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sabato 7 dicembre 2013

MAREGGIATA

Mare che si dispera
e batte i pugni
iracondo sulla sabbia
dopo d’improvviso si alza
maestoso e suggestivo
ed ancora ritorna a sdraiarsi
esausto del proprio rancore.

Il sole che pare riflettere
lontano all’orizzonte
non è che una menzogna
luce di timido sospiro
dentro il cielo adirato
che adesso mette i bronci
e plumbeo, si fa minaccioso.

Così i gabbiani tacciono
e rispettosi osservano
onde di ruvida rabbia
che giungono di furia
a schiaffeggiar gli scogli
enorme e violenta risacca
che rintrona sulla battigia.

Inviso, adesso, al pescatore
resta da solo, il mare
nessuno è tanto impavido
da solcare le sue acque affamate
ritte in piedi come ciclopi
mentre egli, impettito
si fa vanto della sua forza.

  N° 1743 - 13 dicembre 2010

                                                         Il Custode

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