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mercoledì 13 agosto 2014

UN POSTO IN CUI VIVERE

Portami con te
dentro il grembo lucente
del tuo stupendo amore
fa’ che io vi rimanga
quale posto in cui vivere
quale posto in cui scrivere
il principio del mio destino.

E se mai mi smarrissi
tu semina sopra il sentiero
briciole e poi sassolini
che io, seppure sia cieco
e non riuscissi a vederti
le piaghe sotto i miei piedi
mi indicheranno la via.

Prenditi il tempo che occorre
attimi o finanche secoli
però non spengere mai
la speranza che pare flebile
sebbene dentro la tempesta
trovi nuova linfa vitale
nuove emozioni da spendere.

Sicché io dirigo il timone
nell’unico punto distante
avvolto da onde maestose
fragranti del tuo intenso profumo
sei tu quel posto in cui vivere
quel posto in cui scrivere
l’epilogo della mia solitudine.

  N° 2698 - 12 dicembre 2013

                                                        Il Custode

IL VENTO CI RENDE DISTANTI

Parvenza di rugiada gelida
dispersa nell’inverno mite
io percorro le rughe di foglie
ma incespico e prendo a volare
il vento ci rende distanti
ed io ho ancora bisogno di te.

Sicché traccio sopra le nuvole
dolori e pensieri astratti
io ho questo buco nel cuore
che inghiotte l’intera mia anima
intanto il cielo era minuscolo
ma adesso è una landa sconfinata.

Amore che eri ombra e vapore
sei nebbia che occlude la notte
e la luna che pare chiamarmi
è il suono di un’arpa scordata
la vedo scagliarsi nell’onda
vestita di ovatta e salsedine.

Il mio gesso di colore porpora
stride sulla lavagna dei sogni
le spighe di grano si piegano
dove le radici paiono dolere
o forse non è che l’inchino
che dedicano alla tua bellezza.

Ho ancora nella mia tasca
il biglietto di un treno di legno
la stazione che prendeva fuoco
dunque io non potevo partire
un ordigno o un destino avverso
ed in un lampo tu non c’eri più.

  N° 2697 - 11 dicembre 2013

                                                        Il Custode

martedì 12 agosto 2014

IL DUCE

Ho amato la mia patria
in maniera tanto intensa
da peccare di ambizione
e condurla quasi al baratro
e gli italiani, ahimè
proprio come le bandiere
si inchinano alla brezza
dopo la seguono silenti.

Sicché io ho sbagliato
ne sono più che consapevole
ma non ci fu mai malafede
negli errori che io commisi.

Non fui che un sognatore
e speravo per l’Italia
tempi di ricchezza ed abbondanza
e di serena prosperità
che stupidamente credetti
di ottenere dal tedesco
che con l’esercito invincibile
spadroneggiava per l’Europa.

Io dunque chiedo venia
ai martiri di Russia e Cefalonia
ed alle mie genti tutte
trucidate dai nazisti
sono stato stolto ed ingiusto
a scegliere la via della guerra.

Un contadino della Romagna
che volea mutar l’Istoria
ma gli italiani, ahimè
proprio come le colombe
si gettano sulle briciole
che scivolano giù dal palmo
e si nutrono e si quietano
intanto scordano il passato.

Eppure, per quanto io feci
mi rimane un solo cruccio
che giammai io meritai
quell’umiliazione ignobile
di penzolare pe’ i piedi
nel piazzale di Milano
al fianco della mia Claretta
a vomitare urina e sangue.

  N° 2696 - 5 dicembre 2013

                                                       Il Custode

L'ELFO

Combatterò allo stremo
sul dorso del drago
sotto nuvole e stelle
oltre le vette ed i laghi
e con le frecce e la spada
difenderò le foreste
e le valli ed i villaggi
della terra di mezzo.

Ora si leva la eco
del nemico che avanza
orchi e demoni uniti
assetati di sangue
ma non ho alcuna paura
sono pronto a morire
e con le frecce e la spada
li scaccerò nelle tenebre.

Sopra i robusti bastioni
della fortezza nell’aria
con gli hobbit e gli gnomi
giunti dalla terra di mezzo
e sale l’adrenalina
per la lotta ed il sangue
mentre i malvagi nel fosso
muoiono imprecando dolore.

Signore di maghi e di fate
soldato di un esercito immenso
con gli hobbit e gli gnomi
con i cavalieri ed i villani
io, elfo sopra la rupe
sguardo fiero e deciso
adesso ombra che oscura il cielo
e che la leggenda abbia inizio!

  N° 2695 - 4 dicembre 2013

                                                       Il Custode

lunedì 11 agosto 2014

NUTRITI

Nutriti con i miei sogni
li ho creati apposta per te
e ne ho sprecati abbastanza
se tu non ti sentissi sazia
allora afferra la mia passione
che stretta fra le tue labbra
possiede ancora un antico sapore
ed un calore che avevo scordato.

Io sono una goccia di sangue
nell’oceano delle tue vene
dissetati della mia linfa
e punisci le mie malefatte
di quando raccolsi il pensiero
che coltivai in una notte
ed invece di regalartelo
lo lasciai appassire nel gelo.



Tu sei un soffio di vento
che soffia da molto distante
spazza via rimorso e rimpianto
ed alimenta la fiamma che arde
di quando ti raccontai l’amore
che tu attendevi da eoni
ma piuttosto che averne cura
lo lascia svanire nel silenzio.

Nutriti con la mia vita
almeno di ciò che ne resta
ho un fazzoletto e un sorriso
per salutare gli ultimi giorni
seduto, sospeso nel vuoto
osservo il tuo splendido sguardo
come se tu non ci fosti mai
e se accadde io non lo ricordo.

  N° 2694 - 30 novembre 2013

                                                          Il Custode

O CORTIGIANA

Sapienti, le tue mani
scendono sotto il mio pube
ed io, talmente confuso
ti imploro e ti supplico
di continuare il tuo gioco.

Sicché io ti contemplo
ed ammiro il tuo splendido viso
poi ancora il tuo seno morbido
che già alquanto generoso
stretto dentro il corsetto
pare sia pronto ad implodere.

L’artista, o mia cortigiana
ti fece monumentale
una tale ed immensa bellezza
che solamente i folli denigrano
soltanto i ciechi non vedono.

Non provo nemmeno a fuggire
la fragranza della tua pelle
che posa sopra la mia
né quelle tue labbra roventi
voraci dei miei capezzoli
assassine d’ogni mia remora.

Io non t’amo, o mia cortigiana
ti voglio comunque per sempre
non vidi e mai conobbi
nessuna che potesse avere
un minimo di questo tuo fascino.

Uccidimi poi rimodellami
come vorresti che io fossi
e fai che questo momento
non debba finire in un lampo
adesso in fondo alla passione
io muoio di te, o cortigiana.

  N° 2693 - 29 novembre 2013

                                                          Il Custode

domenica 10 agosto 2014

AMORE BACIAMI!

E con un filo di voce
un sospiro appena accennato
la strega cercò il coraggio
ed affrontò l’uomo da lei amato.

Lo sguardo di gatta mansueta
scendeva a sfiorare il suolo
timidezza frammista ad imbarazzo
il timore di spiccare il volo.

Labbra rosse simili a rubini
scintillavano sotto la luna
come fossero dimora di stelle
riflettevano la sua pelle bruna.

Il tempo di un respiro profondo
quasi volesse trovare il pretesto
però incespicava sul desiderio
che l’emozione rendeva maldestro.

L’uomo d’improvviso si destò
fu il profumo o forse la bellezza
sicché scelse con cura le parole
e la guardò come fosse una carezza.

Siccome il silenzio era prepotente
“Amore baciami!” Allora egli supplicò
alla strega impietrita dal disagio
che chiuse gli occhi e lo accontentò.

  N° 2692 - 21 novembre 2013

                                                         Il Custode

TIENIMI

Tienimi
dentro l’oasi sicura
del tuo irresistibile sguardo
al di là c’è l’oceano
onde enormi e fameliche
pronte a trascinarmi
nell’oblio della solitudine.

Morire capita a ognuno
questo è ineluttabile
sicché ti invoco ancora
dopo mi aggrappo al tuo amore
la sola ed ultima risorsa.

Dunque tu tienimi
sopra la morbida ovatta
delle tue labbra dolcissime
affinché io giunga al crepuscolo
pensando il tuo bellissimo viso
con cui affrontare l’addio
senza avere alcun rimpianto.

  N° 2691 - 20 novembre 2013

                                                          Il Custode

sabato 9 agosto 2014

VORREI SENTIRTI SOGNARE

Vorrei sentirti sognare
sotto una luna distratta
tanto da riempire la notte
di ogni tuo desiderio
dell’ombra del tuo pensiero.

E t’amo, oh sì che ti amo!
Quando l’ho letto sul muro
pensavo fosse una diceria
sicché ho intinto le dita
dentro l’inchiostro di stelle
di colpo una scossa violenta
mi ha fatto battere il cuore.

Carezzami con il tuo sguardo
ed io farò sì che le nuvole
diventino una coltre di fumo
da fumare per trovare il coraggio
di darti il mio primo bacio
e dirti il mio ultimo silenzio.

Il mio mantello è robusto
ed avvolge l’intera mia anima
i suoi spigoli cercano il cielo
tagliano la tela e fuoriescono.

C’è sulle mani il respiro
da consegnare al tuo seno
mentre un sentiero di rose
svanisce in balìa della brezza
l’immagine che si fa nitida
è quella della tua bellezza
che come una scintilla nel buio
mi illumina tutta quanta la vita.

  N° 2690 - 19 novembre 2013

                                                          Il Custode

PERIFERIA

Lo sguardo
insegue la periferia
e tu vorresti ancora essere là
tra gli schiamazzi dei bambini
per la via
a rincorrere la libertà
ma…

L’erba ti nasconde
e il mostro è sopra di te
tu non piangi e non imprechi
né domandi più perché
qualsiasi cosa pensi
è solamente utopia
provasti a sussurrare no
ma la mano scese e ti falciò
ti violentò
poi ti strappò alla vita
alla quale dici addio.

È caldo il sangue
come non lo sapevi
è dolce intanto l’orco lo fa suo
si accendono le luci
dove tu vivevi
ma non è più il posto tuo
più…

Le stelle e le lucciole
ora ti baciano
sulla tua pelle gelida
scendono e si adagiano
la notte è bellissima
e purtroppo l’ultima
gli dedichi quel bel sorriso
che scivola sopra il tuo viso
poi te ne vai
volti le spalle alla vita
che ti ha detto addio.

  N° 2689 - 17 novembre 2013

                                                         Il Custode