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sabato 19 settembre 2026

UNO ZELANTE SOLDATO

Non mi importa di te
né di chiunque tu sia
io ti guardo e capisco
quanto mi piace uccidere. 

Amo la mia professione 
in cui non devo pagare 
qualora io ti torturassi 
nel modo più doloroso. 

Ti guardo e rido di gusto 
mentre, supino sull'erba 
tu sudi ed implori pietà 
una assurda pretesa, la tua.
Impugno la mia pistola
la punto alla tua tempia
e premo sopra il grilletto 
uno schizzo di sangue zampilla.

E cadi giù in un istante 
quasi tu fossi un sacco vuoto
sono fiero d'averti ammazzato
e svolto il mio compito al meglio.

  N° 5894 - 19 settembre 2026

                                              Il Custode 

TRAUMI

Sfogherò su di te
tutte le mie frustrazoni 
i traumi che nell'infanzia
io ho dovuto subire
da parte di suore puttane. 

Adesso, in questa stanza
costruita quì, sotto il bosco
tu implori e preghi il tuo dio
che non potrebbe sentirti
così è per chiunque altro.

Io ti voglio umiliare 
come fui umiliato da voi
quando era soltanto un bambino 
prigioniero del vostro collegio 
alla mercé delle vostre percosse.
Sicché, ora che sono cresciuto
io ti sollevo la tonaca
per sbattere dentro il tuo corpo
il mio pene e tutta la rabbia
covata per diversi decenni.

Tu provi una difesa inutile
'ché la mia forza ti è superiore 
sicché ti penetro con violenza 
e con violenza mordo i tuoi seni 
affinché tu grida per il dolore.

Ma lo sguardo tuo ti tradisce 
io m'avvedo che provi piacere
non è questo ciò che io volevo
allora ti stringo forte la gola
finché muori durante l'orgasmo.

  N° 5893 - 18 settembre 2026

                                               Il Custode 

INFANZIA DI UNCINO

Partì che era un bambino
affrontando i marosi
sopra una foglia di acero
spinta dal soffio di Maestrale. 

Preso dall'emozione
scordò di salutare chiunque 
tranne i granchi sulla battigia 
e le telline sopra gli scogli.

Era diretto distante 
si racconta, all'isola che non c'è 
solo per vivere grandi avventure 
da riportare sul suo calendario. 

Aveva un sorriso per ogni squalo 
ed un debole per le sirene
e però, diventato adolescente 
si scontrò con la dura realtà. 
Era sbarcato nel regno di Peter
un ragazzino alquanto sfrontato 
e di fronte ai ripetuti rifiuti
la sua innocenza si dissipò. 

Niente sirene, né giovani indiani
tutte portate ad idolatrare 
quel folletto che riusciva a volare
solo grazie alla polvere d'una fatina.

Emarginato come fosse un reietto 
egli costruì un grande veliero 
si fermò alla fonda in preda all'astio 
fu così che divenne Re dei pirati.

  N° 5892 - 18 settembre 2026

                                             Il Custode 

LA PAZIENZA D'UN RAGNO

Resto qui, sopra la tela
paziente ed immobile 
che sembro morto
ma attendo la mosca
oppure la cimice
con cui mitigare la fame.

Da qui osservo il mondo
capolavoro di un alchimista 
e la bellezza che vedo
sa quietarmi l'anima
e rende la mia attesa
un atto di contemplazione. 

Chissà se è lo stesso pensiero
pensato dalle mie prede
quelle che nell'ultimo istante 
s'agitano con molta forza
per sfuggire alle mie zampe
e restare aggrappate alla vita.
Qui il tempo non scorre
e l'unico mio diversivo 
è cullarmi al soffio del vento
là io danzo una danza
che attira nella mia trappola
finanche le farfalle e le api.

Resto qui, sopra la tela
qualcuno dovrà pur arrivare 
spero non si tratti dell'uomo
che uccide per puro piacere 
mentre io, seppur non vorrei
lo faccio per sopravvivere. 

  N° 5891 - 18 settembre 2026
      
                                              Il Custode 

ANDRÒ VIA

Andrò via in silenzio 
come in silenzio 
io giunsi alla tua vita 
forse ti mancherò 
oppure mi rinnegherai.

Porterò nello zaino
il tuo primo sorriso 
ed il tuo ultimo addio
seppure non capirò mai
quale fu il più importante. 

Avrò punte di spillo
incastrate negli occhi
e una cicatrice sul petto
quale ricordo dell'istante
in cui mi strappasti il cuore.
Non mi volterò indietro 
a cercare il tuo sapore
sarebbe davvero stupido
un segno di totale resa
che davvero non m'appartiene.

Fin oltre l'eterno
d'altronde a me non manca
il tempo, né la perseveranza 
quello che più non trovo
è un motivo per combattere ancora. 

  N° 5890 - 17 settembre 2026

                                             Il Custode 

KALI YUGA

È oramai giunta la quarta l'era 
quella del male assoluto 
del dominio dei più malvagi 
in cui i simboli prevaricheranno 
quella che fu la civiltà dell'uomo.

Sarà l'età del declino delle virtù 
della decadenza di valori e ideali
laddove l'umanità regredisce 
soggiogata dal bene materiale
dal consumismo iniquo ed inutile.
Esploderà con un tale violenza 
con molte guerre assai distruttive 
ed i ruoli, un tempo ben definiti 
si confonderanno nel totale disprezzo 
come carte mescolate nel mazzo.

Finirà?...E chi mai potrà dirlo?
Se e quando avverrà non resterà nulla
se non le macerie del nostro pensiero 
sotto le quali abbiamo sepolto 
quello che rimase della nostra cultura.

  N° 5889 - 16 settembre 2026

                                            Il Custode 

EBBRO

Sono ebbro di te
del tuo sorriso
e la mia anima
ne è appagata 
la mia mente
ritrova la pace.

Tu stai nascosta 
in un magico sogno
fra le ingiallite pagine
d'un romanzo d'amore 
che in balìa del vento
planano al centro del cielo.
Appesa alle tue labbra 
la passione divampa 
tu sai come irretire 
le mie difese già fragili 
che cadono al suolo
stordite dalle vertigini. 

Ho bisogno di te
delle tue molte parole 
che nutrono i miei silenzi 
dentro il buio
sopra il tuo corpo
nel tuo bellissimo cuore.

  N° 5888 - 16 settembre 2026

                                             Il Custode 

martedì 15 settembre 2026

UN SILENZIOSO ASSASSINO

Al centro della notte
sul ciglio della strada
poca luce, nessuna auto
soltanto il grido d'amore
delle cicale fra i campi. 

La paura delle falene
si respirava nell'aria
una tragedia imminente 
'ché egli attendeva silente
le sue prossime vittima.

Il coltello restava occultato 
sotto la sua fetida tuta
ed egli puzzava tantissimo 
di cadavere sventrato da tempo
poi ritornato alla vita.

Le tre ragazze arrivarono
giusto nel buio profondo
non lo videro, né lo sentirono 
ed il gelo della lama affilata
le sorprese mentre ridevano.
Inebetite dalla sorpresa
impietrite dalla paura
non riuscirono a gridare
non pensarono una via di fuga
da tutto il sangue che zampillava. 

I suoi occhi privi di enfasi 
erano vuoti pezzi di vetro 
neri quanto la morte che giunse
a raccogliere ciò che restava
dei respiri di quelle ragazze.

Infine, egli si allontanò 
col broncio di chi era stato sconfitto
'ché per l'ennesima volta
non era riuscito a ricomporre 
le fratture nella sua mente.

  N° 5887 - 15 settembre 2026

                                              Il Custode 

L'UOMO CHE CADE

Sei più vicino al cielo
che all'inferno in attesa
forse della tua anima
sicuramente della tua vita.

Le fiamme ti inseguono
corrono talmente veloci
che tu provi ad aprire le ali
sicché da potergli sfuggire.

La mattina è tiepida
in questa metà di settembre 
e tu scendi in picchiata 
come un falco verso la preda.

Chissà che cosa pensi
mentre osservi l'asfalto 
dapprima macchia distante
adesso grigia linea di morte.
E la gente ti osserva
qualcuno grida parole
ma tu sei concentrato a capire
il senso della tua tragedia.

Eppure rimani composto
persino nella tua caduta
la tua dignità è più importante 
finanche dell'impatto col suolo.

Non è che un istante
probabilmente un dolore lieve
e tutto per essere entrato
dentro quel fottuto grattacielo. 

  N° 5886 - 15 settembre 2026

                                             Il Custode 

lunedì 14 settembre 2026

SORGERÀ L'ALBA

Sorgerà l'alba 
ed io
conterò i tuoi silenzi
frammentati 
da eccitanti sospiri
ed orgasmi 
prossimi a venire.

Che sarà mai
se saremo esausti
in un letto disfatto
e marchiato d'amore?
Il tuo sguardo appagato 
saprà mitigare
questa dolce stanchezza. 
Gli anni si fermano
così le tue parole
ma non la tua mano
a cercare il mio pene
lo stesso è per le mie dita
perdute dentro gli anfratti
della tua umida vulva.

Gli occhi brillano
i respiri si chetano
io ti resto sul seno
tu ti stringi al mio petto
per un intenso abbraccio
che pare un istante
mentre è l'eternità. 

  N° 5885 - 14 settembre 2026

                                             Il Custode 

NE UCCIDE PIÙ LA PENNA...

I vili assassini
creano il mostro
da sbattere 
in prima pagina
alla mercé delle iene
che ciecamente credono
ad ogni menzogna
ad ogni accusa effimera. 

Si dichiarano giornalisti
e però non sono altro
che sterco in putrefazione 
defecato dai grassi culi
dei loro padroni
che ne correggono le bozze
e dividono chi è buono
da chi pensano cattivo.
Gogna mediatica
e ludibrio 
per chiunque non si allinei 
al pensiero comune 
alla narrazione unica
voluta dal regime
e dai nauseabondi infami
spacciatori di inchiostro. 

Sicché uccidono 
moralmente 
e con la penna
più che con la spada
coloro che non si piegano 
e che diventano vittime 
dal vomito ch'è sulle pagine
della loro carta straccia.

  N° 5884 - 14 settembre 2026

                                               Il Custode 

CAMMIN FACENDO

La strada nel buio
ed alle mie spalle
un soffio di solitudine
io non potevo sapere
dove mi avrebbe condotto 
né se lo avessi scoperto 
cammin facendo.

Provavo freddo
un freddo che brucia
però seguivo la luna
che disegnava le parole
che io avrei dovuto dire
una volta giunto alla meta
che pure io non conoscevo. 

Non sentivo il tuo nome
oramai da molto tempo
e non mi importava più 
di vivere, né di morire
però, da qualche parte
il tuo profumo aleggiava
a pitturare l'aurora.
Sicché io ti vidi
mentre restavo nascosto 
dietro un cespuglio di more
i fuochi fatui brillavano 
sopra la tua dimora
ed il marmo era bellissimo 
nero come fu il mio cuore.

Adesso ero stanco
da tutte le miglia percorse 
ma ne era valsa la pena
vederti ancora una volta
anche se tu non vedevi me
che avevo camminato a lungo
solamente per portarti una rosa.

  N° 5883 - 13 settembre 2026

                                             Il Custode 

I MORTI E I VIVI

Ridono di noi
i morti
che solchiamo le strade
come fossimo vivi
quasi fossimo veri.

Ci osservano
e si domandano 
come sia stato possibile 
che diventassimo così 
inebetiti ed apatici.

Attratti dall'effimero 
spesso impostoci 
dai potenti
da chi ci vuole manipolati 
e marionette senza intelletto. 
Ci compatiscono 
i morti
che hanno vissuto epoche
nelle quali erano veri 
nelle quali erano umani.

Ora noi siamo androidi 
perduti in un mondo
fittizio 
nel quale ogni nostro sorriso
è qualcosa di artificiale. 

  N° 5882 - 12 settembre 2026

                                             Il Custode 

IL SONNO DEL DEBOLE

Debole e manipolabile 
dormi il tuo sonno tranquillo
di inconsapevole balordo
quando giungerà la disfatta
tu ne sarai corresponsabile. 

Sicché credi ai tuoi profeti
che ti nutrono di false promesse
e ti assicurano un futuro
di pace ed uguaglianza fittizie 
un qualcosa che è solo utopia.
Se mai tu ti risvegliassi 
con quale ipocrita coraggio 
potresti guardarti allo specchio 
dopo avere portato allo sfacelo 
ciò che un tempo fu la civiltà?

  N° 5881 - 10 settembre 2026

                                              Il Custode 

VOX POPULI

Sei giunta al termine
della tua intensa vita
e dopo l'oblio della cella
la ghigliottina ti attende
e tu, mesta, ti incammini 
accanto all'ipocrita prete.

La piazza è gremita
la tua esecuzione è bramata
soltanto il boia ti ossequia 
giacché tu fosti regina
seppure superba e risoluta 
nel trattare la plebe e i rivali.

Adesso non implori pietà
tu stessa non ne avesti mai
verso chi moriva di fame
mentre tu sperperavi i tributi
nello sfarzo del tuo palazzo
e il sollazzo delle serate danzanti. 
Scende veloce, la lama
con uno stridente sibilo
ed il sangue schizza
sul selciato e sui vestiti 
dei villani in prima fila
che godono della tua morte.

Tu l'hai ignorata 
la voce del popolo oppresso 
e la tua testa, adesso
rotola dentro la cesta
accompagnato dal giubilo
della massa festante.

Passerai alla Storia
come madre e moglie esemplare 
ma vittima della rivoluzione 
che tu sempre osteggiasti 
per preservare la monarchia
...adieux, Marie Antoinette.

  N° 5880 - 9 settembre 2026

                                            Il Custode 

MARZO '83

Mi hai dato di te
null'altro che il peggio
'ché forse il tuo meglio
tu non avevi da offrirlo.

I miei momenti sereni
di quando ti ero distante 
io li chiusi dentro uno scrigno 
che aprivo con parsimonia.

Affrontai con molta apatia
la nostra ultima, glaciale sera
'ché il mio silenzio crebbe 
e non aveva più nulla da dirti.
Forse tu ti convincesti
che io ti avrei amata per sempre
quale stupida, ingenua utopia
che presto si sarebbe infranta.

Addio, ovunque tu sei
che dove sei a me non importa 
tutto ciò che io rimpiango
è d'averti concesso i miei anni.

  N° 5879 - 8 settembre 2026

                                           Il Custode 

martedì 8 settembre 2026

TRASCINO I PENSIERI

Trascino i pensieri 
fin dove la tua ombra
si staglia sopra di me
ed il tuo respiro è uragano
che mi spinge alla deriva. 

Esiste molto distante 
un'isola di sabbia e ricordi 
le stelle marine rimangono 
adagiate sulla battigia 
in attesa dei miei racconti.

Io ti descrivo alle onde
ed ai granchi, e alle conchiglie 
poi osservo verso l'orizzonte 
e m'accorgo d'essere solo
oramai da molte lune.
Forse, al di là della notte
io troverò il punto esatto
dove ho seppellito il sorriso 
sotto una lapide priva di croce 
e le imprecazioni verso la vita.

Ma guardo spesso il tuo sguardo 
dentro una bottiglia di gin
portata a me dalla risacca
dalla corrente d'un oceano agitato 
e reso rabbioso dalla tua morte.

<<Ritorna...>>; quante volte l'ho detto
che la voce mia diventò sibilo 
e però non ho altra illusione 
per credere di non averti perduto 
e sperare che tu non m'abbia scordato.

  N° 5878 - 8 settembre 2026

                                            Il Custode 

L'ULTIMA RISATA DI DIO

L'ho sbirciato ridere
nascosto fra i monti
mentre i suoi credenti
facevamo scempio di noi.

Io l'ho chiamato 
il cielo sa quanto a lungo
ma mentre beveva birra
lui si scordava di me.

Le teste rotolavano 
dipingendo erba e formiche 
di materia cerebrale
e sangue in decomposizione. 

L'ombra della mia vita
m'attendeva in un canto
spazientita dalla sua attesa
d'avermi dentro l'inferno.
Dio intanto fumava
erba coltivata nell'Eden
<<La gente muore>>, gli dicevano
eppure lui faceva spallucce. 

Sicché mi montò la rabbia
ma mi finsi devoto da sempre 
in modo da poter meritare
il paradiso in punto di morte.

Infine, giunto al suo cospetto 
io trovai quel grasso barbone 
ebbro di birra
strafatto di marijuana.

E dinnanzi alla sua odiata risata
io sguainai il mio pugnale
e dopo avergli squarciato il petto 
ne spappolai al suolo il cuore.

  N° 5877 - 6 settembre 2026

                                           Il Custode 

STRANO

Io sono strano
plasmato di silenzio
scheggiato dal dolore
eppure ti guardo forte
ed imparo d'essere vivo.

Con le unghie
io apro le mie cicatrici
per ricordare ogni sconfitta 
e ti offro il mio sangue
che è veleno ed è lacrima.

Il mio sorriso
è un piatto soffio di vento
l'urlo della bonaccia sul mare
che cavalca le onde e grida
come un fastidioso bambino.
Ho intrapreso il viaggio
sulla mia zattera di polistirolo 
dove gli improvvisi marosi 
mi hanno scagliato sul fondo
in balìa degli squali e delle sirene.

Naufragato sull'isola 
giusto al centro della città 
a Nord si ergeva la Mole
che respirava la salsedine 
che si innalzava dall'Ovest.

E tu m'hai visto strano
ciononostante sei rimasta 
e adesso io ti siedo accanto
in bilico tra solitudine e desiderio 
d'averti per sempre con me.

  N° 5876 - 5 settembre 2026

                                           Il Custode 

DIABOLIQUE

Ho nello sguardo
l'inferno intero
e sotto le unghie
la tua immensa voglia 
sicché fra le mie spire
tu non hai più volontà.

La tua pelle patinata
appare essere marchiata 
dal mio estremo calore
dai solchi d'ogni mio bacio
e tu non hai più difese
dal mio sguardo diabolico. 

Io sono attratto da te
tu non intendi sfuggirmi 
e spalanchi verso di me
tutta la tua perversione 
la tua vita, seppure attraente 
ora è il pensiero mio ultimo.
Ti prendo con dolce violenza 
tu incassi ogni mio colpo
gemi forte, che persino i santi
s'affacciano dall'uscio dell'Eden 
e muoiono dal desiderio 
per qualcosa di mai provato.

E mi offri tutta te stessa
quasi pensi che possa bastarmi 
ma io ti uccido con crudeltà 
poiché non aspettavo altro
che il momento di divorare 
la tua sublime, innocente anima.

  N° 5875 - 4 settembre 2026

                                            Il Custode 

mercoledì 2 settembre 2026

UNDINE

Sei fra le onde
bella come non mai
ma nascondi un segreto 
che spaventa i delfini
e finanche i pirati e i corsari.

La tua ferocia
è frutto d'un sortilegio 
ed ora che sei dannata
non sai più distinguere 
fra chi amare e chi odiare.

Esiliata da Atlantide
tu percorri l'oceano
distante, lungo il fondale 
dove persino i tritoni
non osano mai inoltrarsi. 
Ti nutri di marinai
soggiogati dalla tua voce 
ma la tua nomea s'è sparsa
lungo le coste e nell'entroterra 
e ben pochi affrontano il mare.

Un cuore di muschio
e lo sguardo di luna piena
basteranno per affascinare qualcuno 
che infranga la maledizione 
che ti condanna alla solitudine?

Per quanti secoli ancora
dovrai viaggiare l'oblio?
Da quanto hai sfidato Poseidone 
Undine, tu sei perduta 
e non sai più come tornare.

  N° 5874 - 2 settembre 2026

                                           Il Custode 

MI RICORDO UN SENTIERO

Mi ricordo un sentiero
circondato da alberi
e una voce, un sospiro 
che chiamava il mio nome
giungeva da sotto l'abisso
da dove io ero fuggito.

C'era un pallido sole
che filtrava tra i pertugi 
delle piante di mandarino 
e fra i cespugli di more
io, scalzo e senza vestiti
mi pungevo e sanguinavo. 

Il volo dei pipistrelli
il battito forte delle loro ali
mi spettinava i capelli
e parte dei miei pensieri 
io mi sforzavo di pensare 
ma non avevo fiato abbastanza. 
Mi ricordo che il cuore
si era impigliato alle rocce
che erano tappezzate di muschio
erano umide di lacrime e mare
se avessi provato a sfiorarle 
sarei precipitato nel baratro.

Eppure da qualche parte
avevo oltrepassato la soglia
di quel paesaggio onirico
pauroso, e però affascinante 
ma avendo perduto la vista 
io non ne trovavo l'uscita.

Sicché sono oramai diversi eoni
che attendo davanti al sentiero
attendo, e non so che cosa
aspetto, però non so chi
so solo che più io mi avvicino 
e più si allontana il sentiero.

  N° 5873 - 1° settembre 2026

                                             Il Custode