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mercoledì 13 maggio 2026

MALEDIZIONE

Scese sopra le nostre teste
da un lontano passato 
come una pestilenza 
creata per punire un delitto 
che noi non commettemmo.

Le colpe furono dei nostri padri
ed ancor più dei nostri antenati 
dunque un'orda inarrestabile 
rabbiosa e assai vendicativa
invase di notte l'intero villaggio.

Fu così, e da molti decenni
ad ogni settimo giorno di maggio
da quando, alcuni secoli prima
ebbe inizio la persecuzione 
ai danni delle streghe e degli eretici. 

Duecento innocenti anime
sacrificate al dio dei cristiani 
finite a bruciare vive sul rogo
dopo giorni di torture e supplizi
nelle segrete delle cattedrali.

Sicché tornati dall'oltretomba 
scelsero quella tragica data
per vendicare le angherie subite 
ed ammazzare i giovani paesani 
tanti quanti furono i loro morti.
E quella volta sarebbe toccato a me
d'essere destinato alla dipartita 
allora li vidi, gli spettri iracondi
e rassegnato io mi inginocchiai 
giacché nient'altro potevo fare.

La salvezza mi era preclusa
perlomeno fu questo che io pensai
sino a che una di quelle creature
mi si avvicinò pronta ad uccidermi 
e posò la sua mano sulla mia fronte.

All'improvviso ebbi una visione
io imploravo pietà per i condannati
ed il vescovo decretò la mia morte
nell'istante in cui posavo una rosa
sulla tomba della strega che amai. 

Fu così che ebbi salva la vita
quella che persi per aiutare 
persone che, ingiustamente accusate
perirono senza il conforto minimo
d'esser difese dalla massa ignorante.

La maledizione mi risparmiò 
per un gesto pietoso che un mio avo
compì in un'epoca fatta di soprusi
laddove chi indossava un talare 
deteneva il potere spargendo paura.

  N° 5783 - 7 maggio 2026

                                      Il Custode 

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