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domenica 9 novembre 2014

ONDE DEL LAGO

Ti attendo da molte lune
dentro una tana di volpe
seduto sopra i miei sogni
oramai sgonfie illusioni
ma ti perdono il ritardo
poiché di te non mi importa.

Da questa buca profonda
osservo la luna crescente
va e si impossessa del cielo
fatto di brina e di stelle
ma se io sospiro d’amore
non è certo per il tuo viso.

Frattanto tacciono i cani
e abbandonano la selvaggina
hanno incrociato i miei occhi
e scappano in modo confuso
la rabbia dentro le mie pupille
è dedicata al tuo cuore.

Dipinte sulla tela di tenebra
le nuvole appaiono ovatta
e volano sospinte dal vento
come fossero veloci falene
come se volessero sfuggire
l’odio che io serbo nell’animo.

Mi annusa con circospezione
un riccio diretto al cespuglio
l’alito mio è una tempesta
che sferza le spighe di grano
ed è là che io scorgo la gazza
che piange in maniera sommessa.

Da oltre i canali ed il pesco
mi giunge il tuo lieve profumo
un lembo di veste color pece
naviga la superficie del lago
tu sei morta sotto le sue onde
io, adesso, rimpiango i tuoi baci.

  N° 2812 - 28 ottobre 2014

                                                    Il Custode

CAINO

Mi annoio a morte
mentre arranco a fatica
sopra questa umida terra
fatta di argilla e di cenere.

E però annuso la brezza
vedo cambiare le stagioni
e dopo la luna e le stelle
osservo albeggiare il sole.

Eppure ho ancora timore
a maledire il Dio che mi maledì
e mi scacciò come fossi Lucifero
dal suo regno di proibizioni.

L’eden è talmente distante
e tale è anche il respiro ultimo
di mio fratello che io uccisi
a causa della mia irascibile mente.

Antenato di una stirpe di folli
io non volli compiere il gesto
ma davvero non tolleravo
l’odiosa perfezione di Abele.

Sicché sconto la condanna
d’essere stato il primo degli ultimi
nell’animo di chi mi generò
nel pensiero di chi creò il mondo.

Ma mi sovviene un sorriso
se penso che una misera mela
abbia causato il peccato originale
per cui punire l’intera umanità…

  N° 2811 - 24 ottobre 2014

                                                    Il Custode

venerdì 7 novembre 2014

VINTAGE

E d’improvviso ti vidi piangere
lacrime simili a chicchi di grano
che impattarono tolda e cambusa
della mia barchetta di carta
ed io, aggrappato alla polena
affondavo recitando poesie
dentro l’oceano tempestoso
del tuo sconfinato dolore.

Il sangue dai tuoi polsi
era un incubo che mi fustigava
cerchi concentrici sul pavimento
scivolarono con un rigagnolo
tra le fughe delle mattonelle
e gli davano un tocco vintage.

Io non rammento cosa dicesti
prima di tacere per sempre
avevo uno sguardo per ogni occasione
eppure quel giorno fu inaspettato
mi colpì mentre ero di spalle
ed io non seppi quale indossare.

Avevo un abito di cartapesta
nero quanto la notte profonda
e fra le braccia il tuo respiro
come fosse secrezione di cimice
ed una spilla sopra il mio bavero
il sapore del tuo ultimo bacio
avevo un sorriso oramai sgualcito
nell’illusione di vederti tornare.

Di certo Dio non mi garbava
infine scoprii di odiarlo davvero
con il suo volto da esteta del vizio
che recitava barzellette sconce.

Io, d’improvviso, ti vidi piangere
acido in balìa della tramontana
che, oltrepassato il mio sterno
creò foibe dentro il mio cuore.

  N° 2810 - 22 ottobre 2014

                                                    Il Custode

L'ULTIMO INCENDIO

Abbiamo perduto
briciole di antichi sorrisi
pasto per giovani allodole
eppure, sfidando la pioggia
volemmo raccoglierli tutti
ma erano oramai poltiglia.

Oltre l’oscura foresta
il bagliore dell’ultimo incendio
ed insieme alla nostra dimora
bruciarono sogni e futuro
un falò di dolore e rimpianti
e cenere sputata negli occhi.

La notte quale immenso abbaglio
e lo strazio del tuo lamento
pareva il singhiozzo di stelle
sul grembo della prima luna
frattanto il mio cuore pigiava
quasi volesse uscire a fumare.

Acqua di lago increspato
sgorgava dalle tue pupille
giungevano pipistrelli assetati
per un sorso e dopo un bacio
prendevano la via delle tenebre
con la tua bellezza dentro lo sguardo.

E l’aurora non ebbe pietà
sbirciò gli anfratti della mattina
infine si fece largo con forza
tra i residui del buio assonnato
io là da solo, ed il nostro addio
era stato tutt’altro che un sogno.

  N° 2809 - 18 ottobre 2014

                                                    Il Custode

mercoledì 5 novembre 2014

UN DISCRETO SOGNO

Adesso è la notte
fatta di sublime silenzio
una immensa distesa
abitata da scintille distanti.

Io ho sete di pace
ed ho fame di quiete
sicché scivolo inerme
dentro un discreto sogno
e adopero tenui colori
per tinteggiare i pensieri.

Onirico, quasi scontato
filastrocca da infanzia trascorsa
ed in bilico sopra la brezza
il crepuscolo è un equilibrista.

Io, con la punta del naso
annuso fragranza di stelle
che crolla sulle mie lenzuola
e si arrampica sopra il cuscino
per sussurrare segreti proibiti
dopo chiedermi i miei desideri.

Il buio è un mantello avvolgente
sono solo così come volevo
nessuna per la quale vivere
e nessuna per la quale morire.

  N° 2808 - 16 ottobre 2014

                                                    Il Custode

SENTO I SOSPIRI

Sento i sospiri
come ali di farfalle morenti
dentro i meandri della mia mente
e la polvere vola ovunque
dopo diventa argilla e cemento
diga robusta sopra i miei occhi
e le mie lacrime nel labirinto
sono oramai oceano in tempesta.

Sussurri e grida
che alimentano la mia follia
io sudo freddo, frattanto brucio
l’anima è destinata all’inferno
supplico e impreco parole vane
cicatrizzate dentro la gola.

La carezza del vento
scivola rapida sulla mia pelle
ed il dolore giunge a carpirmi
sebbene io non sappia da dove
sogghigna la luna nella notte
dopo sputa stelle e bestemmie
ho le mani legate alla schiena
e non posso proteggerti il volto.

Sia come deve essere
tra le pareti di soffice gomma
un Dio malsano pare spiarmi
da un riflesso riflesso nel cielo
io ho paura, sicché mi nascondo
ma egli sa sempre come trovarmi.

Sento i sospiri
oramai da così tanto tempo
che ho dato un nome ad ognuno
sulle labbra muco e saliva
mescolano fino a farsi mistura
io la bevo poiché voglio scordare
da quanti secoli sono impazzito
da quante vite attendo la morte.

  N° 2807 - 8 ottobre 2014

                                                  Il Custode

lunedì 3 novembre 2014

FILO SPINATO

Io vorrei raggiungerti
laddove ti sento gridare
ma il filo spinato che stringe
blocca caviglie e pensieri
e cresce che sembra edera
si arrampica sulle mie gambe
dopo lacera muscoli e carni
io affondo nel mare di sangue.

Amore che fosti la vita
e adesso mi rechi alla morte
io vorrei perdonarti
per avermi insegnato a tradirti
ma il filo spinato che stringe
riduce il mio cuore in poltiglia
dunque io non ho sentimenti
da serbare dentro lo sguardo.

Incespico sulle tue lacrime
tanto che appaiono dense
tu, ombra di gotico spettro
ti agiti nella mia anima
io vorrei proteggerti
dal baratro delle mie ingiurie
ma il filo spinato che stringe
mi ha reso cieco e insensibile.

  N° 2806 - 6 ottobre 2014

                                                  Il Custode

STREGA BAMBINA

Il volto posato con garbo
sulle radici e tra i vermi
mentre le labbra si nutrono
di terra di umida argilla.

Chiunque tu fosti, o bambina
non è che un enigma antico
strega oppure vittima ignara
dell’ignoranza dei popoli.

Saranno orgogliosi i sicari
di quel Dio nato carnefice
tiare dorate e candide tonache
per meglio occultare il peccato.

Hai l’anima imprigionata
nel labirinto del tuo dolore
frattanto che le tue imprecazioni
annegano nelle ultime lacrime.

Chiunque tu fosti, o bambina
non ebbe davvero importanza
per risparmiarti il supplizio
di morire di inedia e tortura.

Dentro un’anonima fossa
come si usa per gli animali
saranno appagati i cristiani
d’averti strappata alla vita!

  N° 2805 - 1 ottobre 2014

                                                   Il Custode

sabato 1 novembre 2014

ULTIMO DELIRIO

Ho sognato
e la terra che mi seppelliva
era un affollato crocevia
di insetti voraci e veloci.

Unghie nere di pece
e mi montava la rabbia
non le riuscivo a pulire
e pensavo cosa avrebbero pensato
le persone giunte al funerale
per un saluto o un bacio postumo.

La saliva che producevo
era bibita di ghiaccio salato
le radici di piante e di fiori
mi tentavano all’inverosimile
se mai io avessi potuto
avrei girato cartine e filtrino
e però l’aria era scarsa
i polmoni otri pieni di fori.

In quel buio fitto e pesante
i miei occhi erano torce
però la mancanza di ossigeno
spengeva le fiamme e il calore.

Mi annoiavo a morte
nessuna talpa ad ascoltarmi
né formiche con cui litigare
sicché i giorni erano pigri
tutti uguali dal primo vagito
tutti identici all’ultimo delirio.

Non mi sono svegliato
forse il sogno nel quale ero immerso
aveva un fascino irresistibile
e dei bei momenti da raccontare
nell’attesa della luce immensa
io, curioso come un bambino
attendevo di varcare il paradiso
oppure perdermi nell’inferno profondo.

  N° 2804 - 28 settembre 2014

                                                          Il Custode

SUBLIME DOLORE

Benvenuto a me
o sublime dolore
adesso che nel limbo
e con lo sguardo cieco
io commisero il passato
che non è mai trascorso
e folle dacché nacqui
io mi agito e mi adiro.

Io ti volli, io ti cercai
sicché scelsi il sentiero
cocci di vetro sul percorso
che io percorsi carponi
ed il sangue sul pavimento
non colmava la mia solitudine.

Ordunque baciami a lungo
con le tue labbra velenose
labbra irte di stalattiti
e di ghiaccio del prossimo inverno
io sento oltre il mio uscio
la tua luce verso l’oblio
io ascolto ed è bellissimo
rinunziare a questa vita.

  N° 2803 - 24 settembre 2014

                                                           Il Custode