Legato alla sedia
nella gelida stanza
tu implori
e la tua disperazione
è per me melodia.
nella gelida stanza
tu implori
e la tua disperazione
è per me melodia.
Con il ferro rovente
io ti marchio le carni
e seppure tu gridi
nessuno potrebbe sentirti
nel viscere della cantina.
La tua agonia
mi appaga tantissimo
penso per te fu lo stesso
mentre dilaniavi i bambini
dopo averne abusato.
Io non provo pietà
come tu non ne avesti
per nessuna di quelle vittime
che torturasti
e lasciasti lentamente morire.
come tu non ne avesti
per nessuna di quelle vittime
che torturasti
e lasciasti lentamente morire.
Il tuo sangue scorre
dalla tua pelle ferita
tu adesso forse comprendi
cosa è la sofferenza
alla quale non si può sfuggire.
Non ho premura
e ancora mi accanisco su te
che intanto tu implori
ma non morirai in fretta
come adesso vorresti che fosse.
N° 5779 - 29 aprile 2026
Il Custode

Nessun commento:
Posta un commento