Ti guardo
e però non ti vedo
distratto o forse insensibile
continuo a seguire la mia mente
impegnata in antichi ricordi.
So che sei
bella
lo immagino dal tuo profumo
è fatto di dolore acre
e di un rivolo di egoismo
appiccicato al mio palato.
Tu dici parole
che poi tramuti in sospiri
ma sono sassi che cadono
sfiorano l’acqua ed affondano
creando un mulinello profondo.
Non ti voglio
più
non voglio nemmeno me stesso
allora adesso mi fermo
in balìa della prima notte
nel grembo dell’ultima luna.
E sento la tua
brezza
di spettro che si allontana
a cercare la quiete perduta
intanto ti guardo
come si guarda un addio.
N° 2939 - 25 giugno 2015
Il Custode
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