmer 
che si vendettero al comunismo 
riportandoci all'età della pietra. 

Ho tentato di fuggire
dal campo di rieducazione 
che sorgeva tra le risaie
e dove le uccisioni erano routine. 

Io volevo vivere ancora
ma il destino non era d'accordo 
e i miei resti sono dappertutto 
come stelle sparse nella notte.

  N° 5833 - 7 luglio 2026

                                   Il Custode 

domenica 5 luglio 2026

NEL REGNO DEI RAGNI

Cunicoli claustrofobici 
molto stretti ed oscuri 
e le ragnatele di seta
s'appiccicano alla mia pelle
si inoltrano nel mio palato.

I suoni sono ovattati 
giungono da minuscoli pinze
che battono sopra il terreno
come a chiamare a raccolta 
un'illimitata, invisibile armata.

Io adesso la attraverso
quell'enorme distesa di ragni
osservatori quieti e silenti 
con i loro caleidoscopici occhi
che riflettono la mia immagine. 
Le loro zampe, seppure minuscole
mi avvolgono e mi rigirano 
la materia che sputano dalla bocca 
ha un sapore dolciastro e stantio
che adesso mi toglie il respiro.

Non riesco più a muovermi 
non posso più fuggire
sicché mi abbandono all'oblio
e penso pensieri felici
che rendano più dolce morire.

Cunicoli claustrofobici 
tappezzati di resti animali
io sento la mia vita defluire 
e realizzo che non dovevo inoltrarmi 
quaggiù, nel regno dei ragni.

  N° 5832 - 5 luglio 2026

                                    Il Custode 

CAMMINO CON TE

Cammino con te
dove nasce il tramonto 
dove il mare, esausto
si adagia sul mare.

Dove la neve s'arrampica
sulla vetta delle montagne
e lo fa per baciare le nuvole
che arrossiscono e scappano.

Cammino al tuo fianco
altero come un regnante 
che alla sua destra stringe
la più bella delle regine.
Senza più alcuna remora
di pronunciare la parola amore
che pareva rendere debole
che incuteva grande timore.

Cammino senza fermarmi 
quasi che tu mi sfuggissi 
che se mai dovesse accadere
mi sfuggirebbe l'intera mia vita.

  N° 5831 - 3 luglio 2026

                                    Il Custode 

MEDITO

Medito
in solitudine 
senza nessuno
tranne un soffio 
di tiepido vento.

Quanta pace!
Quale sublime magia!
sopra questa vetta
il mondo è così ampio
e tutto nel mio sguardo.

In lontananza 
luci, poi oscurità 
mi accarezzano
il cuore e l'anima
e la mia mente rivive.
Nessuna preghiera
solo la litania
della mia voce che freme 
come le dita sull'arpa 
a ringraziare il silenzio. 

E mi sento bene
come non fu in passato
come non sarà in futuro
potrei morire e rinascere
e nemmeno me ne accorgerei. 

  N° 5830 - 2 luglio 2026

                                   Il Custode