ad illuminare l’Olimpo
ed abiura quella maschera
che rende il tuo viso tragico
poiché possiedi una tale bellezza
da fare invidia alle dee.
Adesso canta,
Melpomene
descrivi il tuo amore nascente
onda che s’alza travolgente
verso la tua anima opaca
tradita da chi immaginavi
essere felice al tuo fianco.
Spazza le
nuvole oscure
la pioggia che pare ferirti
e tra i giardini divini
raccogli la tua gioia di vivere
seppure tu sia immortale
il tuo cuore sembra defunto.
Componi
melodia, Melpomene
nuove note dalle tue dita
parole intense sulle tue labbra
che non pensavi da secoli
mentre tentavi di riemergere
dal pantano della tua delusione.
Io posso
vedere i tuoi occhi
ed ho la notte intera nei miei
sorridi al tuo amore nascente
ed il cielo sarà ancora terso
attraversato dalla soavità
della tua voce meravigliosa.
N° 2297 - 3 novembre 2012
Il Custode
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