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martedì 11 novembre 2014

IL BUIO

Grida più forte, bambino
parole che infrangano il buio
e il buio diventerà docile
quanto i tuoi occhi di tenebra.

E la tenebra dentro il mio cuore
sarà spada e sarà armatura
tanto forte da affrontare
quella mano che stringe la tua.

Quella mano che ti ha raccolto
mentre tu, in punta di piedi
ti inoltravi nella mia anima
e laggiù vi scrivevi il tuo nome.

Il tuo nome adesso è murales
che né il sole, nemmeno la pioggia
hanno mai voluto scalfire
dal labirinto delle mie vene.

Adesso le mie vene sanguinano
il sangue che ti invase la mente
rendendoti muto e poi cieco
ed infine distante da me.

Ma distante per quanto può essere
io ancora riesco a vederti
in fondo ai miei occhi spenti
senza la luce del tuo amore.

Ed il tuo amore è ciò che rimane
per dare un senso all’esistenza
tu piangi più forte, bambino
ed io ti seguirò dentro il buio.

  N° 2815 - 7 novembre 2014

                                                       Il Custode

lunedì 10 novembre 2014

SONNAMBULA

Danzano falene e lucciole
sulla tua pelle sublime
planano con garbo lieve
ti offrono baci e sospiri
dopo disegnano un cerchio
e ti scortano sul tuo cammino.

Il patio ed ancora il parco
durante il tuo onirico viaggio
la tua ombra carezza le siepi
dopo ammicca alla splendida luna
la foresta al di là del cancello
immensi alberi, le sue sentinelle.

Soltanto un leggero brusio
il cigolio dell’altalena
il vento la sospinge per te
tu, sonnambula, non te ne avvedi
ed il vento mette su i bronci
si nasconde nelle gole dei monti.

Ti osservano molto ammirati
gli scoiattoli dietro i cespugli
perché mai non apri gli occhi?
Si domandano gufi e civette
forse è a causa di un incantesimo
ma l’incantesimo è la tua bellezza.

Se solo tu fossi sveglia
sapresti di quel precipizio
proprio agli argini della radura
se solo tu fossi lucida
torneresti nel tuo letto caldo
a sognare sogni più miti.

Frattanto e dubbioso, il falco
cerca sulla tua schiena
le ali con cui spiccare il volo
poiché il vuoto sotto i tuoi piedi
è oramai ad una sola spanna
…e tu non ti sei fermata.

  N° 2814 - 4 novembre 2014

                                                       Il Custode

COMPRATEMI UN MAZZO DI FIORI

Io presto sarò vento
appena un trasparente ricordo
lieve quanto una carezza d’amore
e pagherò per la mia colpa
di essere stata stuprata
e di non avere taciuto
dinnanzi alla legge di Allah.

Sarò la pretesa inutile
di essere un ricordo buono
l’illusione fatta di oblio
mentre mi avvio al patibolo
io, destinata a dondolare
sulla melodia della brezza
come fossi una bambola di pezza.

Sarò il coraggio deriso
in questo mondo di vili
io che a fatica trattengo
il mio dolore e le lacrime
ma ho una dignità tale
che proprio non mi consente
di cedere allo sconforto.

Sarò l’utopia del sogno
il cambiamento mai accaduto
io, Rayhaneh l’iraniana
rabbia discreta negli occhi
che diventa tempesta di sabbia
fra le pareti dell’anima
dentro gli anfratti del cuore.

Io presto sarò il nulla
soltanto l’ennesima vittima
in balìa di stolti fanatici
ma non sprecate preghiere
al Dio che mi ha condannata
compratemi un mazzo di fiori
che mi renda dolci le tenebre.

  N° 2813 - 29 ottobre 2014

                                                     Il Custode

domenica 9 novembre 2014

ONDE DEL LAGO

Ti attendo da molte lune
dentro una tana di volpe
seduto sopra i miei sogni
oramai sgonfie illusioni
ma ti perdono il ritardo
poiché di te non mi importa.

Da questa buca profonda
osservo la luna crescente
va e si impossessa del cielo
fatto di brina e di stelle
ma se io sospiro d’amore
non è certo per il tuo viso.

Frattanto tacciono i cani
e abbandonano la selvaggina
hanno incrociato i miei occhi
e scappano in modo confuso
la rabbia dentro le mie pupille
è dedicata al tuo cuore.

Dipinte sulla tela di tenebra
le nuvole appaiono ovatta
e volano sospinte dal vento
come fossero veloci falene
come se volessero sfuggire
l’odio che io serbo nell’animo.

Mi annusa con circospezione
un riccio diretto al cespuglio
l’alito mio è una tempesta
che sferza le spighe di grano
ed è là che io scorgo la gazza
che piange in maniera sommessa.

Da oltre i canali ed il pesco
mi giunge il tuo lieve profumo
un lembo di veste color pece
naviga la superficie del lago
tu sei morta sotto le sue onde
io, adesso, rimpiango i tuoi baci.

  N° 2812 - 28 ottobre 2014

                                                    Il Custode

CAINO

Mi annoio a morte
mentre arranco a fatica
sopra questa umida terra
fatta di argilla e di cenere.

E però annuso la brezza
vedo cambiare le stagioni
e dopo la luna e le stelle
osservo albeggiare il sole.

Eppure ho ancora timore
a maledire il Dio che mi maledì
e mi scacciò come fossi Lucifero
dal suo regno di proibizioni.

L’eden è talmente distante
e tale è anche il respiro ultimo
di mio fratello che io uccisi
a causa della mia irascibile mente.

Antenato di una stirpe di folli
io non volli compiere il gesto
ma davvero non tolleravo
l’odiosa perfezione di Abele.

Sicché sconto la condanna
d’essere stato il primo degli ultimi
nell’animo di chi mi generò
nel pensiero di chi creò il mondo.

Ma mi sovviene un sorriso
se penso che una misera mela
abbia causato il peccato originale
per cui punire l’intera umanità…

  N° 2811 - 24 ottobre 2014

                                                    Il Custode

venerdì 7 novembre 2014

VINTAGE

E d’improvviso ti vidi piangere
lacrime simili a chicchi di grano
che impattarono tolda e cambusa
della mia barchetta di carta
ed io, aggrappato alla polena
affondavo recitando poesie
dentro l’oceano tempestoso
del tuo sconfinato dolore.

Il sangue dai tuoi polsi
era un incubo che mi fustigava
cerchi concentrici sul pavimento
scivolarono con un rigagnolo
tra le fughe delle mattonelle
e gli davano un tocco vintage.

Io non rammento cosa dicesti
prima di tacere per sempre
avevo uno sguardo per ogni occasione
eppure quel giorno fu inaspettato
mi colpì mentre ero di spalle
ed io non seppi quale indossare.

Avevo un abito di cartapesta
nero quanto la notte profonda
e fra le braccia il tuo respiro
come fosse secrezione di cimice
ed una spilla sopra il mio bavero
il sapore del tuo ultimo bacio
avevo un sorriso oramai sgualcito
nell’illusione di vederti tornare.

Di certo Dio non mi garbava
infine scoprii di odiarlo davvero
con il suo volto da esteta del vizio
che recitava barzellette sconce.

Io, d’improvviso, ti vidi piangere
acido in balìa della tramontana
che, oltrepassato il mio sterno
creò foibe dentro il mio cuore.

  N° 2810 - 22 ottobre 2014

                                                    Il Custode

L'ULTIMO INCENDIO

Abbiamo perduto
briciole di antichi sorrisi
pasto per giovani allodole
eppure, sfidando la pioggia
volemmo raccoglierli tutti
ma erano oramai poltiglia.

Oltre l’oscura foresta
il bagliore dell’ultimo incendio
ed insieme alla nostra dimora
bruciarono sogni e futuro
un falò di dolore e rimpianti
e cenere sputata negli occhi.

La notte quale immenso abbaglio
e lo strazio del tuo lamento
pareva il singhiozzo di stelle
sul grembo della prima luna
frattanto il mio cuore pigiava
quasi volesse uscire a fumare.

Acqua di lago increspato
sgorgava dalle tue pupille
giungevano pipistrelli assetati
per un sorso e dopo un bacio
prendevano la via delle tenebre
con la tua bellezza dentro lo sguardo.

E l’aurora non ebbe pietà
sbirciò gli anfratti della mattina
infine si fece largo con forza
tra i residui del buio assonnato
io là da solo, ed il nostro addio
era stato tutt’altro che un sogno.

  N° 2809 - 18 ottobre 2014

                                                    Il Custode

mercoledì 5 novembre 2014

UN DISCRETO SOGNO

Adesso è la notte
fatta di sublime silenzio
una immensa distesa
abitata da scintille distanti.

Io ho sete di pace
ed ho fame di quiete
sicché scivolo inerme
dentro un discreto sogno
e adopero tenui colori
per tinteggiare i pensieri.

Onirico, quasi scontato
filastrocca da infanzia trascorsa
ed in bilico sopra la brezza
il crepuscolo è un equilibrista.

Io, con la punta del naso
annuso fragranza di stelle
che crolla sulle mie lenzuola
e si arrampica sopra il cuscino
per sussurrare segreti proibiti
dopo chiedermi i miei desideri.

Il buio è un mantello avvolgente
sono solo così come volevo
nessuna per la quale vivere
e nessuna per la quale morire.

  N° 2808 - 16 ottobre 2014

                                                    Il Custode

SENTO I SOSPIRI

Sento i sospiri
come ali di farfalle morenti
dentro i meandri della mia mente
e la polvere vola ovunque
dopo diventa argilla e cemento
diga robusta sopra i miei occhi
e le mie lacrime nel labirinto
sono oramai oceano in tempesta.

Sussurri e grida
che alimentano la mia follia
io sudo freddo, frattanto brucio
l’anima è destinata all’inferno
supplico e impreco parole vane
cicatrizzate dentro la gola.

La carezza del vento
scivola rapida sulla mia pelle
ed il dolore giunge a carpirmi
sebbene io non sappia da dove
sogghigna la luna nella notte
dopo sputa stelle e bestemmie
ho le mani legate alla schiena
e non posso proteggerti il volto.

Sia come deve essere
tra le pareti di soffice gomma
un Dio malsano pare spiarmi
da un riflesso riflesso nel cielo
io ho paura, sicché mi nascondo
ma egli sa sempre come trovarmi.

Sento i sospiri
oramai da così tanto tempo
che ho dato un nome ad ognuno
sulle labbra muco e saliva
mescolano fino a farsi mistura
io la bevo poiché voglio scordare
da quanti secoli sono impazzito
da quante vite attendo la morte.

  N° 2807 - 8 ottobre 2014

                                                  Il Custode

lunedì 3 novembre 2014

FILO SPINATO

Io vorrei raggiungerti
laddove ti sento gridare
ma il filo spinato che stringe
blocca caviglie e pensieri
e cresce che sembra edera
si arrampica sulle mie gambe
dopo lacera muscoli e carni
io affondo nel mare di sangue.

Amore che fosti la vita
e adesso mi rechi alla morte
io vorrei perdonarti
per avermi insegnato a tradirti
ma il filo spinato che stringe
riduce il mio cuore in poltiglia
dunque io non ho sentimenti
da serbare dentro lo sguardo.

Incespico sulle tue lacrime
tanto che appaiono dense
tu, ombra di gotico spettro
ti agiti nella mia anima
io vorrei proteggerti
dal baratro delle mie ingiurie
ma il filo spinato che stringe
mi ha reso cieco e insensibile.

  N° 2806 - 6 ottobre 2014

                                                  Il Custode