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mercoledì 14 ottobre 2015

UNO SGUARDO PER CASO

Una scintilla
simile ad un colpo di falce
scese incontro alle tenebre
e le tranciò giusto al centro.

Chissà quali strani pensieri
nella sua mente distratta
che incespicò in quello sguardo
dopo cominciò a sognare.

Intanto il treno correva
le sue ruote roventi e voraci
scheggiavano i freddi binari
avevano premura di arrivare.

Il sogno…era bellissimo
quanto il viso incrociato
nessun altro in quel vagone
solamente i loro respiri.

Un uomo solo e una donna
ed un frastuono assordante
non servivano parole né nomi
bastava la luce nei loro occhi.

Intanto il treno correva
diritto verso il crepuscolo
quando ansimando d’amore
si unirono i loro corpi.

Alla fermata successiva
lei scese e svanì nella nebbia
nessun addio e quello sguardo
lui non lo vide mai più.

  N° 3021 - 6 ottobre 2015

                                                 Il Custode

martedì 13 ottobre 2015

GLI OCCHI DI UN BAMBINO

Io non conosco l’inferno
e però questo posto
gli assomiglia tantissimo…

Guardo fuori della baracca
ed io vedo calare la sera
i cani abbaiano forte
ma i soldati non berciano più.

Ma nella sera, alcune persone
si avviano verso la torre
e nessuno di loro ritorna
da dove la torre sputa
frammenti delle loro ossa
e gemme di cenere umana.

A volte, oltre il filo spinato
arrivano con le cineprese
e qualcuno mi chiama
per riprendere la mia prigionia.

Allora io sollevo la manica
del mio pigiama a righe
e rivelo il mio polso magrissimo
e là è scritto il numero
con il quale sono stato marchiato
come fossi una bestia al macello.

Non ho più padre né madre
mi rimane un fratello gemello
ma lo vedo piuttosto di rado
e solo nella stanza dell’orrore.

In quella stanza c’è lezzo di dolore
ed un dottore davvero crudele
con le lame mi scava la carne
con il fuoco chiude le mie ferite
alcuni corpi non si muovono più
il cervello si perde sul pavimento.

Esperimenti…ed inutili morti
per il delirio di onnipotenza
per il segreto della clonazione
da giocarsi sulla mia pelle.

Ma adesso e con i miei occhi
io vedo avanzare le tenebre
sento il fuoco e dopo il gelo
nutrirsi del cuore e dell'anima
sicché il mio destino al declino
diventa capitolo di Storia.

Io non conosco l’inferno
e però, seppure bambino
è là che sono morto…

  N° 3020 - 5 ottobre 2015

                                                  Il Custode

domenica 11 ottobre 2015

MIAGOLA

Miagola
il tuo canto dolce
tutta la tua solitudine
adesso che in mezzo al cielo
svanisce l’intera luna
sicché tu non sai più
a chi parlare d’amore.

  N° 3019 - 4 ottobre 2015

                                                 Il Custode

venerdì 9 ottobre 2015

TI AMEREI

Ti amerei
quanto si ama il delirio
col passo lento e indeciso
del condannato al patibolo
perché dentro i tuoi occhi vuoti
io rivedo la mia solitudine.

Sei vizio e incombenza
e masochistico desiderio
le mie vibrisse incontro alla notte
poiché ha il tuo stesso profumo
la tua fragranza stagnante
del muschio aggrappato allo scoglio.

Ma io divorerei
quelle tue labbra di gelo
preludio ad un lungo inverno
lo stesso che nel mio cuore
ha dato frutti e cristalli
ognuno con la tua immagine.

  N° 3018 - 4 ottobre 2015

                                                 Il Custode

giovedì 8 ottobre 2015

ERBA CATTIVA

Poiché l’erba cattiva
si dice che non muoia mai
io ti ho estirpata
io ti ho bruciata
ma tu sei sempre risorta
cenere e fango dinnanzi a me
con quello sguardo al vetriolo
ed il sorriso tagliente
che affondava nella mia pelle.

Vomito di lucertola
e lacrima di rondine abbattuta
era così che io ti vedevo
con gli occhi del cuore
nelle rughe dell’anima
però il tuo bellissimo viso di cera
resisteva alle mie insistenti carezze
seppure fossero fatte di lava
e di un amore troppo rovente.

Mi sputavi sentenze di strega
eterni e malvagi sortilegi
ma avevi quel buon odore
dei ricordi dentro l’oblio
in te io incontravo le tenebre
quasi un oscuro mantello
sicuramente il mio destino
quel destino talmente afrodisiaco
che mi masturbavo al solo suo pensiero.

Nella tua gola profonda
come in fondo alla foiba
il sangue divenne cristallo
una stalattite sulle tue labbra
sicché, fenice dall’oltretomba
tu mi hai distrutto
tu mi hai reso poltiglia
intanto io attendo in un canto
che tu abbia bisogno di me.

  N° 3017 - 3 ottobre 2015

                                                 Il Custode

mercoledì 7 ottobre 2015

MORITURI TE SALUTANT

La brezza è una lieve carezza
tiepida sopra i miei muscoli
e vista attraverso la mia maschera
questa arena mi appare immensa.

Il morituro ti saluta, o Cesare
l’ultimo omaggio alla tua figura
poi avverrà la sanguinosa pugna
per compiacere te ed i tuoi senatori.

Mi domando quale antagonista
mi attende sopra la terra di ocra
forse una fiera affamata e crudele
o il gladiatore della Roma maestosa.

Il morituro ti saluta, o Dittatore
che se solo io dovessi soccombere
deciderai tu il mio destino
io non chiederò clemenza alcuna.

Ancora uno sguardo verso gli spalti
ad osservare la folle eccitata
sono ebbri di morte e di violenza
i plebei invidiosi del mio coraggio.

Il morituro ti saluta, o Imperatore
frattanto che il sole diventa rovente
s’alza la polvere sotto i miei sandali
orsù…è giunto il momento di lottare.

  N° 3016 - 2 ottobre 2015

                                                 Il Custode

lunedì 5 ottobre 2015

AVEVO UN SOGNO

Avevo un sogno
adesso sommerso dal sangue
che travolge le mie parole
ferme in bilico dentro la gola
mentre io volevo dirle alla gente
accorse nelle piazze di Memphis.

Io, sotto il cielo del Tennessee
ferito a morte da un cecchino
con un solo e preciso proiettile
a creare un antro nella mia testa
dal quale scivola via la mia vita
ed ogni sogno da me coltivato.

Mentre muoio osservo le nuvole
steso sul balcone di questo hotel
che sospinte dal vento di aprile
formano un lembo di soffice ovatta
e sono belle ma hanno premura
pare vogliano sfuggire il dolore.

Cosa sarà dei miei fratelli
portati via dalle foreste africane
e tutt’ora trattati da schiavi?
Io, un fautore della non-violenza
quali argomenti potrei inventare
per mitigare la loro ira?

Ho marciato, ho sputato sudore
per convincere i fanatici e gli stolti
che i neri hanno i loro stessi diritti
e condividono i medesimi doveri
ma i pensieri da me elaborati
ora sfumano mescolandosi al piombo.

La paura…certo che io l’ho avuta
ogni qualvolta salivo sul palco
perché ero conscio che tra la folla
poteva nascondersi uno stupido folle
pronto ad uccidermi solo in virtù
della presunta supremazia bianca.

Noi non saremo mai simili
tuttavia siamo ospiti di questa terra
vorrei gridarlo però il mio respiro
si frantuma dentro i miei polmoni
adesso saprò chi c’è oltre le tenebre
ma dannazione…io avevo un sogno!

  N° 3015 - 29 settembre 2015

                                                         Il Custode

domenica 4 ottobre 2015

OGNI ISTANTE DENTRO I TUOI OCCHI

Io mi ricordo
e come sempre ti amo
come è scritto nella mia anima
che se solo potessi dirtelo
lo farei con molto garbo
con quell’estrema delicatezza
che è necessario concedere
a qualcosa di davvero prezioso

Ho desiderio di te
dunque non ho alternativa
se non quella di tenerti incatenata
dentro i miei pensieri intricati
tu ti agiti alla rinfusa
come in trappola nel labirinto
tu sei Arianna ed io Teseo
però distanti oramai molte miglia.

E comunque io lo rimpiango
ogni istante dentro i tuoi occhi
come uno scricciolo al tepore
del tuo accogliente grembo materno
dove quantunque provassi a volare
il tuo bacio sopra il mio capo
mi insegnava il vero amore
ed a restare…

  N° 3014 - 28 settembre 2015

                                                         Il Custode

sabato 3 ottobre 2015

LA TOMBA DEL FIGLIO

I fiori non hanno alcun senso
occorrono soltanto le lacrime
non c’è stato dolore più grande
a graffiare la mente ed il cuore
e qui, dentro il buio profondo
i fuochi fatui divorano l’anima.

Vorrei…ma non so come volerlo
allora rinuncio a sognare
oltre quel muro in cemento
cosa ne sarà mai stato di te?
E più forte della mia rabbia
rimane l’astio verso la vita.

L’odore dell’erba è bellissimo
contrasta con il lezzo della morte
qualcuno qui ha la lapide in marmo
come se, per chi l’ha voluta
rendesse più vivido il ricordo
dei giorni precedenti alla dipartita.

Gli occhi si abituano alle tenebre
forse è là che vedrò la tua ombra
e se soltanto tu mi fossi dinnanzi
io avrei così tante parole da dirti
che non saprei da dove iniziare
e finirei col restare in silenzio.

Però quell’addio tanto desiderato
appartiene ai folli e agli impavidi
io non posseggo tutto quel coraggio
con cui varcare l’ultima soglia
e mi allontano da questo luogo perduto
dove ho perduto il tuo dolce sorriso.

  N° 3013 - 27 settembre 2015

                                                          Il Custode

venerdì 2 ottobre 2015

IL COLORE NERO

Forse fu l’amore per la notte
o il desiderio di solitudine
che l’anima mescolò le sue carte
e scelse di essere tenebra.

Là, dove non vi era nulla
lo guidavano i propri pensieri
per camminare senza incespicare
dentro il nucleo del colore nero.

Alcune volte, come distratte scintille
le risa di stelle e le schegge di dolore
scivolavano sulla sua maglietta
e si aggrappavano alla cinta borchiata.

Si dice che la anziana luna
lo adorasse da molto tempo
in quell’uomo vedeva se stessa
quando non aveva rughe e crateri.

La prima volta che la calpestarono
fu paziente come una madre
poi comprese di dovere emigrare
e lo fece nello sguardo di lui.

La fragranza della salsedine
si inerpicava su per gli anfibi
e nascosta tra i mille anelli
osservava le sue ciglia lunghissime.

Si racconta che egli nacque dal mare
e sfuggì al regime di Atlantide
era solo come una conchiglia malata
ed era così che voleva morire.

Ma il crepuscolo era il preludio
al regno che egli aveva edificato
per ritornare come minuscolo feto
dentro l’utero del colore nero.

  N° 3012 - 26 settembre 2015

                                                          Il Custode