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mercoledì 13 maggio 2026

IL QUARTO FIGLIO

Chissà quando avvenne 
che la mente gli si incrinò?
Ed egli aveva lo sguardo
di chi non vede più nulla.

Nato da una scheggia di luglio
ai primi sbadigli di un venerdì 
chiuse nello zaino le parole
che non seppe più pronunciare. 

Portò con sé la katana
due coltelli e l'ascia vichinga 
ed una rabbia che usciva dal naso
come fosse un torrente di sangue.
I gatti fra i cassonetti
lo guardavano passargli accanto
e gli offrivano alcune lische di pesce
abbandonate in mezzo ai rifiuti.

Era il quarto di molti figli
sicuramente il più ribelle di tutti
nella sua anima aveva il tatuaggio 
di una luna appoggiata sul mare.

Alle sue spalle altissime fiamme
bruciavano ciò che fu il suo passato
ed i cadaveri sparsi sul prato
erano i sogni che non visse mai.

  N° 5781 - 3 maggio 2026

                                      Il Custode 

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