Scese sopra le nostre teste
da un lontano passato
come una pestilenza
creata per punire un delitto
che noi non commettemmo.
da un lontano passato
come una pestilenza
creata per punire un delitto
che noi non commettemmo.
Le colpe furono dei nostri padri
ed ancor più dei nostri antenati
dunque un'orda inarrestabile
rabbiosa e assai vendicativa
invase di notte l'intero villaggio.
Fu così, e da molti decenni
ad ogni settimo giorno di maggio
da quando, alcuni secoli prima
ebbe inizio la persecuzione
ai danni delle streghe e degli eretici.
Duecento innocenti anime
sacrificate al dio dei cristiani
finite a bruciare vive sul rogo
dopo giorni di torture e supplizi
nelle segrete delle cattedrali.
Sicché tornati dall'oltretomba
scelsero quella tragica data
per vendicare le angherie subite
ed ammazzare i giovani paesani
tanti quanti furono i loro morti.
E quella volta sarebbe toccato a me
d'essere destinato alla dipartita
allora li vidi, gli spettri iracondi
e rassegnato io mi inginocchiai
giacché nient'altro potevo fare.
d'essere destinato alla dipartita
allora li vidi, gli spettri iracondi
e rassegnato io mi inginocchiai
giacché nient'altro potevo fare.
La salvezza mi era preclusa
perlomeno fu questo che io pensai
sino a che una di quelle creature
mi si avvicinò pronta ad uccidermi
e posò la sua mano sulla mia fronte.
All'improvviso ebbi una visione
io imploravo pietà per i condannati
ed il vescovo decretò la mia morte
nell'istante in cui posavo una rosa
sulla tomba della strega che amai.
Fu così che ebbi salva la vita
quella che persi per aiutare
persone che, ingiustamente accusate
perirono senza il conforto minimo
d'esser difese dalla massa ignorante.
La maledizione mi risparmiò
per un gesto pietoso che un mio avo
compì in un'epoca fatta di soprusi
laddove chi indossava un talare
deteneva il potere spargendo paura.
N° 5783 - 7 maggio 2026
Il Custode

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