ogni mio amore latente
e l’ho sepolto in un angolo
di questa mia folle mente
e cieco come chi è stolto
ti ho confessato i miei giorni
adesso e dentro il mio antro
aspetto che tu ritorni.
Io ero pronto
a rinascere
a percorrere un nuovo cammino
per il tuo viso ho reciso
una parte del mio destino
io, Quasimodo nel campanile
continuavo a restare in disparte
scrivevo ed inventavo parole
come un qualsiasi imbrattacarte.
Visionario
quanto la pulzella arsa
sul rogo dell’estrema ignoranza
io ascoltavo voci ammiccanti
che chiamavano in lontananza
per il tuo viso ho sorriso
e però sono stato frainteso
sicché ho smorzato i pensieri
insieme ad ogni sogno disatteso.
Perciò ti ho
voltato le spalle
ed ho chiuso gli occhi alla luce
adesso torno verso le tenebre
fino a dove il sentiero conduce
infine e seduto da solo
sopra l’ultimo frammento di vita
per il tuo viso ho deciso
di affrontare la mia dipartita.
N° 2462 - 31 marzo 2013
Il Custode

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