fende l’aria e la brina
si fonde l’odore di morte
insieme alla polvere da sparo
io ti vedo e lo sento
il tuo respiro tagliente
una sinfonia del terrore
intervallata dai tuoni
sputati dal tuo fucile
dalle pistole che adoperi
per impartire l’ultimo colpo
ai moribondi sopra gli scogli.
Io sono
nascosta da te
al tuo sguardo malvagio
minuscola tra le rocce
piango il mio pianto sommesso
sovrastato oramai dalle urla
dei giovani che muoiono
che fuggono alla rinfusa
come formiche impazzite
ma tu non sembri appagato
ed io prego e mi domando
quanti cadaveri occorrono
affinché la tua ira si plachi.
Su questa
maledetta isola
tra le acque di gelida paura
solcate dal nostro sangue
creatura altera e impietosa
ti ergi tra corpi ammassati
sopra gli agonizzanti lamenti
e minuscola tra le rocce
io ti vedo e lo sento
il tuo respiro tagliente
impatto i tuoi occhi di ghiaccio
il fuoco che mi brucia il petto
e ti odio adesso che muoio.
N° 1852 - 24 luglio 2011
Il Custode

Nessun commento:
Posta un commento