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martedì 8 settembre 2026

TRASCINO I PENSIERI

Trascino i pensieri 
fin dove la tua ombra
si staglia sopra di me
ed il tuo respiro è uragano
che mi spinge alla deriva. 

Esiste molto distante 
un'isola di sabbia e ricordi 
le stelle marine rimangono 
adagiate sulla battigia 
in attesa dei miei racconti.

Io ti descrivo alle onde
ed ai granchi, e alle conchiglie 
poi osservo verso l'orizzonte 
e m'accorgo d'essere solo
oramai da molte lune.
Forse, al di là della notte
io troverò il punto esatto
dove ho seppellito il sorriso 
sotto una lapide priva di croce 
e le imprecazioni verso la vita.

Ma guardo spesso il tuo sguardo 
dentro una bottiglia di gin
portata a me dalla risacca
dalla corrente d'un oceano agitato 
e reso rabbioso dalla tua morte.

<<Ritorna...>>; quante volte l'ho detto
che la voce mia diventò sibilo 
e però non ho altra illusione 
per credere di non averti perduto 
e sperare che tu non m'abbia scordato.

  N° 5878 - 8 settembre 2026

                                            Il Custode 

L'ULTIMA RISATA DI DIO

L'ho sbirciato ridere
nascosto fra i monti
mentre i suoi credenti
facevamo scempio di noi.

Io l'ho chiamato 
il cielo sa quanto a lungo
ma mentre beveva birra
lui si scordava di me.

Le teste rotolavano 
dipingendo erba e formiche 
di materia cerebrale
e sangue in decomposizione. 

L'ombra della mia vita
m'attendeva in un canto
spazientita dalla sua attesa
d'avermi dentro l'inferno.
Dio intanto fumava
erba coltivata nell'Eden
<<La gente muore>>, gli dicevano
eppure lui faceva spallucce. 

Sicché mi montò la rabbia
ma mi finsi devoto da sempre 
in modo da poter meritare
il paradiso in punto di morte.

Infine, giunto al suo cospetto 
io trovai quel grasso barbone 
ebbro di birra
strafatto di marijuana.

E dinnanzi alla sua odiata risata
io sguainai il mio pugnale
e dopo avergli squarciato il petto 
ne spappolai al suolo il cuore.

  N° 5877 - 6 settembre 2026

                                           Il Custode 

STRANO

Io sono strano
plasmato di silenzio
scheggiato dal dolore
eppure ti guardo forte
ed imparo d'essere vivo.

Con le unghie
io apro le mie cicatrici
per ricordare ogni sconfitta 
e ti offro il mio sangue
che è veleno ed è lacrima.

Il mio sorriso
è un piatto soffio di vento
l'urlo della bonaccia sul mare
che cavalca le onde e grida
come un fastidioso bambino.
Ho intrapreso il viaggio
sulla mia zattera di polistirolo 
dove gli improvvisi marosi 
mi hanno scagliato sul fondo
in balìa degli squali e delle sirene.

Naufragato sull'isola 
giusto al centro della città 
a Nord si ergeva la Mole
che respirava la salsedine 
che si innalzava dall'Ovest.

E tu m'hai visto strano
ciononostante sei rimasta 
e adesso io ti siedo accanto
in bilico tra solitudine e desiderio 
d'averti per sempre con me.

  N° 5876 - 5 settembre 2026

                                           Il Custode 

DIABOLIQUE

Ho nello sguardo
l'inferno intero
e sotto le unghie
la tua immensa voglia 
sicché fra le mie spire
tu non hai più volontà.

La tua pelle patinata
appare essere marchiata 
dal mio estremo calore
dai solchi d'ogni mio bacio
e tu non hai più difese
dal mio sguardo diabolico. 

Io sono attratto da te
tu non intendi sfuggirmi 
e spalanchi verso di me
tutta la tua perversione 
la tua vita, seppure attraente 
ora è il pensiero mio ultimo.
Ti prendo con dolce violenza 
tu incassi ogni mio colpo
gemi forte, che persino i santi
s'affacciano dall'uscio dell'Eden 
e muoiono dal desiderio 
per qualcosa di mai provato.

E mi offri tutta te stessa
quasi pensi che possa bastarmi 
ma io ti uccido con crudeltà 
poiché non aspettavo altro
che il momento di divorare 
la tua sublime, innocente anima.

  N° 5875 - 4 settembre 2026

                                            Il Custode 

mercoledì 2 settembre 2026

UNDINE

Sei fra le onde
bella come non mai
ma nascondi un segreto 
che spaventa i delfini
e finanche i pirati e i corsari.

La tua ferocia
è frutto d'un sortilegio 
ed ora che sei dannata
non sai più distinguere 
fra chi amare e chi odiare.

Esiliata da Atlantide
tu percorri l'oceano
distante, lungo il fondale 
dove persino i tritoni
non osano mai inoltrarsi. 
Ti nutri di marinai
soggiogati dalla tua voce 
ma la tua nomea s'è sparsa
lungo le coste e nell'entroterra 
e ben pochi affrontano il mare.

Un cuore di muschio
e lo sguardo di luna piena
basteranno per affascinare qualcuno 
che infranga la maledizione 
che ti condanna alla solitudine?

Per quanti secoli ancora
dovrai viaggiare l'oblio?
Da quanto hai sfidato Poseidone 
Undine, tu sei perduta 
e non sai più come tornare.

  N° 5874 - 2 settembre 2026

                                           Il Custode 

MI RICORDO UN SENTIERO

Mi ricordo un sentiero
circondato da alberi
e una voce, un sospiro 
che chiamava il mio nome
giungeva da sotto l'abisso
da dove io ero fuggito.

C'era un pallido sole
che filtrava tra i pertugi 
delle piante di mandarino 
e fra i cespugli di more
io, scalzo e senza vestiti
mi pungevo e sanguinavo. 

Il volo dei pipistrelli
il battito forte delle loro ali
mi spettinava i capelli
e parte dei miei pensieri 
io mi sforzavo di pensare 
ma non avevo fiato abbastanza. 
Mi ricordo che il cuore
si era impigliato alle rocce
che erano tappezzate di muschio
erano umide di lacrime e mare
se avessi provato a sfiorarle 
sarei precipitato nel baratro.

Eppure da qualche parte
avevo oltrepassato la soglia
di quel paesaggio onirico
pauroso, e però affascinante 
ma avendo perduto la vista 
io non ne trovavo l'uscita.

Sicché sono oramai diversi eoni
che attendo davanti al sentiero
attendo, e non so che cosa
aspetto, però non so chi
so solo che più io mi avvicino 
e più si allontana il sentiero.

  N° 5873 - 1° settembre 2026

                                             Il Custode 

domenica 30 agosto 2026

IN PUNTA DI SCARPE SULLA SUPERFICIE DEL LAGO

Danza
che sembri libellula
come se non fosse un sogno
e la tua vita non s'è perduta 
trascinata verso il fondale.

Volteggia
e non ti fermare
in punta di scarpe
sulla superficie del lago
che brilla di luna e di lucciole.

Ballerina
almeno negli ultimi istanti
applaudita dalle ninfee
che per pochi, inutili istanti
hanno provato a sorreggerti. 
Silente
quanto le placide acque
e come sempre bellissima 
che persino le api e le zanzare
si inchinano per un saluto postumo. 

Danza
le speranze da te riposte 
in un amore che ti ha delusa
sicché tu, debole e sola
hai preferito morire.

  N° 5872 - 29 agosto 2026

                                        Il Custode 

VODKA & MARIJUANA

Seduto da solo
sopra la mia terrazza
nella pace assoluta 
e sotto la gente corre
si affanna senza motivo
che tanto, si sa
la vita avra fine per tutti.

Io, con la vodka ghiacciata 
e la marijuana
mescolata al tabacco
mi sento di essere 
un dio diretto al nirvana
e si fottano i problemi 
che lascio cadere in un canto.
Brulica di auto in coda
l'autostrada dall'asfalto rovente 
vacanzieri e perdigiorno 
pochi ideali 
ancora meno intelletto
se solo io diventassi così 
preferirei morire all'istante. 

Quì non ho pensieri 
se non riempire il bicchiere
ed accendere il joint
nulla ha più importanza 
da quando, nel '62
sono diventato misantropo 
persino verso me stesso.

  N° 5871 - 29 agosto 2026

                                         Il Custode 

giovedì 27 agosto 2026

L'ATTACCO

Protetto dalla boscaglia 
e dal canto del fagiano 
io ti osservo 
e ti odio
tu, sdraiato sull'erba
sterminatore di selvaggina.

Ti ritieni un dio
un animale invincibile 
ma col tuo fottuto fucile
è facile stare lì
pronto a sparare
a qualunque creatura si muova.

Aspetto il momento 
nascosto tra il fogliame 
tu non mi vedrai
non mi sentirai arrivare
e con gli zoccoli e le zanne
io ti dilanierò. 
Arrivo velocemente 
che nemmeno te ne accorgi
sei sorpreso 
mi sembri terrorizzato 
ti ritieni un dio
ma sei solo uno stupido umano.

Infine ti mordo
tu rantoli la tua fine
col sangue dalla tua gola
che schizza
e dopo zampilla
a macchiare il mio manto.

  N° 5870 - 26 agosto 2026

                                       Il Custode 

domenica 23 agosto 2026

QUANDO COSTANZA VIDE IL MARE

Col naso al finestrino 
'ché il treno corre veloce
sull'assonata pianura
e taglia i campi di grano
come la falce in estate.

Lontana dalla sua terra
e dall'incerto destino
sfugge una lacrima 
dai suoi occhi bellissimi 
'ché fa paura il futuro.

Ma poi il quadro muta
le montagne, dapprima impettite 
si inchinano al paesaggio 
e lei, per la prima volta
sente il bacio della salsedine. 

È la che lei è diretta
fra persone che non conosce 
e che parlano una lingua strana
ma il tramonto che s'avvicina 
è stupendo, all'orizzonte. 
Anni di orfanotrofio 
hanno gelato il suo cuore
ma la casa che ha davanti
è appoggiata sopra la sabbia 
è carezzata dalla brezza marina.

E crolla al suolo, la tristezza
adesso che vede il mare
la pace le invade l'anima
e rende il suo viso di bimba
radioso quanto i raggi del sole.

Al suo arrivo, una mano tesa
e due sorrisi che non s'aspettava 
<<Sono Costanza...>>, sussurra appena 
ma per la donna e per l'uomo
lei è soltanto l'amore.

  N° 5869 - 23 agosto 2026

                                       Il Custode