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lunedì 2 aprile 2018

TESEO SI PERDE

Stupido per puro amore
adesso io provo paura
tra i meandri oscuri
del labirinto di Dedalo.

Il filo che tu mi donasti
svanì tra le spire del vento
e ora da solo, o Arianna
ho perduto il senno e la via.

Ad ogni angolo io sento
il respiro del Minotauro
odore selvatico e forte
che ammorba la volta notturna.

Poiché condannato all’oblio
egli è affamato di me
la mia anima è il salvacondotto
per sfuggire le porte dell’Ade.

Forse non fu che un tranello
il filo che tu mi offristi
ed io, stupido per solo amore
da sacrificarti il mio destino.

La luna mi osserva e mi biasima
la vedo sbirciare tra i monti
giacché mi tradisti, o Arianna
a cosa mi serve il domani?

  N° 3355 - 2 aprile 2018

                                           Il Custode

mercoledì 28 marzo 2018

UN SOGNO D'AMORE

Una bellissima notte
e dentro la notte profonda
questo silenzio avvolgente
è là che io ti amo
fino a morire di te.

Io so che tu non ci sei
lo leggo dentro lo sguardo
che la pallida luna mi offre
onda di lieve tristezza
in fondo ai suoi occhi scuri.

Tornerò a sognarti
incurante del vento crudele
sopra il quale, la tua ombra
si adagia con estremo garbo
dopo svanisce all’orizzonte.

Ti avrò fino all’aurora
verso la prossima vita
e tu sarai sempre bella
l’unica e la sola padrona
del cuore e della mia anima.

  N° 3354 - 28 marzo 2018

                                               Il Custode

lunedì 26 marzo 2018

ANNUSO L'ABISSO


In fondo al baratro
a pochi battiti d’ali
mentre all’orizzonte
il sole diventa invadente
e lascia una decisa carezza
sull’orlo del precipizio.

Io mi volto
quasi che alle mie spalle
mi attendesse il passato
pronto a cambiarsi d’abito
per presentarsi più mite
al cospetto del mio futuro.

Non potrà mai essere
dunque io adesso mi arrendo
e come fossi un animale da preda
annuso l’abisso profondo
dopodichè mi lascio cadere
e di me rimane solo un pensiero.

  N° 3353 - 26 marzo 2018

                                               Il Custode

IL SUO CUORE DI STOFFA


Sicché lei promise un amore
raccolto in una conchiglia
poi rammendato con cura
con l’ago e con l’arcolaio.

Quella fu la mia prima volta
di credere in un sorriso
ma lei aveva l’intera luna
fra le sue labbra di porpora.

Io lo raccontai alla notte
il delirio nella mia anima
giacché volli averla per sempre
per un tempo che era impensabile.

La furia di un maestoso incendio
bruciò l’arcolaio ed il suo amore
e affinché lei scampasse all’oblio
io tentai, infine, di afferrarla.

Ma cieco ed oramai rassegnato
io la sentii svanire nel buio
e rimase fra le mie fredde mani
solamente il suo cuore di stoffa.

  N° 3352 - 25 marzo 2018

                                              Il Custode

lunedì 19 marzo 2018

TI CERCHERO' IN UN'ALTRA VITA

Ti cercherò senza stancarmi
sopra quel campo di battaglia
che si rivelò il nostro amore
ed infine mi quieterò
dentro i tuoi occhi rapaci
di filtri magici e riti satanici.

Con le vene gonfie di lacrime
ognuna figlia dell’onda
ti cercherò sulla riva del lago
dove tu leggi ancora le rune
dopo le racconti ai tuoi demoni
i soli che ti sanno capire.

Chiusa nel buio della tua cripta
tu evochi dalle inferriate
il vento che scuote gli alberi
poi si posa sui tuoi lievi capelli
ti cercherò in quella tempesta
che scatenasti per dirmi addio.

Una luna, una luna soltanto
ti cercherò dentro il suo raggio
nel punto in cui il grano si inchina
sotto il peso dei tuoi anfibi
tu fosti strega, io il tuo giullare
però il mio sangue non ti bastò.

Tra le micosi delle mie unghie
un frammento della pergamena
che recava scritto il tuo nome
ti cercherò sulle braci ardenti
della pira sulla quale bruciasti
proprio mentre io ti baciavo.

Ho una bussola e cento sentieri
dove morire distante da te
io scelgo quello che mi condurrà
verso un posto di docili tenebre
ti ho perduta, però non ricordo
ma ti cercherò in un’altra vita.

  N° 3351 - 19 marzo 2018

                                              Il Custode

sabato 17 marzo 2018

KHE SANH

Noi tutti fummo solo ragazzi
impauriti nelle trincee
che sentivano sotto gli anfibi
talpe o ratti scavare con furia.

Accadeva così ogni notte
fatta di luna o di umide tenebre
in cui il Charlie si preparava
a sferrare l’attacco finale.

Era il Tet, ed era il Vietnam
quando fummo destinati al macello
chissà quanti erano i vietcong?
Di certo troppi per sopravvivere.

Avemmo ricordi sui quali piangere
ed un terrore pudico e silente
forse lo stesso dei nostri nemici
forse di più…ma che cosa importa?

E tornammo, seppure non tutti
alle case, alle nostre vite
a rammentare i morti e gli storpi
noi che fummo soldati a Khe Sanh.

  N° 3350 - 16 marzo 2018

                                               Il Custode

UNA VENDETTA

Quell’amore che tu fosti
non ha alcuna importanza
adesso che stai vomitando
sangue e confusi pensieri
e quelle tue labbra violacee
sono petali oramai putrefatti.

Il mio odio è profondo
la mia anima un’antica voragine
che accoglie il rantolio
della vita che stai abbandonando
che io calpesto sotto le scarpe
fino a farne un’insulsa poltiglia.

Io ricordo qualsiasi parola
che tu hai detto per umiliarmi
probabilmente le pensi ancora
quelle tue frasi al veleno
ma se soltanto tu le avessi taciute
avresti ancora una vita da spendere.

Ma rimpiango di averti voluta
e di averti dedicato i miei giorni
però adesso osservo i tuoi occhi
sperduti in fondo all’oblio
resi ciechi come astri vuoti
ed estirpati per una vendetta.

  N° 3349 - 16 marzo 2018

                                              Il Custode

venerdì 23 febbraio 2018

NEGLI OCCHI


Hai la bellezza negli occhi
di chi ogni volta sa vincere
e conquistare l’amore
anche soltanto a pensarlo.

Io resto supino in un canto
come un gatto sopra il cuscino
e mi nutro di quelle tenebre
dipinte dentro il tuo sguardo.

Sicché il tuo silenzio mi cerca
dopo impara dove trovarmi
dove il mio cuore impazzisce
ed arranca sopra il tuo viso.

Io annaspo privo di dignità
e dimentico di essere uomo
ti supplico e ti elemosino
ancora una volta al mio fianco.

Sconfitto…ma appagato di te
non esiste morte più dolce
da raccontare alla luna
nel viaggio incontro all’oblio.

  N° 3348 - 22 febbraio 2018

                                                   Il Custode

giovedì 15 febbraio 2018

LA PROCESSIONE

Durante la notte di vento
e lampi come artigli di luce
s’avanza, la processione
marea che taglia le tenebre.

Tuoni ed imprecazioni
salgono a pungere il cielo
incatenati, i santi ed i preti
diretti alla loro ultima meta.

Emersi dagli inferi, i demoni
pregustano l’odore di morte
le croci, oramai capovolte
bruceranno la gente di Chiesa.

Sono creature assetate di sangue
che sbirciano da oltre i cespugli
le anime di streghe assassinate
vittime dell’inquisizione ignorante.

Giunta alla radura nel bosco
si arresta, la processione
i santi ed i preti malvagi
scagliano le loro maledizioni.

Dopo muoiono tra molti supplizi
invocando il loro Signore
ma sorridono le streghe ed i demoni
poiché Dio è uno di loro.

  N° 3347 - 14 febbraio 2018

                                                   Il Custode

sabato 3 febbraio 2018

L'OMBRA NEL VENTO

Io sono parte del vento
e col vento buco le nuvole
sicché adesso posso sbirciare
oltre le ciglia del cielo
e godere di una vista bellissima
verso i laghi e le pianure.

La mia anima è rarefatta
il mio corpo una spiga di grano
e però sento ancora pensieri
e ricordi oramai evanescenti
il brusio delle cicale in amore
mi distrae dai vecchi rimpianti.

Brevi istanti prima del nulla
quanto il volo di una falena
ora io viaggio incontro alla luna
e per farlo scanso le stelle
sarà la notte, dopo, forse, la luce
oltre ancora solamente l’oblio.

Mi dispiace di essere morto
ma avevo piaghe e cicatrici
proprio sulle pareti del cuore
laddove diventò solo un graffito
il bisogno d’essere amato
il desiderio d’essere odiato.

  N° 3346 - 2 febbraio 2018

                                                 Il Custode