Alcuni silenzi parlano
ricordi che fanno male
che stringono il cuore
come in una pressa
che ne fa cartapesta.
Colpiscono come saette
perdute dalla tempesta
la pioggia si fa così intensa
da annebbiare la vista
e togliere aria ai polmoni.
Sono figli d'antichi dolori
che tornano all'improvviso
dal loro angolo di tenebra
stelle implose nell'universo
rinnegate da una luna egoista.
momenti sepolti distanti
che se a volte riaffiorano
come un terremoto sconquassano
i pensieri, finanche il respiro.
Come una buca che s'apre
profonda lungo il sentiero
ed inghiotte quei pochi sorrisi
che ancora lo sguardo dice
che spesso lo sguardo mente.
Sono figli andati perduti
troppo presto e senza ragione
e diventano lacrime impolverate
sullo scaffale d'un esistenza
che non ha più alcun valore.
N° 5820 - 22 giugno 2026
Il Custode









