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sabato 14 aprile 2018

PERVERSA LIBIDO

Io arriverò come l’onda
che flagella le coste
nel mio corpo, il tuo corpo
affronterà la tempesta
la furia della passione
il delirio della libido.

Poiché malato di te
io sarò prigioniero perverso
diretto al monte di Venere
al timone d’un guscio di noce
scivolerò sulla tua pelle
naufrago tra i tuoi glutei perfetti.

Sorgerà una nuova luna
nel cielo dentro i tuoi occhi
io diventerò galassia morente
che implode fra le tue labbra
l’eruzione d’un violento vulcano
abuserà del tuo palato voglioso.

Infine io poserò stanco
sopra l’umida battigia salata
del tuo frutto afrodisiaco
che mi trasforma in un folle
che mi uccide dal desiderio
di perdermi dentro il tuo grembo.

  N° 3364 - 14 aprile 2018

                                               Il Custode

mercoledì 11 aprile 2018

ENTRA UN ISTANTE

Entra un istante
ho la lama affilata
ed un ghigno satanico
che mi taglia in due il viso.

Prova a convincermi
a risparmiarti la vita
adopera la tua bellezza
o la tua capacità di mentire.

Ti ho attesa a lungo
nascosto nella penombra
con un sorriso di vetro
ad illuminare la stanza.

Entra ed accomodati
intendo offrirti da bere
sangue o forse veleno
dipenderà dal mio umore.

Scegli con cura i silenzi
o le parole da dire
ma ricorda che la mia mente
non è incline al perdono.

Intanto che parli, io penso
a come fare scempio di te
entra e preparati
che voglio ancora giocare.

  N° 3363 - 11 aprile 2018

                                              Il Custode

martedì 10 aprile 2018

SINFONIA DELLA LIBELLULA CIECA

Mi aiuta il vento
a vedere oltre lo stagno
il percorso che devo seguire
dove nascono adolescenti ninfee.

Ne seguo il sospiro
che mi reca incontro al pesco
i suoi fiori sulle mie ali
sono simili a fiocchi di neve.

La rana gracida
il suo grido mi terrorizza
e però io ascolto la sua voce
e resto distante dalle sue fauci.

Ho imparato il volo
e seppure sono nata cieca
sopra il filo dell’aria leggera
io so fare evoluzioni bellissime.

Però mi rattrista
non aver visto calare il tramonto
né la magia dell’aurora nascente
al di là dei monti e delle valli.

Comunque non importa
io sono libera e vivo la natura
e non so quanti giorni mi restano
ma ognuno di essi sarà meraviglioso.

  N° 3362 - 10 aprile 2018

                                              Il Custode

ABDICO

Aspetto
poiché qualcuno, un giorno
ebbe a predirlo con enfasi
che tu saresti arrivata
recando con te la strana magia
d’un amore quasi immorale.

Ascolto
e sento il vento cianciare
romantiche frasi alla luna
le annoto sopra un foglio ingiallito
le studio come fosse un copione
per poi recitarle al tuo cuore.

Ammiro
l’acqua che increspa sul lago
e riflette il tuo corpo sottile
bellissimo cosìccome il sospiro
rubato in punta di morte
ad un’anima di rughe e ferite.

Abdico
dinnanzi al tuo viso perfetto
e mi sento alquanto perduto
sopra una roccia, nella galassia
ma nel buio ti tendo la mano
e ritrovo il coraggio di amare.

  N° 3361 - 10 aprile 2018

                                               Il Custode

lunedì 9 aprile 2018

IL SILENZIO DEL DIO


Implorò nel buio profondo
il sospiro di una preghiera
mentre annaspava ansimando
sepolto da fango e detriti.

Giungevano dalle macerie
lamento ed inutili suppliche
la montagna era stata impietosa
nel travolgere case e persone.

Crollarono anche i crocifissi
ed insieme ad essi, le chiese
eppure, con testardaggine
egli ancora invocava i suoi santi.

Abbaiavano in superficie
i cani alla ricerca della vita
intanto il cielo piangeva la pioggia
ed il dolore per chi era defunto.

Provò ad impostare un pensiero
e però il suo respiro migrava
dove scorse uno spiraglio di luce
in realtà, la visione di un folle.

E se ne andò in quella maniera
sopraffatto dalla delusione
chiuse gli occhi e dopo ascoltò
solamente il silenzio del dio.

  N° 3360 - 9 aprile 2018

                                             Il Custode

domenica 8 aprile 2018

VIENI A ME

Vieni a me
amore fatto di tenebra
e di speranze
perse nell’oblio
che trattieni fra le lacrime.

Ti aspetterò
tra le campagne di Modena
e nei sorrisi
che non dico più
da quando tu non ci sei.

Macchia di inchiostro
e ricordo che fa ancora male
vieni
e racconta che sei sempre mia
sotto il cielo
di questa notte nostalgica
fatta di gotiche nuvole
e di silenzi che ti parlerò
fino a che tu vorrai.

Sulle mie labbra
risplende il tuo ultimo bacio
quello rubato
prima del nostro addio
tra i binari
che conducevano a Genova
troppo distante dai brividi
che io vedevo
dentro gli occhi tuoi
quando tu guardavi i miei
…torna e rimani
che ho bisogno di te.

  N° 3359 - 8 aprile 2018

                                             Il Custode

sabato 7 aprile 2018

TI FARO' SENTIRE SOLA

Vivo nel mio mondo incantato
di dolori antichi e vecchie illusioni
con le parole da bere a sorsi
come veleno in fondo al bicchiere.

Danza la luna nel cielo notturno
oltre i vetri e sopra la veranda
le tenebre divorano piante e cespugli
dove il vento è indiscusso padrone.

Sicché, mia cara, tu vorresti entrare
nella mia casa, dentro il mio cuore
per poi insinuarti nella mia anima
con il pretesto del tuo folle amore.

Io prendo fiato per contemplarti
estasiato dalla tua indubbia bellezza
e dunque sia, ti lascerò entrare
tra le rughe dei miei tristi pensieri.

Il tuo sorriso è tempo sprecato
ricordarmi di te sarà mera utopia
perché io ti farò sentire sola
fino a che tu imparerai a maledirmi.

Adesso tu resti seduta in un canto
a giocare a carte con la tua delusione
diventa ruggine quel tuo folle amore
intanto io torno al mio mondo incantato.

  N° 3358 - 7 aprile 2018

                                             Il Custode

martedì 3 aprile 2018

UN SANTO PADRE

Sotto questo abito candido
il mio cuore è fuliggine
e se tu vi poni il pensiero
avrai l’anima ridotta in cenere.

Religioso per convenienza
io so sempre come irretirti
ma se tu non cedi al mio fascino
brucerai nell’inferno profondo.

E quante stupide pecore
brulicano in piazza San Pietro
troppo distanti dalla mia finestra
non scorgono ch’io sono un demone.

Ho eserciti ed ho menzogne
e guerre e crociate da inventare
come un santo io mi metto in posa
per millantare una bontà artefatta.

Padre son io, dell’umanità intera
che prendo per i fondelli
come piovra disperdo i tentacoli
sopra questo mondo ignorante.

  N° 3357 - 3 aprile 2018

                                            Il Custode

LA VIA EMILIA

Forse lei dimora laggiù
tra le rovine e le voci
che infestano il castello.

E nel buio cammina le strade
lungo la via Emilia
cerca l’evanescente anima
piange l’antico amore.

Un fantasma oppure un dolore
chi lei sarà questa notte?
I gatti nascosti nell’ombra
temono i suoi occhi di luce
e brace d’inferno distante.

Ribolle dentro i canali
l’ultima lacrima perduta
fatta di sangue e d’inchiostro
e del nome di un vecchio poeta
che scrisse agonizzanti romanze
sopra le dune della sua pelle.

Petali spazzati via dal vento
e briciole pasto di corvi
forse lei attende ancora
sull’erba della sponda del lago
parole che caddero decapitate
come gocce di stupida brina
lungo la via Emilia.

  N° 3356 - 3 aprile 2018

                                            Il Custode

lunedì 2 aprile 2018

TESEO SI PERDE

Stupido per puro amore
adesso io provo paura
tra i meandri oscuri
del labirinto di Dedalo.

Il filo che tu mi donasti
svanì tra le spire del vento
e ora da solo, o Arianna
ho perduto il senno e la via.

Ad ogni angolo io sento
il respiro del Minotauro
odore selvatico e forte
che ammorba la volta notturna.

Poiché condannato all’oblio
egli è affamato di me
la mia anima è il salvacondotto
per sfuggire le porte dell’Ade.

Forse non fu che un tranello
il filo che tu mi offristi
ed io, stupido per solo amore
da sacrificarti il mio destino.

La luna mi osserva e mi biasima
la vedo sbirciare tra i monti
giacché mi tradisti, o Arianna
a cosa mi serve il domani?

  N° 3355 - 2 aprile 2018

                                           Il Custode