è un’agonia innaturale
la goccia che scende
in maniera insistente
con un tonfo assordante
a scavare la pietra
a bucare il mio cuore
ed il cuore fa male
di un’agonia perdurante
e non ti posso guardare
perché io lo so
che ne potrei morire.
Allora io mi pento
delle parole pensate
dall’agonia silenziosa
che ho tenuto in riserbo
ed affido tutti i desideri
ed ogni mia fantasia
alla magia del sogno
dove tu non ci sei
non potrai mai entrare
e l’agonia desolante
del tuo dolore stridente
non mi può fermare.
Il sorriso che vedi
luccicarmi negli occhi
è falso quanto l’amore
scritto sopra la carta
tanto inchiostro sprecato
da un’agonia annichilente
e forse nel mio destino
impera la distruzione
di tutto ciò che tu rechi
tutto quello che pretendi
dall’agonia martellante
che puntella il mio animo.
Ma osservarti soffrire
è un’agonia insidiosa
e mi scordo di me
ma non provo rancore
perché so che un giorno
io diventerò grande
e tu non ci sarai
nel mio sguardo fiammante
e l’agonia mortificante
sarà come pioggia d’estate
troppo debole perché resista
al sole di una vita nuova.
N° 1369 - 2 dicembre 2008
Il Custode

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