Translate

mercoledì 13 maggio 2026

SULLA SPIAGGIA

Resta accanto a me
qui, sulla spiaggia
laddove dispettose stelle 
fanno moine alla luna
poi ridono e vanno via.

Verso le tiepide acque
che salgono sugli scogli
a discutere con le telline
il mare sa il nostro amore
che gli narrò un delfino loquace.

C'è la notte nei tuoi occhi
e scintille di luce 
fuggono al tocco delle onde
per posarsi sulla tua pelle
che brilla come polvere di fata.
Ti racconto le mie parole
ed ascolto le tue magie
qui, sulla spiaggia 
laddove nessuno si ferma
se non qualche granchio curioso.

Ti amo quanto il silenzio 
che adopero mentre ti bacio
ed è il momento migliore 
per stringerti fra le braccia
e sentire in me l'intero universo. 

  N° 5788 - 13 maggio 2026

                                        Il Custode 

IL SILENZIO INTERROTTO

Ne parlo al gabbiano 
di questa vertigine
che mi lascia confuso
nel buio della mia stanza.

Nessun rumore
né alcun soffio di vento
sbuffa all'orizzonte 
diretto alla mia finestra.

Ti osservo dormire
e comprendo il senso
della vera bellezza
della reale pace interiore.
Sussurro alla tua pelle
quanto io ti amo
il gabbiano sorride
ma lo fa con discrezione. 

E ti bacio e ti ringrazio 
'ché tu sei la sola artefice
del mio silenzio interrotto 
dal tuo profondo amore.

  N° 5787 - 13 maggio 2026

                                         Il Custode 

TORNANO

Tornano 
e lo fanno spesso 
hanno ricordi negli occhi
e stalattiti di ghiaccio
impigliate all'anima.

Li vedi appassire
dentro la pozza profonda
dei dolori affrontati 
hanno mostrato coraggio
dopo perduto per strada. 

Nelle loro rughe
ci sono messaggi cifrati
se solo qualcuno li leggesse
cadrebbe in fondo al baratro
senza poter più risalire.
Non raccontano
cosa hanno visto oltre
si dice sia un posto per pochi
quando invece, nella realtà 
è la dimora dei folli.

Però non moriranno
giacché è già accaduto 
per un sorriso negato
oppure solamente per un amore
che non hanno saputo vedere.

  N° 5786 - 12 maggio 2026

                                       Il Custode 

PROCESSIONE NERA

Ombre silenti
ed oscure
nella notte profonda
spettri di streghe
vittime di molti soprusi 
chiunque le vede passare
è destinato a morire.

Lungo i sentieri
verso Triora
hanno abbandonato 
le fosse dove dimoravano 
adesso
affrontano la nebbia
assetate di sola vendetta. 

Seguiti dai fuochi fatui
che s'alzano dalla Cabotina 
camminano in processione 
e le genti del borgo
chiudono gli infissi 
sprangano le porte
eppure sarà tutto inutile.
Si narra che ogni uomo
che ardì di oltraggiarle 
ebbe un tristo destino 
la morte giunse lenta
ed ogni spasmo 
ogni supplizio
fu amplificato a dismisura. 

Non ci sarà mai fine
né ragione di redenzione 
il sangue versato
sarà lavato con altro sangue
sino alla fine dei tempi
fino a che esisterà anima
che avrà memoria di loro.

  N° 5785 - 10 maggio 2026

                                         Il Custode 

PHANTIA

Pare sia dietro la rupe
che s'alza oltre le nuvole
tu ed io
mano nella mano
dovremmo seguire le aquile
e arriveremo a destinazione. 

L'ago della bussola è impazzito 
gira veloce come una falena 
ma tu se riesci a sentire 
il profumo degli elfi in amore
vuol dire che siamo vicini
alla fine del nostro cammino.

Ho letto in una conchiglia 
che quello è il posto migliore
dove la pace
e persino la serenità 
non sono per nulla utopia
ma una verità consolidata.
Sicché ti porto con me
tra le mura di quelle terre 
abbracciate dal rampicante 
e dalla fragranza di vaniglia nera
in ogni sentiero
dentro ogni abitazione. 

Dicono si chiami Phantia 
strano nome per un posto da sogno 
tra le cascate di acque limpide 
ed i fiori di pesco e ciliegio
che planano nell'aria
come fiocchi di tiepida neve.

Seguimi, che io ti amo
e so che tu ami me
non conosco nulla di meglio
che tenerti sopra il mio petto
qui, tra le api e le farfalle
e l'estasi sulle tue labbra.

  N° 5784 - 8 maggio 2026

                                       Il Custode 

MALEDIZIONE

Scese sopra le nostre teste
da un lontano passato 
come una pestilenza 
creata per punire un delitto 
che noi non commettemmo.

Le colpe furono dei nostri padri
ed ancor più dei nostri antenati 
dunque un'orda inarrestabile 
rabbiosa e assai vendicativa
invase di notte l'intero villaggio.

Fu così, e da molti decenni
ad ogni settimo giorno di maggio
da quando, alcuni secoli prima
ebbe inizio la persecuzione 
ai danni delle streghe e degli eretici. 

Duecento innocenti anime
sacrificate al dio dei cristiani 
finite a bruciare vive sul rogo
dopo giorni di torture e supplizi
nelle segrete delle cattedrali.

Sicché tornati dall'oltretomba 
scelsero quella tragica data
per vendicare le angherie subite 
ed ammazzare i giovani paesani 
tanti quanti furono i loro morti.
E quella volta sarebbe toccato a me
d'essere destinato alla dipartita 
allora li vidi, gli spettri iracondi
e rassegnato io mi inginocchiai 
giacché nient'altro potevo fare.

La salvezza mi era preclusa
perlomeno fu questo che io pensai
sino a che una di quelle creature
mi si avvicinò pronta ad uccidermi 
e posò la sua mano sulla mia fronte.

All'improvviso ebbi una visione
io imploravo pietà per i condannati
ed il vescovo decretò la mia morte
nell'istante in cui posavo una rosa
sulla tomba della strega che amai. 

Fu così che ebbi salva la vita
quella che persi per aiutare 
persone che, ingiustamente accusate
perirono senza il conforto minimo
d'esser difese dalla massa ignorante.

La maledizione mi risparmiò 
per un gesto pietoso che un mio avo
compì in un'epoca fatta di soprusi
laddove chi indossava un talare 
deteneva il potere spargendo paura.

  N° 5783 - 7 maggio 2026

                                      Il Custode 

TU SEI IL PECCATO

Tu sei il peccato 
che io adoro commettere 
che tengo nella mia tasca 
ogni istante sprecato 
in cui tu non ci sei.

Dentro i sogni agitati 
sei un riflesso di pace
di quando io m'addormento 
appoggiato ai tuoi seni
cullato dal tuo respiro. 
Il desiderio divampa
al calore della tua pelle
ed è un viaggio nell'estasi 
che non contempla ritorno
che non prevede una fine.

Sicché rimani ed amami 
che io non amo che te
tu che sei il peccato 
che io adoro tenere 
tra le mie rughe profonde.

  N° 5782 - 5 maggio 2026

                                       Il Custode 

IL QUARTO FIGLIO

Chissà quando avvenne 
che la mente gli si incrinò?
Ed egli aveva lo sguardo
di chi non vede più nulla.

Nato da una scheggia di luglio
ai primi sbadigli di un venerdì 
chiuse nello zaino le parole
che non seppe più pronunciare. 

Portò con sé la katana
due coltelli e l'ascia vichinga 
ed una rabbia che usciva dal naso
come fosse un torrente di sangue.
I gatti fra i cassonetti
lo guardavano passargli accanto
e gli offrivano alcune lische di pesce
abbandonate in mezzo ai rifiuti.

Era il quarto di molti figli
sicuramente il più ribelle di tutti
nella sua anima aveva il tatuaggio 
di una luna appoggiata sul mare.

Alle sue spalle altissime fiamme
bruciavano ciò che fu il suo passato
ed i cadaveri sparsi sul prato
erano i sogni che non visse mai.

  N° 5781 - 3 maggio 2026

                                      Il Custode