scintillante nell’ampolla
all’interno dello scrigno
e la chiave custodita
dalle unghie affilate
di un grifone assopito
nella foresta pietrificata
della valle incantata.
Ed il dubbio mi confonde
mentre ripenso al tuo viso
e non decido se combattere
per riportarti il sorriso
oppure devo arrendermi
alla fragilità del mio
cuore.
Così carico la balestra
per uccidere il custode
per poi bere l’elisir
che mi permetterà
di amarti come tu vuoi.
Ma alle pendici del nido
io mi imbatto in una banshee
che mi offre come dono
la sua sfera di cristallo
con la quale svelo l’arcano
e scopro che l’amore è
stupido
l’amore mi renderà debole
e lottare non ha alcun senso
per un maleficio tanto
oscuro.
Allora ripongo la balestra
e ritorno sui miei passi
il grifone dorme ancora
con la chiave custodita
tra i suoi artigli affilati.
Ma il tuo sorriso aspetterà
qualcuno che sia impavido
o forse molto più stolto
che non leggerà la sfera
non ascolterà la banshee
perché l’elisir nell’ampolla
pareva essere inebriante
ma io sono un poeta codardo
e dunque non lo berrò.
N° 1339 - 12 novembre 2008
Il Custode

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