Translate

giovedì 6 luglio 2017

IL SILENZIO DELLO SCIAMANO

Arrivarono dal grande mare
sopra tronchi di legno maestosi
ed ancora dalle terre di sotto
dove la neve si scioglieva nel cielo.

Passarono oltre il deserto e i coyotes
portati da un dio o da un demonio
con quel sorriso beffardo
di chi è il padrone del mondo.

Noi tutti ci domandammo
il segreto delle loro anime
ma né i curiosi, nemmeno gli impavidi
conobbero mai la risposta.

Allora io parlai allo sciamano
il più saggio dall’Ovest in poi
riluttante, lui, geloso del suo destino
ma gentile come le menti libere.

All’interno del suo teepee
lanciò all’aria le ossa di pollo
noi seduti, fumando e tossendo
nell’attesa di parole e sospiri.

E però lo sciamano tacque
e pianse una sola lacrima
fu allora che noi comprendemmo
che era l’alba del nostro tramonto.

La mestizia verso l’ineluttabile
sopra i volti costruiti di quercia
dei giovani, ardimentosi guerrieri
delle donne con i bambini al seguito.

Arrivarono dal grande mare
ed ancora dalle terre di sotto
e presero tutto, presero ogni cosa
a cominciare dalle nostre vite.

  N° 3294 - 6 luglio 2017

                                           Il Custode

UN PRESAGIO

E all’improvviso
accadde che io vidi
nel volo degli uccelli
nella loro fuga ordinata
per sfuggire la paura
verso il muso della collina.

Presagio di sventura
tu stavi immobile
con l’espressione appagata
di colei che pregusta
la vittoria agognata
ed oramai prossima.

Una bellissima dea
sulla bocca del Monte Calvo
ma siccome premonizione
io sapevo il mio cammino
nell’ignoto e nell’oblio
nelle tenebre profonde.

Avevo il piglio eroico
di colui che affronta
un destino che è avverso
ma i tuoi artigli di ghiaccio
i tuoi occhi di catrame
erano la mia ricompensa.

Sicché tu fosti amore
e tu fosti odio
fiamma di un candelabro
che bruciava la mia pelle
e si fermava
dopo bruciava ancora.

Eppure io adoravo
il tuo sadico supplizio
e con la penna e il calamaio
ne descrivevo i contorni
sopra il pentagramma
sulle voragini nei tuoi polsi.

E all’improvviso
accadde che io vidi
nel terrore disegnato
nello sguardo dei cerbiatti
e non seppi cosa dire
mentre mi dicevi addio.

Una statua di salsedine
io diventai tale
quando, trascorsa la notte
ritrovai la mia solitudine
con il cuore che recitava
mentre l’anima divenne muta.

  N° 3293 - 6 luglio 2017

                                          Il Custode

mercoledì 5 luglio 2017

IL TUO SANGUE MI INTRIGA

Adesso che scivola via
dalle mie mani tese
a cercare nell’erba
la eco del tuo respiro
il tuo sangue mi intriga
mi fa sentire un dio.

Tu hai pianto lacrime
di delirante singhiozzo
io le ho raccolte tutte
per portarle alle mie labbra
sapore salato, eccitante
da gustare con parsimonia.

Cerco fra le margherite
le tue parole d’amore
e chiedo aiuto alla luna
per indicarmi le zolle
sulle quali ti sono cadute
in questa notte bellissima.

Folle io lo sono da sempre
e non te ne faccio una colpa
però, in balìa dei tuoi occhi
non ho frenato il mio istinto
ecco perché stai morendo
mentre io mi sento rinascere.

Passa un cane e mi osserva
dopo riprende il sentiero
spero che non faccia menzione
né ai gatti, neppure alle stelle
perché tra i delitti commessi
tu sei la mia opera d’arte.

Il tempo di una sigaretta
di un ultimo bacio d’addio
sopra le tue guance pallide
che presto saranno di ghiaccio
ti giuro, non resterai sola
i vermi avranno cura di te.

  N° 3292 - 5 luglio 2017

                                            Il Custode

ATTENDO

Attendo nel buio
davanti ho l’intero mondo
ed osservo i gatti di strada
le falene attorno ai lampioni.

Mi piace la notte
ha quel profumo intrigante
di mistero e di solitudine
elisir per la mia anima errante.

Ascolto il silenzio
a piedi nudi per non disturbare
la luna al centro del cielo
impegnata a fare la calza.

Ci vorrebbe la pioggia
per rendere quest’atmosfera
ancora di più malinconica
o magari solamente più magica.

Ma sotto le gocce
i gatti cercherebbero riparo
le falene cadrebbero al suolo
e la luna scioglierebbe il mascara.

Però mi accontento
il vento è una nenia discreta
che canta mentre io attendo
sebbene non sappia che cosa.

  N° 3291 - 5 luglio 2017

                                            Il Custode

sabato 1 luglio 2017

BUIO E DELIRIO

Ho perso la direzione
da dove il tuo cuore gridava
davanti a me solo tenebre
oltre le tenebre, il delirio
quello che, da un’arbanella
ho sorseggiato al tuo addio.

Più avanti di diverse miglia
la polvere sale e mi invade
o forse non è che la cenere
di un antico amore che fu
e si aggrappa alle mie narici
e mi occlude il tuo profumo.

Rammento di avere rubato
la vista di un gatto morente
ma il buio è talmente fitto
che devo persino immaginare
i pensieri che stavo pensando
quando ti ho vista svanire.

Dov’è precipitata la luna
che non ne ho sentito il tonfo?
E dove le stelle e le lucciole
hanno smarrito la loro luce?
Forse dentro la tua anima
che mi permetteva di vivere.

Percorro passi alla cieca
e speranze senza destino
verso la marea e la salsedine
e tu sei dalla parte opposta
se io cadessi in una voragine
ritroverei almeno il tuo inferno.

Aspetterò il prossimo sole
è solo una questione di secoli
quelli che ho sprecato a cercarti
o trascorso dopo averti perduta
che senza di te io trovo ridicolo
l’intera vita e finanche la morte.

  N° 3290 - 1 luglio 2017

                                          Il Custode

martedì 27 giugno 2017

RAPSODIA DELLA SALAMANDRA

Ho attraversato le epoche
nascosta tra i fili dell’erba
e sotto il sole ho riposato
mutando la pelle più volte.

Ho visto, ed ancora io tremo
la crudeltà degli uomini
che maledetti dal loro Dio
sfogano beceri istinti malvagi.

Raccolta nel mio nido minuscolo
ho scritto suoni e parole
poiché tutto ciò che ho vissuto
non è cosa facile ad esprimersi.

Il fuoco che nacque per caso
e l’acqua, divinità micidiale
che posto magnifico è questo!
E viverci è un privilegio.

Attendo, ed esplode il tramonto
e sarò preda e sarò predatrice
tutto ciò che Natura ha deciso
io lo accetto giacché ineluttabile.

Chissà se avranno mai fine
i lustri di luna e di stelle?
Sulla mia pietra io rimango
ed osservo le piogge passare.

Il mio destino è un enigma
la mia vita qualcosa di astratto
e però io mi cambio di abito
ed inizio una nuova esistenza.

  N° 3289 - 27 giugno 2017

                                            Il Custode

lunedì 26 giugno 2017

QUALCUNO TI PENSA

Oltre la volta notturna
tinteggiata di nebbia
poi, con un soffio di vento
si trasforma in salsedine
laggiù qualcuno ti pensa
e da sempre ti ama.

Tra le caverne di cenere
dentro un inferno distante
dove il vagito dei demoni
diventa litania disperata
c’è un’ombra nella penombra
che ti dedicò il suo sangue.

Sulla lama della maccaia
solchi profondi sopra la pelle
cantano attempati pirati
sulla tolda delle galere
il capitano cerca nel sole
il fuoco delle tue labbra.

Ma al risveglio dal sogno
in mezzo alle spighe di grano
restano il lupo ed il falco
in riva al lago di Ophelia
laggiù qualcuno ti pensa
ed ancora muore di te.

  N° 3288 - 26 giugno 2017

                                           Il Custode

giovedì 22 giugno 2017

CONQUISTADORES

Ed alfine noi arrivammo
e scendemmo sulla battigia
dinnanzi a noi piccoli esseri
a metà tra uomini e scimmie
ci sorridevano come gli stolti
ancora ignari del proprio destino.

Seguimmo la rotta del genovese
sopra l’oceano spesso cattivo
noi, accecati delle pietre preziose
che egli recò con sé a corte
al suo ritorno dal lungo viaggio
verso le Indie ed oltre ancora.

Sopra i pennoni dei galeoni
le bandiere di Spagna danzavano
e la discreta mano del vento
le carezzava con molta cura
e chissà mai se gli indigeni
compresero quel presagio di morte.

Nelle città di oro e di gemme
gli adoratori del giaguaro e del sole
rifocillarono i nostri corpi
giacché provati dalla navigazione
ucciderli sarebbe stato assai facile
trucidarli tutti, sollazzo e necessità.

E così fu, alla settima notte
che noi tradimmo la loro fiducia
e demmo inizio alla loro mattanza
la deportazione di futuri schiavi
le civiltà degli incas e gli aztechi
si incamminarono verso il tramonto.

Il potente tuono degli archibugi
i dardi veloci delle balestre
nulla poterono i selvaggi nativi
contro la nostra sete di sangue
li sterminammo senza alcuna pietà
poiché la pietà non ci si addiceva.

<<Siamo venuti per servire Dio
per il Re e per la ricchezza!…>>
E tornammo con i vascelli carichi
e nuove terre per la Corona
seguendo la rotta del genovese
che fu la causa di un genocidio.

  N° 3287 - 22 giugno 2017

                                           Il Custode

mercoledì 21 giugno 2017

AMANTI

Scrissero pensieri
polline di pura passione
che carezzava loro la pelle.

La notte era la meta
e se la luna riempiva il cielo
l’atmosfera diventava magia
tripudio di brividi e stelle
e parole di oscena eleganza.

Fiamme si alimentavano
sul fondo dei loro sguardi
e bruciavano le falene in volo.

Erano amanti
nulla che assomigliasse
ad un amore da fiaba
solamente un desiderio intenso
capace di smuovere maree.

Poi giunse l’alba
ed una luce troppo invadente
sopra i loro corpi appagati.

E scivolò via il futuro
con il futuro, il destino
nessuna promessa da mantenere
rimase loro soltanto il ricordo
ed un graffito sulle loro anime.

  N° 3286 - 21 giugno 2017

                                            Il Custode

martedì 20 giugno 2017

NEI TUOI OCCHI ERA L'ABISSO

Nei tuoi occhi era l’abisso
quello in cui io mi specchiavo
dopo precipitavo in un lampo
dentro una marea di catrame
profumato di oblio e solitudine.

Ma bastò un solo fiammifero
ad incendiare il tuo sguardo
e la mia anima si fece torcia
credo che fu in quel momento
che io diventai folle d’amore.

Il tuo cuore vomitava parole
fredde come pareti di ghiaccio
ma io, in bilico sulla pazzia
le raccoglievo dal pavimento
e ne facevo poesie su pergamena.

Sulle mie labbra avevo il tuo viso
e davvero non desideravo altro
talmente bello da pietrificarmi
e condurmi incontro al delirio
dal quale non seppi più ritornare.

  N° 3285 - 20 giugno 2017

                                            Il Custode