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mercoledì 29 aprile 2026

IMPLORI

Legato alla sedia
nella gelida stanza 
tu implori 
e la tua disperazione 
è per me melodia. 

Con il ferro rovente 
io ti marchio le carni
e seppure tu gridi 
nessuno potrebbe sentirti 
nel viscere della cantina.

La tua agonia
mi appaga tantissimo
penso per te fu lo stesso
mentre dilaniavi i bambini
dopo averne abusato.
Io non provo pietà 
come tu non ne avesti 
per nessuna di quelle vittime 
che torturasti 
e lasciasti lentamente morire.

Il tuo sangue scorre 
dalla tua pelle ferita
tu adesso forse comprendi 
cosa è la sofferenza 
alla quale non si può sfuggire.

Non ho premura
e ancora mi accanisco su te
che intanto tu implori
ma non morirai in fretta
come adesso vorresti che fosse.

  N° 5779 - 29 aprile 2026

                                     Il Custode 

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