alla strega condotta alla gogna
ingiurie ed accuse ed epiteti
offese che lapidavano il cuore
ognuno sbraitò qualcosa
e la saliva la colpiva negli occhi.
Finanche i
bambini gridavano
parole rubate ai postriboli
scagliavano sterco e poi fango
su quel viso dalla bellezza rara
finanche i bambini infierivano
pur ignari di ciò che facevano.
A piedi nudi
sulle strade roventi
in processione verso la piazza
dove attendeva il giudizio
la condanna decisa dagli uomini
a piedi nudi sulle pietre taglienti
non emetteva un solo lamento.
E disquisivano
saggi e filosofi
ed inventavano bugie e teorie
mentre la folla ascoltava eccitata
nell’attesa delle fiamme e del fuoco
e disquisivano preti e religiosi
inebriati dall’imminente esecuzione.
Lei con il suo
sguardo altero
mostrava una aristocratica fierezza
intanto che le legavano i polsi
ed il boia diceva l’ultima contumelia
lei con il suo sguardo bellissimo
e la dignità che nessuno conosceva.
Fino
all’ingresso del Re a cavallo
che si fece largo fra la gente festante
poiché il destino di quella strega
dipendeva soltanto dalla sua decisione
fino all’arrivo del Re a cavallo
che infine, baciandola, le disse ti amo.
N° 2554 - 26 giugno 2013
Il Custode

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