Mi ricordo un sentiero
circondato da alberi
e una voce, un sospiro
che chiamava il mio nome
giungeva da sotto l'abisso
da dove io ero fuggito.
circondato da alberi
e una voce, un sospiro
che chiamava il mio nome
giungeva da sotto l'abisso
da dove io ero fuggito.
C'era un pallido sole
che filtrava tra i pertugi
delle piante di mandarino
e fra i cespugli di more
io, scalzo e senza vestiti
mi pungevo e sanguinavo.
Il volo dei pipistrelli
il battito forte delle loro ali
mi spettinava i capelli
e parte dei miei pensieri
io mi sforzavo di pensare
ma non avevo fiato abbastanza.
Mi ricordo che il cuore
si era impigliato alle rocce
che erano tappezzate di muschio
erano umide di lacrime e mare
se avessi provato a sfiorarle
sarei precipitato nel baratro.
si era impigliato alle rocce
che erano tappezzate di muschio
erano umide di lacrime e mare
se avessi provato a sfiorarle
sarei precipitato nel baratro.
Eppure da qualche parte
avevo oltrepassato la soglia
di quel paesaggio onirico
pauroso, e però affascinante
ma avendo perduto la vista
io non ne trovavo l'uscita.
Sicché sono oramai diversi eoni
che attendo davanti al sentiero
attendo, e non so che cosa
aspetto, però non so chi
so solo che più io mi avvicino
e più si allontana il sentiero.
N° 5873 - 1° settembre 2026
Il Custode

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