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domenica 31 maggio 2026

LA TOMBA DI ALCINA

È una candida ombra
che cammina con garbo
attraversa le lapidi
e carezza i fuochi fatui.

Bella che sembra viva 
nella luce che, fioca
scende sopra la notte
ad annusare le rose.

Torna alla sua dimora
la tomba dove sul marmo
è impresso il suo nome
sotto la sua fotografia. 

Lei non voleva morire
per questo ad ogni tramonto 
riprende a calcare il sentiero 
con gli occhi velati di pianto.
Sente in fondo all'animo 
il dolore di chi l'ha amata
il dolore di chi l'ha perduta 
e si domanda il perché. 

Prima che il sole sorga 
Alcina ritorna alla terra
e sogna incubi e sogni
modellati di malinconia.

E aspetta la mano gentile
che posa sempre vicino ai ceri 
un fiore, un pegno d'amore
ed un sospiro di sola tristezza. 

  N° 5801 - 31 maggio 2026

                                        Il Custode 

TI VENDO L'ANIMA

Ti vendo l'anima
'ché a me non serve
e nel tuo denigrato inferno
io mi sento a mio agio.

Ho attraversato strade
e visto cose tremende
commesse dai figli di Dio
ai danni di bimbi e animali. 

Adoro quei tuoi sentieri
fatti di fiamme e di lava
laddove punisci i malvagi
benché sei definito cattivo.
Tu che non sei un ipocrita
come chi abita l'Eden
e non fai promesse artefatte
che sono frutto di fantasia.

Io ti vendo l'anima
giacché ho fiducia in te
che mi hai prospettato l'oblio
in un mondo fatto di solitudine.

  N° 5800 - 30 maggio 2026

                                         Il Custode 

CUORI SEPARATI

Il loro battito è un tuono
una eco insistente 
che pare una tregenda
che fustiga i tetti
che flagella le strade.

Sono i cuori separati 
quelli che gridano forte 
che chiunque li senta
prova paura, inquietudine 
ed un senso di disperazione. 

Sovrastano il frastuono 
delle onde contro gli scogli
persino dell'ululato del vento
che si insinua fra le gole
a cercare le anime fuggiasche. 
Non hanno un nome
e, si vocifera, né una età
e sanguinano in silenzio 
'ché nessuno li ascolterebbe
neppure il proprio riflesso. 

E se mai morissero 
non accadrebbe davvero
che dalla cenere rinascerebbero 
per potere soffrire in eterno
a causa della loro distanza. 

  N° 5799 - 29 maggio 2026

                                         Il Custode 

SIAMO AFFAMATI

Siamo affamati
d'amore, di vita
eppure sprechiamo il tempo
in inutili beghe
in stupide incomprensioni. 

Con ingordigia 
ingoiamo i sentimenti 
spesso ne facciamo poltiglia 
che calpestiamo al suolo
giacché non la vediamo.

E restiamo soli
con i ricordi, i rimpianti 
vorremmo tornare indietro 
ma non è più possibile 
quando il danno è fatto.
Allora pensiamo 
pensieri che sono silenti 
li cerchiamo nelle tasche 
che però sono bucate
ed ogni cosa scivola via.

Ma non impariamo 
non riusciamo a comprendere 
i nostri errori, le colpe
sicché voltiamo lo sguardo
e accanto a noi più nessuno.

  N° 5798 - 28 maggio 2026

                                        Il Custode 

mercoledì 27 maggio 2026

UN SOLDATO BAMBINO

Io non voglio stare qui
fra le granate che esplodono 
e fanno saltare per aria
la carne, le ossa ed il sangue.

Davanti alla spiaggia francese
io attendo sbarcare il nemico
e resto nascosto nel bunker 
e prego, che non voglio morire. 

Sembrano innocue formiche 
quando scendono sopra la sabbia
ed io so che gli devo sparare 
e però non è affatto un gioco.
Io sono poco più di un bambino
strappato alle strade di Düsseldorf
ora che la guerra pare perduta
e gli adulti sono stati decimati. 

Forse, se io mi arrendessi 
avrei salva la mia vita
ed eviterei lacrime e lutti
alle madri del nemico sull'arenile.

Ma non ci devo pensare
poiché sarà il destino a decidere 
e però io non voglio stare qui
a morire sulla spiaggia francese.

  N° 5797 - 27 maggio 2026

                                         Il Custode 

martedì 26 maggio 2026

RICORDI LA STREGA?

Ricordi la strega?
Disse che era immortale 
e mentre saliva al patibolo
aveva un ambiguo sorriso 
che gelava il sangue alla folla.

Poi sentì le fiamme salire 
e comprese che era la fine
e pianse un pianto sommesso 
che nessuno seppe vedere
sotto le sue lunghe ciglia. 

I corvi ed i pipistrelli 
volavano veloci in cerchio
ed agitavano le ali scure
quasi a voler spengere il fuoco
a salvarla da quel suo supplizio. 
Sicché qualcuno parlò 
un monaco che la vide crescere 
ed affermò che non era malvagia 
bensì era un'anima sola
che si era perduta nel limbo.

Ma il suo destino era scritto
e la folla, ripreso il coraggio 
cominciò ad insultarla, oltraggiarla
che la paura era passata
ma non la loro fame di violenza. 

Ricordi la strega?
Dicono che ritorni ogni notte
a raccogliere la vita e le anime
di chiunque presenziò al suo rogo
e che adesso brucia all'inferno.

  N° 5796 - 26 maggio 2026

                                        Il Custode 

SICCHÉ HO IMPARATO

Ho imparato errori 
dopo li ho conservati 
nella tasca sinistra 
a pochi passi dal cuore.

Negli occhi ho scritto 
il rammarico e i rimpianti 
occultati in silenzio 
eppure spesso visibili. 

Ho chiuso in me
la notte e le tenebre
che ben pochi ora meritano 
la luce nella mia anima.
Sicché ho imparato 
che la presenza va concessa
con molta parsimonia 
ed altrettanta diffidenza. 

La strada s'accorcia 
i pensieri si fanno confusi 
vorrei modellarne altri
però la mente mi trema.

Quindi rimango in disparte 
dai sorrisi artefatti
e le parole che, come la pioggia 
scivolano dall'asfalto ai tombini.

  N° 5795 - 25 maggio 2026

                                         Il Custode 

lunedì 25 maggio 2026

SUL SENTIERO MALESE

Sul sentiero malese
la principessa si perse
e non seppe più ritornare 
alle sue coste italiane.

Nel suo palazzo di Labuan
le era davvero stretta la vita
sicché per lei fu molto facile
cercarne una più avventurosa.

Ed il pirata era assai forte
il suo sguardo molto magnetico 
la calma della sua voce 
un pacifico viaggio nell'estasi.
Sulla sabbia di Mompracem 
la principessa sorrise
e guardando le palme ed il mare
pensò d'aver raggiunto il nirvana.

Sicché si unì alla lotta
contro i colonizzatori inglesi
pianse per gli amici morti
uccise i seguaci della Corona.

Perché il pirata era gentile
e lei, pur nella sconfitta 
lo seguì ovunque egli andasse
e si narra che non si pentì mai.

  N° 5794 - 24 maggio 2026

                                         Il Custode 

IL MONDO DEL SILENZIO

Anime perdute
disilluse 
ed il sentiero intrapreso 
pare essere lastricato 
di cocci di vetro
e di tenebre intense.

Ci sono sguardi
che esprimono tutto
ogni cosa che le parole
non osano pronunciare 
in quel mondo di silenzio 
dove il dolore è profondo.
Non si dimentica 
la fine dei sogni
quelli a cui ci si aggrappò 
pur di non morire
e che per quanto falsi
sembrarono un approdo sicuro. 

<<Non importa...>>
è la teoria degli sconfitti 
che fingono d'essere forti
in un mondo fatto di ologrammi
ma muoiono senza mai dirlo
'ché farlo non servirebbe.

  N° 5793 - 22 maggio 2026

                                          Il Custode 

ULTIMATUM

Aspettammo 
poiché i gerarchi
avevano già deciso
e l'ultimatum che dissero 
era già una sentenza. 

Loro sapevano
che non ci saremmo arresi
che deporre le armi
sarebbe stata un'onta 
che non avremmo tollerato.

Nella stanza
si respirava la paura
insieme al nostro sudore
mescolato all'urina
che i più pavidi persero.

Fuori c'era la brezza
la primavera era tiepida
fatta di suoni e di colori
e dalle inferriate 
s'affacciavano le api.
Poi fu il momento 
i tedeschi non perdonarono 
il tradimento subito
dal nostro Re e dai politici
e firmarono la nostra condanna. 

I muretti in pietra...
erano quelli il nostro patibolo 
da lì echeggiavano 
i proiettili e le grida
che significavano la morte.

Sotto il sole
selezionati pochi alla volta
io ricordo i fucili puntati
poi il fuoco dentro la carne
ed infine la notte profonda. 

  N° 5792 - 21 maggio 2026

                                         Il Custode 

UN'OMBRA ANTICA

Torno alla collina 
laddove sulll'erba restano
i resti del grillo
ti ha aspettato a lungo
fino a morire
di solitudine e disperazione. 

Ho ancora negli occhi
la tua ombra antica 
ed i frammenti 
dei tuoi sorrisi
quelli che regalavi alle lepri
che passavano a salutarti.

Certo è che il destino 
fu ingiusto ed ingrato
io lo ripetevo alle ortensie 
che non si rassegnavano 
che non capivano il perché 
tu andasti via tanto presto.
Ho sperato nel tuo ritorno 
così come un alcolizzato 
spera che la bottiglia di vodka
non debba finire mai
Io bevevo e ti attendevo 
e le mie rughe aumentavano. 

Ora sono rassegnato 
o forse solo disilluso 
però ti ho amato tantissimo 
e non ho mai smesso di farlo 
sicché ti chiedo perdono
se non ho rinunciato alla vita.

  N° 5791 - 20 maggio 2026

                                         Il Custode 

ALZATI

Alzati 
è tempo di vivere
di annusare il sole
e carezzare il mare.

Lascia alle tue spalle
ogni tua delusione 
il gelo del fallimento
e torna ancora a volare.

C'è un mondo, là fuori
c'è ancora l'amore
tendi la mano oltre il buio
ed esso saprà trovarti. 
Spendi un sorriso
all'alba che sorge 
al tramonto che scende
come baci sopra il tuo viso.

E ricorda
quanto tu sei importante 
per te stessa e chiunque 
che davvero ti ama.

  N° 5790 - 19 maggio 2026

                                        Il Custode 

LABIRINTO DI GHIACCIO

Ho il cuore gelato
mentre i pensieri 
sono stalagmiti appuntite 
che poiché sono nudo
mi feriscono i piedi.

Il cielo vomita neve
che fustiga il mio corpo
e brucia sulla mia pelle
come se ogni fiocco
fosse la fiamma d'una candela.
Cerco un'uscita
da questo labirinto di ghiaccio 
ma le pareti si muovono
pare persino che ridano 
ed io giro ancora a vuoto. 

Come potrei porre fine
a questo supplizio angosciante?
Solamente la morte
saprebbe darmi la pace
ma, diamine, io sono immortale!

  N° 5789 - 14 maggio 2026

                                        Il Custode 

mercoledì 13 maggio 2026

SULLA SPIAGGIA

Resta accanto a me
qui, sulla spiaggia
laddove dispettose stelle 
fanno moine alla luna
poi ridono e vanno via.

Verso le tiepide acque
che salgono sugli scogli
a discutere con le telline
il mare sa il nostro amore
che gli narrò un delfino loquace.

C'è la notte nei tuoi occhi
e scintille di luce 
fuggono al tocco delle onde
per posarsi sulla tua pelle
che brilla come polvere di fata.
Ti racconto le mie parole
ed ascolto le tue magie
qui, sulla spiaggia 
laddove nessuno si ferma
se non qualche granchio curioso.

Ti amo quanto il silenzio 
che adopero mentre ti bacio
ed è il momento migliore 
per stringerti fra le braccia
e sentire in me l'intero universo. 

  N° 5788 - 13 maggio 2026

                                        Il Custode 

IL SILENZIO INTERROTTO

Ne parlo al gabbiano 
di questa vertigine
che mi lascia confuso
nel buio della mia stanza.

Nessun rumore
né alcun soffio di vento
sbuffa all'orizzonte 
diretto alla mia finestra.

Ti osservo dormire
e comprendo il senso
della vera bellezza
della reale pace interiore.
Sussurro alla tua pelle
quanto io ti amo
il gabbiano sorride
ma lo fa con discrezione. 

E ti bacio e ti ringrazio 
'ché tu sei la sola artefice
del mio silenzio interrotto 
dal tuo profondo amore.

  N° 5787 - 13 maggio 2026

                                         Il Custode 

TORNANO

Tornano 
e lo fanno spesso 
hanno ricordi negli occhi
e stalattiti di ghiaccio
impigliate all'anima.

Li vedi appassire
dentro la pozza profonda
dei dolori affrontati 
hanno mostrato coraggio
dopo perduto per strada. 

Nelle loro rughe
ci sono messaggi cifrati
se solo qualcuno li leggesse
cadrebbe in fondo al baratro
senza poter più risalire.
Non raccontano
cosa hanno visto oltre
si dice sia un posto per pochi
quando invece, nella realtà 
è la dimora dei folli.

Però non moriranno
giacché è già accaduto 
per un sorriso negato
oppure solamente per un amore
che non hanno saputo vedere.

  N° 5786 - 12 maggio 2026

                                       Il Custode 

PROCESSIONE NERA

Ombre silenti
ed oscure
nella notte profonda
spettri di streghe
vittime di molti soprusi 
chiunque le vede passare
è destinato a morire.

Lungo i sentieri
verso Triora
hanno abbandonato 
le fosse dove dimoravano 
adesso
affrontano la nebbia
assetate di sola vendetta. 

Seguiti dai fuochi fatui
che s'alzano dalla Cabotina 
camminano in processione 
e le genti del borgo
chiudono gli infissi 
sprangano le porte
eppure sarà tutto inutile.
Si narra che ogni uomo
che ardì di oltraggiarle 
ebbe un tristo destino 
la morte giunse lenta
ed ogni spasmo 
ogni supplizio
fu amplificato a dismisura. 

Non ci sarà mai fine
né ragione di redenzione 
il sangue versato
sarà lavato con altro sangue
sino alla fine dei tempi
fino a che esisterà anima
che avrà memoria di loro.

  N° 5785 - 10 maggio 2026

                                         Il Custode 

PHANTIA

Pare sia dietro la rupe
che s'alza oltre le nuvole
tu ed io
mano nella mano
dovremmo seguire le aquile
e arriveremo a destinazione. 

L'ago della bussola è impazzito 
gira veloce come una falena 
ma tu se riesci a sentire 
il profumo degli elfi in amore
vuol dire che siamo vicini
alla fine del nostro cammino.

Ho letto in una conchiglia 
che quello è il posto migliore
dove la pace
e persino la serenità 
non sono per nulla utopia
ma una verità consolidata.
Sicché ti porto con me
tra le mura di quelle terre 
abbracciate dal rampicante 
e dalla fragranza di vaniglia nera
in ogni sentiero
dentro ogni abitazione. 

Dicono si chiami Phantia 
strano nome per un posto da sogno 
tra le cascate di acque limpide 
ed i fiori di pesco e ciliegio
che planano nell'aria
come fiocchi di tiepida neve.

Seguimi, che io ti amo
e so che tu ami me
non conosco nulla di meglio
che tenerti sopra il mio petto
qui, tra le api e le farfalle
e l'estasi sulle tue labbra.

  N° 5784 - 8 maggio 2026

                                       Il Custode 

MALEDIZIONE

Scese sopra le nostre teste
da un lontano passato 
come una pestilenza 
creata per punire un delitto 
che noi non commettemmo.

Le colpe furono dei nostri padri
ed ancor più dei nostri antenati 
dunque un'orda inarrestabile 
rabbiosa e assai vendicativa
invase di notte l'intero villaggio.

Fu così, e da molti decenni
ad ogni settimo giorno di maggio
da quando, alcuni secoli prima
ebbe inizio la persecuzione 
ai danni delle streghe e degli eretici. 

Duecento innocenti anime
sacrificate al dio dei cristiani 
finite a bruciare vive sul rogo
dopo giorni di torture e supplizi
nelle segrete delle cattedrali.

Sicché tornati dall'oltretomba 
scelsero quella tragica data
per vendicare le angherie subite 
ed ammazzare i giovani paesani 
tanti quanti furono i loro morti.
E quella volta sarebbe toccato a me
d'essere destinato alla dipartita 
allora li vidi, gli spettri iracondi
e rassegnato io mi inginocchiai 
giacché nient'altro potevo fare.

La salvezza mi era preclusa
perlomeno fu questo che io pensai
sino a che una di quelle creature
mi si avvicinò pronta ad uccidermi 
e posò la sua mano sulla mia fronte.

All'improvviso ebbi una visione
io imploravo pietà per i condannati
ed il vescovo decretò la mia morte
nell'istante in cui posavo una rosa
sulla tomba della strega che amai. 

Fu così che ebbi salva la vita
quella che persi per aiutare 
persone che, ingiustamente accusate
perirono senza il conforto minimo
d'esser difese dalla massa ignorante.

La maledizione mi risparmiò 
per un gesto pietoso che un mio avo
compì in un'epoca fatta di soprusi
laddove chi indossava un talare 
deteneva il potere spargendo paura.

  N° 5783 - 7 maggio 2026

                                      Il Custode 

TU SEI IL PECCATO

Tu sei il peccato 
che io adoro commettere 
che tengo nella mia tasca 
ogni istante sprecato 
in cui tu non ci sei.

Dentro i sogni agitati 
sei un riflesso di pace
di quando io m'addormento 
appoggiato ai tuoi seni
cullato dal tuo respiro. 
Il desiderio divampa
al calore della tua pelle
ed è un viaggio nell'estasi 
che non contempla ritorno
che non prevede una fine.

Sicché rimani ed amami 
che io non amo che te
tu che sei il peccato 
che io adoro tenere 
tra le mie rughe profonde.

  N° 5782 - 5 maggio 2026

                                       Il Custode 

IL QUARTO FIGLIO

Chissà quando avvenne 
che la mente gli si incrinò?
Ed egli aveva lo sguardo
di chi non vede più nulla.

Nato da una scheggia di luglio
ai primi sbadigli di un venerdì 
chiuse nello zaino le parole
che non seppe più pronunciare. 

Portò con sé la katana
due coltelli e l'ascia vichinga 
ed una rabbia che usciva dal naso
come fosse un torrente di sangue.
I gatti fra i cassonetti
lo guardavano passargli accanto
e gli offrivano alcune lische di pesce
abbandonate in mezzo ai rifiuti.

Era il quarto di molti figli
sicuramente il più ribelle di tutti
nella sua anima aveva il tatuaggio 
di una luna appoggiata sul mare.

Alle sue spalle altissime fiamme
bruciavano ciò che fu il suo passato
ed i cadaveri sparsi sul prato
erano i sogni che non visse mai.

  N° 5781 - 3 maggio 2026

                                      Il Custode