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venerdì 15 febbraio 2019

1962

Quella nuvola oscura
solcava il cielo notturno
e non lo faceva per caso
…presagio, forse minaccia
comunque incuteva timore.

Agli argini della pianura
tremarono gli ultimi grilli
quando il primo vagito
annunciò dalle lontane terre
che era giunto il momento.

Era soltanto un bambino
che nel viaggio dalla placenta
assorbì pensieri esoterici
reminiscenze di antiche alchimie
descritte nel libro degli inferi.



Aveva lo sguardo di fiamma
e poche, misurate parole
ed i cani ed i gatti di strada
ricordano ancora il suo nome
ma non osano di pronunciarlo.

Poi, così come era arrivato
cavalcò la tempesta perfetta
e svanì giusto in fondo all’oceano
lasciando una scia angosciante
di paura mescolata al disagio.

Ancora oggi, raccontano i posteri
che i secoli sono trascorsi
ma nulla fu più come prima
poiché fu davvero l’Annus horribilis
il 1962.

  N° 3569 - 14 febbraio 2019

                                                      Il Custode

mercoledì 13 febbraio 2019

IN CATTIVITA'

Sono nato in cattività
partorito
da una scheggia d’inferno
schiavo delle tue catene
la rabbia da me seminata
ha generato l'armageddon.

Ho scalato la cenere
vincendo la mia allergia
verso i raggi del sole
benché sulle mie rughe
si aprano ferite
profonde quanto la notte.

Adesso scendo sul mondo
libero di cacciare gli umani
di ucciderli
e dopo sorridere
poiché il mio cuore è muto
scevro da qualsiasi pietà.

Deforme per professione
io cammino allo stato brado
perché né gabbia né prigionia
hanno potuto fermare
la mia sete di crudeltà
l’ebbrezza della pazzia.

L’Iddio non mi spaventa
giacché non è che finzione
ed io siedo e mi crogiolo
sui cadaveri come trofei
giusto per perfezionare
l’appagante arte dello sterminio.

  N° 3568 - 12 febbraio 2019

                                                      Il Custode

ASIA

Sto aspettando, Asia
l’amore che tu prometti
che si inerpica sulle ferite
le cura e le guarisce
col tocco delle tue labbra.

Ho desiderio di averti
dentro l’anima cieca
che mendica il tuo sorriso
e ne accarezza i contorni
per ritornare alla vita.

Perché ti amo, Asia
e detesto il tempo trascorso
distante dalle tue braccia
sicché io riprendo a cercarti
e ti riporto ai miei occhi.

  N° 3567 - 12 febbraio 2019

                                                     Il Custode

lunedì 11 febbraio 2019

...E TU DIVENTASTI CENERE

Accadde durante il canto
delle cicale tra l’erba
nella sera che rendeva il prato
un’immensa distesa di tenebra.

E stelle sospese nel cielo
per impietosire la luna
che era intenta ad amoreggiare
con il riflesso delle montagne.

Nessun messaggero alla porta
ad annunciare quella sventura
ed io non perdonai al destino
di essere stato assai cinico.

Sicché i tuoi brevi pensieri
esplosero in frammenti di sangue
e tu decidesti in un attimo
di congedarti da me.

Allora le cicale tacquero
le stelle crollarono al suolo
e la luna domandò scusa
e pianse fino a crescere il mare.

Accadde…e fu oramai tardi
per improvvisare una lacrima
che tu diventasti cenere
e dopo un ricordo struggente.

  N° 3566 - 11 febbraio 2019

                                                     Il Custode

venerdì 8 febbraio 2019

D'IMPROVVISO TI PENSO

D’improvviso ti penso
ed un lieve sorriso
scivola dalle mie labbra
io lo raccolgo dal suolo
per evitare che il fango
ne faccia una massa informe.

Io ricordo il tuo viso
quale astratto supplizio
e con le mie mani sapienti
ne ricompongo il profilo
però non ne sono convinto
e lo disfo e lo modello ancora.

Ho una psiche complessa
simile ad un cane da caccia
che segue le flebili tracce
lasciate dal tuo profumo
ma con un conato di vomito
io rigurgito ciò che tu fosti.

Sei un pensiero costante
al pari di quelle ferite
che non si cicatrizzano
nemmeno cosparse di urina
neppure con i baci amorevoli
di una malata di mente.

Ho un’anima instabile
che ti cerca tra i rovi
e non rammenta il silenzio
nel quale tu giaci sepolta
si punge e continua a cercare
mentre tu continui a tacere.

D’improvviso ti penso
e quel lieve sorriso
diventa rabbia, infine dolore
allora io lo poso con cura
sul bordo del marciapiede
dopodiché lo calpesto con forza.

  N° 3565 - 8 febbraio 2019

                                                  Il Custode

mercoledì 6 febbraio 2019

RISPONDI!

Rispondi!
Sto invocando il tuo nome
in questa selva intricata
da spine di polistirolo.

Non ti vedo
e però riesco a sentirti
tu sei nascosta nel buio
da dove continui a deridermi.

Qual è il reato?
Quale il peccato commesso
oltre all’averti delusa
fuggendo dalla tua gabbia?

Oltre le siepi
in questo stupido eden
annuso la scia pestilente
della rabbia che hai seminato.

Subisco le ingiurie
delle lucciole e dei coleotteri
ma la ferita peggiore
è quella del tuo sorriso.

Vorrei umiliarti
magari perfino ucciderti
ma tu fosti l’intera mia vita
come potrei darti la morte?

Rispondi!
Te lo supplico da molti secoli
ma tu sei testarda e impietosa
quanto le persone aride.

Sento un fruscio
mi sporgo e non vedo altro
che l’ombra severa e assassina
del tuo amore che fu.

  N° 3564 - 6 febbraio 2019

                                                    Il Custode

martedì 5 febbraio 2019

DI TE SOLA RESPIRO

Suonano, le mie dita
una melodia sulla tua pelle
pelle che, al chiaro di luna
è pentagramma ed è poesia
tu, dentro i miei occhi
sei un riflesso di pura bellezza.

Sicché t’amo come nessuna
e non smetto di osservarti
la mia vista ha bisogno di te
durante l’arco dell’esistenza
come potrei amare la mia vita
se non fosse alla tua mercé?

Non mi lasciare sul precipizio
del rifiuto e della solitudine
il mio cuore dai pochi battiti
appassirebbe se tu fossi distante
ed io, in balìa della tormenta
cerco soltanto il tuo calore.

E consento che il vento ti sfiori
alquanto insolente sui tuoi capelli
per rivelarmi, infine, il tuo viso
e mostrarmene l’intero splendore
tu sei la mia dea e sei il mio poema
ed è di te sola che io respiro.

  N° 3563 - 5 febbraio 2019

                                                   Il Custode

domenica 3 febbraio 2019

BLASFEMO

Io mi sento nauseato
dalla tua infingarda dottrina
blasfemo, comunque libero
dalle menzogne che tu predichi.

Tu sei frutto della fantasia
di uomini alquanto scaltri
che inventarono la tua figura
per sottomettere gli stolti.

Se solo tu esistessi
io ti odierei alla morte
per tutti i crimini commessi
a causa del tuo insulso nome.

Come potrei, io, venerare
un essere così tracotante
da abiurare i suoi figli
per via di una stupida mela?

Sono eretico e disilluso
la rabbia brucia nel petto
quando vedo i tuoi discepoli
accumulare ricchezza e potere.

I cardinali ed il Papa…
il peggio della razza umana
così candidi dal loro pulpito
ma con l’animo fatto di pece.

Io non perdono i peccati
di cui si macchiarono i tuoi adepti
le stragi, le conquiste nel sangue
e l’orrore della pedofilia.

Se solo tu esistessi
io vorrei davvero incontrarti
per sputare sopra il tuo volto
tutto quanto il mio disprezzo per te.

  N° 3562 - 3 febbraio 2019

                                                      Il Custode

sabato 2 febbraio 2019

UN RICORDO MACABRO

Non riesco a scordare
quell’ultimo respiro smarrito
dalla tua vita puttana
e lo cerco nella mia tasca
come se fosse un cimelio
ma trovo soltanto la polvere.

Annuso la luna piena
unta del tuo putrido sangue
poi salto sopra ogni sasso
che ho scagliato nel lago
giusto per fare affondare
quel tuo fottuto riflesso.

Finanche i fuochi fatui
danzano la stessa danza
che tu ballavi mentre morivi
ed a me colava dal naso
il sapore delle bestemmie
che mi ricamasti sul petto.

Il tuo viso era una maschera
di terra appena bagnata
io vi seminavo la canapa
che fumavo per allontanarti
insieme ai pensieri d’amore
che tu dedicasti ad un altro.

Sbirciando nella mia anima
non ho imparato che odio
la tua bellezza era già sfiorita
appassita sotto i miei insulti
adesso io vorrei solo sapere
dove ho seppellito il tuo corpo.

  N° 3561 - 2 febbraio 2019

                                                  Il Custode

STORIA DI PAMELA

Si inoltrò dentro l’antro
dove le belve africane
attendevano per sacrificare
la sua fragile vita
di adolescente gazzella.

Che lei fosse perduta
era un’amara verità
e la sua anima ingenua
indusse alla perversione
i selvaggi dalla pelle di ebano.

Fottuti venditori di morte
e di sogni senza speranza
bastardi pronti a contendersi
spendendo fragorose risate
il suo corpo ancora acerbo.

Non ci fu alcuna pietà
quando gli aguzzini zelanti
diedero inizio alla mattanza
infierendo con estremo sadismo
sopra i resti della sventurata.

Macellata come le bestie
la giovane, ingenua Pamela
fatta a pezzi, dopo smembrata
mentre il rantolio dell’anima
ancora si domandava perché.

Umiliata, infine, la sua memoria
dalle ipocrite istituzioni
della città nella quale morì
che difesero per sola convenienza
i suoi infami carnefici negri.

  N° 3560 - 1 febbraio 2019

                                                    Il Custode