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venerdì 11 settembre 2015

VIENI VIA

Vieni via, antico amore
da questo campo di croci
che ha il sapore della tua anima
dove, tra le viole annerite
si odono ancora le grida
dei cani e dei soldati morenti.

Vieni in balìa della salsedine
sopra l’onda che sale la sabbia
ed il mare diventa violento
sotto il tuono dentro il tuo cuore
che svegliò le telline ed i granchi
impegnati al loro primo riposo.

Vieni fra questi palazzi
di cartapesta e di marzapane
tu volesti seguire i tuoi incubi
e diventasti strega e fosti bellissima
che Hansel uccise la petulante sorella
per ascoltare le tue fiabe oscure.

Vieni in cima ai miei occhi
ciechi dacché ti smarrirono
e però rimase un fotogramma
dei tuoi capelli e del tuo nome
tu lo stringi fra le tue mani avvizzite
ed, egoista, non lo vuoi condividere.

Vieni che il tempo passa
e la polvere dentro la clessidra
seppellirà i miei ricordi e il dolore
ma resterà quella luna di plastica
al centro del cielo di vernice nera
che imbrattò nuvole e stelle.

Vieni…ma non è importante
il tuo inferno è un labirinto
ed il filo di Arianna ora è cenere
tra le fiamme del tuo immenso odio
io ti aspetto intanto fumo erba
mi addormento e tu non ci sei mai…

  N° 2996 - 6 settembre 2015

                                                       Il Custode

giovedì 10 settembre 2015

GOTICA SOPHIA

In fondo ai tuoi occhi
il cielo terso ed immenso
disteso sopra l’oceano
sicché la tua estrema bellezza
fa perdere il senno ai poeti.

Con la testa che gira
vortice che inghiotte i pensieri
adesso prede dentro la rete
del tuo affascinante sorriso
del tuo afrodisiaco viso.

Aristocratica e gotica
degna di un regno, Sophia
mentre i tuoi capelli dorati
meriterebbero fiori e poi baci
e carezze come brezza leggera.

L’eterno in un attimo
tu parli però non ascolto
perduto sulle tue labbra morbide
io non sento alcuna parola
solo il tuono del mio cuore impazzito.

  N° 2995 - 4 settembre 2015

                                                       Il Custode

mercoledì 9 settembre 2015

MEMORIE DI UN FOLLE

Abito i sogni perduti
dentro un deserto di lacrime
ed i granchi e la salsedine
si divertono sulla mia pelle
io li scaccio come zanzare
oramai sazie delle mie carni.

Le ginocchia sono sbucciate
da tutti quegli anni trascorsi
a supplicare il tuo misero amore
finché d’improvviso, le mie ali
hanno cominciato a vibrare
a rammentarmi che fui un demone.

Quale che sia il mio destino
è distante dal tuo sorriso
io l’ho raccontato alla fata
quel mio dolore stupido e inutile
nel mentre lei si sollazzava
con il naso del suo burattino.

Dopo ho sbirciato all’esterno
c’era il cielo oltre le sbarre
nuvole e lucciole volevano entrare
nella mia cella minuscola
e qualcuno dallo spioncino
mi spiava e rideva di me.

La camicia stringeva la schiena
ed io pensavo pensieri distratti
mi ricordo un castello di sabbia
la marea ne abbatteva le mura
io ero là, sulla torre più alta
prigioniero del tuo fottuto addio.

Venne un lampo giusto negli occhi
e raggiunse la mente allo sbando
e qualcuno dallo spioncino
mi sta spiando e forse piange per me
che oramai senza più le tue labbra
diventai folle per non morirne.

  N° 2994 - 3 settembre 2015

                                                       Il Custode

lunedì 7 settembre 2015

SUBLIME E SELVATICA

Sublime e selvatica
sicché io sono sconfitto
la tua fragranza di sesso
è un salto in fondo al baratro
è una mistura d’amore
che puzza di perdizione
di morte dietro la porta.

Eppure tu sei chi desidero
questo istinto di masochismo
mi condurrà alla pazzia
io so che quello è il mio posto
è il prezzo che devo pagare
per non rinunciare ai tuoi insulti
al tuo sguardo di maledizione.

Posa le tue lamette affilate
e scarnifica questa mia anima
tu, o macchia di tenebra
aggrappata alle mie ciglia
se vorrai avrai il mio cuore
impalato sulle tue dita
ed il sangue brucia il pavimento.

Ho imparato ad odiarti
poiché tu sei una droga potente
un sortilegio dentro una teca
dove s’agita il tuo vero nome
io lo osservo e vedo la mia fine
però, muto davanti al tuo seno
io ti lascio nutrirti di me.

  N° 2993 - 1 settembre 2015

                                                       Il Custode

domenica 6 settembre 2015

ODE ALLA LUNA

Io ti amo
o luna selvatica e sola
e la notte
quale mia antagonista
ti avvolge dentro il suo manto
le nuvole sono gelose arpie
che formano un soffice muro
per occluderti alla mia vista.

Ma tu ci sei
bellissima al centro del cielo
come se fossi un gatto
io in mezzo alla via
ti sospiro d’amore perpetuo
come un lupo sulla collina
io ti canto
ed il canto è madrigale.

Si nutre di te la marea
siccome le belle di notte
adagiate sui prati di pece
io ti annuso
ed il tuo profumo è sublime
dopo allungo le braccia ingorde
per carpire il tuo raggio intenso
che mi bacia con estrema dolcezza.

Adesso e dentro i miei occhi
tu mi desti dalle mie tenebre
e però il tuo pallore gotico
penetra gli anfratti dell’anima
sicché, o magnifica luna
io ti venero
e non posso negare
di essere folle di te.

  N° 2992 - 31 agosto 2015

                                                  Il Custode

sabato 5 settembre 2015

IL DOLORE DELL'ELEFANTE

Ho una buona memoria
e mi ricordo ogni cosa
la savana arida e rovente
e le acque dei coccodrilli
ancora la foresta intricata
dove urlavano gli scimpanzé.

Laggiù persino il leone
da sempre re incontrastato
si inchinava al mio passaggio
per una riverenza dovuta
alla mia mole, alla mia forza
ciononostante ero assai mite.

Poi sono arrivati costoro
dal volto bianco come l’avorio
ed aiutati dagli uomini d’ebano
hanno ammazzato diversi di noi
solo noi giovani sopravvivemmo
poi fummo spinti dentro le gabbie.

Da oltre le sbarre io li vedevo
gli uomini d’ebano con i machete
che infierivano sopra i cadaveri
strappando loro le zanne ed i denti
dopo ricevevano la ricompensa
il denaro macchiato del nostro sangue.

Attraversammo l’oceano immenso
fino alle terre di quei parassiti
io non so cosa fu dei miei fratelli
e mi ritrovai in questa prigione
dove in inverno è molto freddo
e il sole d’estate appare sbiadito.

Loro mi osservano da oltre le reti
ridono di me, e questo mi irrita
non sanno che piango la mia libertà
se lo sapessero non sarebbe importante
io non sono altro che un elefante
una creatura inutile da umiliare.

E mi ricordo ogni cosa
la savana dall’odore selvatico
il cielo azzurro della mia Africa
ed il ghepardo che insegue l’impala
ma nonostante la mia buona memoria
io mi sono scordato di vivere.

  N° 2991 - 30 agosto 2015

                                                  Il Custode

venerdì 4 settembre 2015

ATTENDO LA MAREA

Attendo la marea salire
a coprire questa devastazione
e davanti ai miei occhi spenti
si presenta il mio ultimo sogno
e quel sogno talmente oscuro
ha il sapore delle tue labbra.

Se ripiego nell’entroterra
scamperò alla furia dell’onda
ma morire è il disagio minore
il problema è rinascere ancora
e stringere fra i denti da latte
il pensiero di quando mi amavi.

Il mio nome è la eco del tuono
Daemon o dannato, io non ricordo
ma il mio sangue è lava bollente
acido in viaggio per le fognature
da quando mi negasti il tuo sguardo
o forse fui io a non saperlo vedere.

La mia carcassa di scricciolo
scivola via in balìa della corrente
come una serpe ho mutato la pelle
adesso posseggo un sorriso di ghiaccio
ed ali di pece, unghie di alabastro
un cuore che tace le sue paure.

Ma sotto le acque c’è un intero mondo
dentro quel mondo la tua fragranza
io credevo che tu fossi salsedine
un nero corallo, dopo spuma d’oceano
in realtà sei una ninfea appassita
che naviga docile il lago di Ophelia.

  N° 2990 - 29 agosto 2015

                                                   Il Custode

giovedì 3 settembre 2015

UN DANNATO

Mi sanguina l’anima
ed è una sensazione bellissima
io osservo le gocce cadere
dopo esplodere in mille frammenti
nell’oblio dei miei sentimenti.

Sono un dannato per scelta
dacché compresi che il mio destino
apparteneva a chiunque
e chiunque lo manipolava
allora scelsi la solitudine.

Ipocondriaco di nostalgia
la verità la sussurro alla luna
io lo so che serberà il mio segreto
lei è volubile, non certo stupida
quando mi bacia è molto sincera.

Ho un bicchiere per le mie lacrime
ma quel bicchiere è da sempre vuoto
sicché è posato sul comodino
pieno di polvere e di ragnatele
servirà per il pianto del ragno.

Sono malinconico per vocazione
ed apro il cuore con parsimonia
l’ultima volta mi è quasi sfuggito
non ne ho sentito la mancanza
ma il vuoto nel petto non mi garbava.

Riposerò sul grembo del limbo
le stanche membra, le ossa disfatte
poi riprenderò il mio cammino
a volte al Nord, altre a Ponente
comunque distante dalla mia vita.

  N° 2989 - 28 agosto 2015

                                                   Il Custode

mercoledì 2 settembre 2015

LA RAGAZZA SUL TRENO

Lei ha due occhi bellissimi
arcobaleno di luce e stupore
e con il naso sul finestrino
gioca e sorride del suo respiro.

Qualcuno crede che sia malata
ma è qualcuno di molto stupido
perché lei, seduta sulla poltrona
vive il suo mondo meraviglioso.

È solamente una sindrome
non è per niente un reato
ed il suo sguardo è sublime poesia
intenso fascino e pace profonda.

Ad ogni sobbalzo della rotaia
ad ogni ingresso nella galleria
lei si infiamma di una gioia infantile
la gioia che molti hanno scordato.

Con i capelli di terra di Siena
e le labbra fragole di dolce nettare
lei è una donna dal cuore bambino
che ti viene voglia di stringerla a te.

Poiché lei sa amare davvero
di un amore che non chiede pegno
la sua è solamente una sindrome
la sua anima è davvero speciale.

  N° 2988 - 27 agosto 2015

                                                   Il Custode

martedì 1 settembre 2015

OTERO, LA BELLA

Le tue movenze sinuose
sono veleno e sono adrenalina
che mi travolgono il cuore
poiché sei bella, Otero
fino a troncarmi il respiro.

Gemma sopra il palcoscenico
tu, con i seni perfetti
sicché i reggenti, i poeti
tutti persero il senno
per via del tuo fascino immenso.

Regina di celluloide
e causa di astio e di suicidi
quando lasciasti la Spagna
chissà mai se tu immaginavi
il tuo sfavillante destino.

Odalisca della Galizia
fino nei teatri, a Parigi
per il tuo sguardo, Otero
l’anima mia non ha scampo
tu perseveri dentro i miei occhi.

Mito del dagherrotipo
chi mai ti potrebbe emulare?
La tua grazia, la tua aristocrazia
scorrono per le tue vene
sono dipinte sulle tue labbra.

Amante dei più potenti
sogni proibito dei miserabili
poiché sei bella, Otero
sei delirio e desiderio di morte
dei demoni, perfino dei santi.

  N° 2987 - 26 agosto 2015

                                                   Il Custode