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sabato 6 ottobre 2018

IL DOLORE APPESO

Icona sacra sulla parete
tutto attorno, il silenzio
resta appeso là, il dolore
che non intende mitigare.

Dentro un’antica cornice
il tuo viso mi appare severo
come a prendersi gioco
di ciò che tu fosti per me.

Io vorrei darti alle fiamme
ma imploderebbe il mio cuore
privato della tua bellezza
seppure solamente dipinta.

Vedo entrare una falena
dalla finestra socchiusa
volteggia verso il soffitto
e mi scuote dai miei pensieri.

Chissà che cosa cerca
tra la luce del lampadario?
Frattanto io cerco ancora
la polvere del tuo profumo.

Ho l’anima come un lenzuolo
sgualcito dal tempo passato
ed i ricordi che inciampano
sulla via della tua voce.

Morire…oh sì, lo vorrei
e però io voglio molte cose
sicché faccio confusione
tra i desideri ed i bisogni.

Un ultimo sorso di vino
prima che giunga il sonno
per ritrovarti nel sogno
poiché, oramai, tu non sei altro.

  N° 3475 - 6 ottobre 2018

                                                    Il Custode

venerdì 5 ottobre 2018

I PENSIERI DI UN GATTO

Cammino le strade
in balìa della notte
laddove, in solitudine
io posso vedere la luna
e la pace, e il silenzio
sono uno sfondo sublime.

Il vento soffia leggero
e scontra le mie vibrisse
io provo un lieve solletico
ed anche poco fastidio
ma quando sfiora il mio manto
diventa carezza dolcissima.

Il buio…padrone assoluto
dove mi stiro sornione
dove non osano gli uomini
creature spesso malvagie
io trovo sempre un pertugio
nascosto ai loro occhi.

Ma non sopporto la pioggia
che mi fa sembrare spoglio
miagolo con discreta malizia
fra le gambe di chi mi nutre
di chi crede d’essermi padrone
mentre sono io il suo Imperatore.

  N° 3474 - 5 ottobre 2018

                                                   Il Custode

giovedì 4 ottobre 2018

SOFFIERA' IL VENTO

E soffierà il vento
incontro al mare aperto
sopra la vela spiegata
del mio veliero di carta
soffierà e lo respirerò
quasi che fosse l’ultimo.

In balìa delle onde
però finalmente libero
affronterò la tempesta
così come affronto la vita
e avrò il sorriso enigmatico
di chi si appresta a morire.

Da qualche parte c’è un’isola
sulla quale approdare
o forse le rovine di Atlantide
sopra un perduto fondale
tra gli squali e i coralli
e le carcasse delle sirene.

Comunque sia non importa
quale sarà la mia meta
deciderà il vento
dove avrò il mio destino
spero sia sotto la luna
e in grembo alla solitudine.

  N° 3473 - 4 ottobre 2018

                                                Il Custode

UNA ECATOMBE

Sicché morirono tutti
sopra la sabbia del Lazio
gli inglesi e gli americani
e la contorta ideologia
che causa odio e conflitti.

Le onde del Mare Nostrum
erano frammenti di ghiaccio
che, oltrepassati gli scarponi
sferzavano la pelle ai soldati
provocandogli intensi tremori.

Malvagi e feroci, i brividi
del freddo e della paura
che il mostro era dinnanzi
nascosto per la collina
e vomitava pezzi di fiamma.

Famelici e molto indignati
i militari tedeschi nei bunker
sfogavano la propria rabbia
sugli stolti e sui temerari
sulla linea delle mitraglie.

Allora morirono in tanti
gli inglesi e gli americani
mentre il gennaio sbuffava
e si apprestava a finire
sopra la costa di Anzio.

Fu una fottuta ecatombe
di vite e pensieri a brandelli
nulla che servì da lezione
né a riportare la pace
dentro la mente degli uomini.

  N° 3472 - 4 ottobre 2018

                                                  Il Custode

VOGLIO

Voglio ancora ascoltare
il suono delle tue labbra
il primo bacio sfuggito
caduto sopra il mio petto.

Tu che, dentro la notte
hai dato vita alla luna
l’hai chiusa in un’arbanella
posata sul mio comodino.

Passione che pare follia
la tua bellezza mi uccide
però è una dolce morte
alla quale non so sopravvivere.

Sollevami dai miei pensieri
da quelli che non ti pensano
ed avrò un intero crepuscolo
per sognare ogni tuo sguardo.

Tu, che hai dato da bere
alla mia anima arida
ed hai permesso ai miei occhi
infine di vedere l’amore.

  N° 3471 - 4 ottobre 2018

                                                   Il Custode

mercoledì 3 ottobre 2018

NESSUNA DA UCCIDERE

Sono solo
in preda allo sconforto
poiché tu sei distante
diverse lune da me
ed io non ho nessuna
da umiliare ed uccidere.

Trascorre la notte
pare che non abbia fine
ma benché ti ho delusa
io spero che tu ritorni
ho altre offese da dirti
e cicatrici da infliggerti.

Che ne sarà dell’aurora
priva dei tuoi lamenti?
Cosa sarà delle lacrime spese
ad implorare perdono
per un fantomatico crimine
che tu non hai commesso?

Adesso io ti penso
ed un pizzico di nostalgia
mi divora la mente
poiché tu sei distante
dalle mie mani capaci
di ridurti a brandelli.

  N° 3470 - 3 ottobre 2018

                                                  Il Custode

martedì 2 ottobre 2018

SCAVERO' UN BUCO

Scaverò un buco
nella terra d’argilla
là dentro io seppellirò
la tua voce, il tuo viso
ed i tuoi occhi fasulli.

E chiuderò col lucchetto
ogni zolla e ogni seme
perché non germoglino oltre
le tue antiche bugie
né il tuo sguardo balordo.

Userò ruggine e urina
da spargere in superficie
per dissetare i pensieri
che le tue labbra mi dissero
per dilaniare il mio cuore.

E ancora gocce di sangue
come acido sulle pareti
della tua infida anima
affinché tu non dimentichi
quello che fu il mio nome.

Infine come stella implodente
io svanirò nell’oblio
nell’assordante silenzio
con il quale hai calpestato
l’amore di cui ti ho amata.

  N° 3469 - 2 ottobre 2018

                                                    Il Custode

MAMACITA

Dal cielo piove, mamacita
pioggia di lava incandescente
e le persone, come fiammiferi
bruciano, dopo diventano cenere
gocce di oblio alla deriva
in un oceano che ribollisce.

Io ho tentato di fuggire
ma il vulcano mi braccava
e questa isola assai minuscola
non aveva alcun pertugio
dentro il quale riparare
per aver salva la mia vita.

Sicché mi sono seduto
sopra questa sabbia rovente 
e ti ho chiamata, mamacita
ma tu non mi rispondevi
allora ho compreso la tua fine
era la stessa che attendeva me.

  N° 3468 - 2 ottobre 2018

                                                   Il Custode

ADORO

Il tuo dolce sangue…
adoro vederlo sgorgare
lo porto alle mie dita
lo bevo e me ne disseto.

Bellissima ed ignara vittima
d’amore che diventa odio
tu piangi salate lacrime
che stimolano la mia follia.

Intenso è il tuo sguardo
in balìa d’un dolore acuto
sicché io ti ucciderei ancora
soltanto per poterlo rivivere.

Tu mormori il tuo silenzio
che pare una tiepida brezza
io adoro la tua dolcezza
seppure a volte irritante.

Cheta la tua sofferenza
cheta il rancore che provi
vedrai che trascorsa la vita
sarai grata alla tua dipartita.

  N° 3467 - 2 ottobre 2018

                                                   Il Custode

lunedì 1 ottobre 2018

LONTANI

Siamo lontani
due vele alla deriva
verso differenti orizzonti
e la tempesta che avanza
sovrasta le nostre parole.

Io non voglio ascoltare
la tua voce che sibila
come se fosse maestrale
che sferza, dopo percuote
la mia anima nuda.

Seguirò il tuo consiglio
e tornerò al mio crepuscolo
dove ho lasciato pensieri
e distanze incolmabili
dalla mia vita con te.

E seppure tu credi
di potermi mancare
presto ne sarai delusa
perché ciò che a me manca
è soltanto la mia solitudine.

  N° 3466 - 1 ottobre 2018

                                                   Il Custode