quella sfuggita di mano
perché la sua voce struggente
è una morsa stretta sul cuore
forse lei canta l’amore
ogni nota pare una lacrima.
Si rincorrono
senza stancarsi
farfalle prossime a morire
forse lei sogna di seguirle
e riposare sui pistilli dei fiori
ninna nanna suona la brezza
anche il vento conosce la dolcezza.
Lei danza
sopra i fili d’erba
i maggiolini stipati sulle foglie
si uniscono cicale civettuole
ma Demetra ancora non sorride
forse lei è folle di dolore
magari, invece teme il suo destino.
Forse se non
fosse così bella
avrebbe avuto meno rimpianti
passano le lune nel suo cielo
seguite da una scia di stelle
e lei nascosta nelle sue tenebre
aggiunge melodia al pentagramma.
Svegliata da
una goccia di rugiada
lei stende al sole le sue ali
forse Demetra oggi sorride
la talpa intanto l’attende cantare
orchestra d’api e di formiche
sarà certo un concerto strabiliante.
N° 2210 - 24 agosto 2012
Il Custode

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