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venerdì 4 maggio 2018

SICCHE' DANTE BIASIMO' BEATRICE

Giacché tu non m’ami
o Beatrice
io sconto codesto fio
d’averti, ombra immortale
che vaga pe’ la mia mente.

Supplizio del cor mio
‘sì che ancora ti venero
da scriverti co’ la passione
nella mia tacita anima
misera pe’ il tuo rifiuto.

Sicché resti eterno rimpianto
tu che l’amor mi negasti
ch’io ho di te la visione
imperitura et dolorosa
tra li rovi dentro i miei occhi.

Ti vedo, o Beatrice
in sul sentiero del purgatorio
sopra il carro, siccome strega
trainato dapprima dal bieco grifone
dopo sospinto dalla nobile fiera.

Poiché di me ti giuocasti
or mi rifugge via il senno
che ogni mia lirica mesta
nasce dalla tua immagine
pe’ lo dolce sogno che tu fosti.

  N° 3374 - 4 maggio 2018

                                              Il Custode

SE PUOI, AMAMI

La mia vita
è là, nel tuo sguardo
e se tu chiudi gli occhi
io sprofondo ed annego
in fondo alle verdi onde
delle tue lucenti pupille.

Mi piace il tuo viso
ha un profilo bellissimo
e quelle sembianze d’amore
che io cercavo da secoli
sperduto tra ingiallite pagine
di un arcaico romanzo.

Se puoi, dunque, amami
come si ama davvero
e raccogli ciò che rimane
in bilico sui tuoi pensieri
dopo raccontami i tuoi desideri
prima che affrontino il vento.

Io, con un filo di voce
confiderò alla luna
il mio più antico segreto
la mia paura più grande
di essere stato al tuo cuore
senza mai averlo saputo.

  N° 3373 - 3 maggio 2018

                                                Il Custode

domenica 29 aprile 2018

SIBERIA

Tu ti ricordi di me?
Sono il fantoccio morto di freddo
sopra le nevi sovietiche
mentre marciavo nella bufera
diretto ai campi, in Siberia
scortato dall’armata rossa.

Io osteggiavo il comunismo
la malvagità dei compagni
il regime mi derubò di ogni cosa
dei miei affetti, dei miei averi
promise di dividerlo con il popolo
però il popolo non ebbe mai nulla.

E milioni di disperate anime
persero la dignità, poi la vita
nella distante regione dei ghiacci
nelle miniere oscure e profonde
coloro considerati nemici di classe
non ottennero alcuna pietà.

Eppure, e a distanza di anni
la mia memoria viene infangata
poiché ancora la gente si indigna
per i crimini dei nazi-fascisti
ma la mia morte è trascurata
alcune volte, addirittura, giustificata.

Ma come chiunque, io avevo sogni
distrutti per il volere di Lenin
e non si commemora che l’olocausto
quasi che io non fossi mai esistito
perché nacqui dalla parte sbagliata
rispetto a quella che governa il mondo.

  N° 3372 - 29 aprile 2018

                                               Il Custode

sabato 28 aprile 2018

UN PECCATORE

Io merito l’inferno
io ambisco alla dannazione
perché sono un peccatore
incline ad abdicare
al piacere ed alle tentazioni.

Bacco e tabacco
poiché vivere di sole virtù
non è per nulla appagante
come incamminarsi al tramonto
senza aver goduto del sole.

Del sesso e per il sesso
è così che io voglio morire
stringere a me corpi di donna
mordere loro i morbidi seni
e i capezzoli dal gusto di latte.

Io aborro la benedizione
impartita da preti fanatici
perché sono un peccatore
anima votata al demonio
al termine di questa insulsa vita.

  N° 3371 - 28 aprile 2018

                                               Il Custode

SOL LEVANTE

Il tuo sorriso elegante
è un astro assai luminoso
che attraversa la notte
diretto a sedurre la luna.

Figlia del Sol Levante
tu sei una donna bellissima
leggera come un soffio di vento
che posa sui ciliegi fioriti.

Amaro sapore di mandorlo
sulla tua pelle di raso ed ovatta
io adoro le tue movenze garbate
come danzatrice sui fiori.

Estasi e senno alla deriva
l’ombra del tuo corpo sinuoso
che mostra la sua perfezione
da dietro le pareti di carta di riso.

Figlia del saggio Giappone
dei laghetti di carpe e del loto
le tue labbra sono un delirio
che travolge la mia forza di uomo.

Sapienza di una dolce geisha
nelle tue mani di lieve farfalla
il mio cuore diventa origami
la mia anima si nutre di te.

  N° 3370 - 27 aprile 2018

                                              Il Custode

venerdì 27 aprile 2018

AMORE...

Amore sgualcito
perduto per strada
io, sulle ginocchia
aspetto che tu mi veda
rammendo i ricordi
trovati in un canto
poi torno a pensarti
e mi manchi tanto.

Amore e nient’altro
solo un soffio di luna
l’acrobazia di un illuso
a mendicare fortuna
e sanguina il cuore
verso il primo tombino
verso il mare distante
forse è quello il suo destino.

Amore…e sfuggisti
siccome fosti utopia
descrizione e rimpianto
tra le rughe di una poesia
ora, nella volta del cielo
si disegna il tuo viso
e la eco della tua voce
svaniti via all’improvviso
e diventati ferite
…per me.

  N° 3369 - 27 aprile 2018

                                                Il Custode

mercoledì 18 aprile 2018

AVRAI PAURA

Riesci a sentire, amore
il canto stonato del vento?
Si infrange sui tetti d’ardesia
tra i vicoli della città vecchia
riesci ad annusare, bambina
il tanfo della mia malvagità?

Io sono un’ombra nel buio
dallo sguardo di lupo famelico
intanto che tu torni a casa
come agnello diretto all’ovile
io sono un folle nel buio
con il cuore di pietra scolpita.

Ti volti ed allunghi il passo
il respiro rintrona per strada
avrai paura di ogni bisbiglio
che le foglie diranno al selciato
ti volti e finalmente mi vedi
un rapace dagli occhi di fiamma.

Poco sangue e molto dolore
e scintille di antiche visioni
tu che biascichi parole confuse
da lasciare i gatti interdetti
poco sangue ed il gusto d’oblio
d’improvviso tu saluti la vita.

  N° 3368 - 18 aprile 2018

                                               Il Custode

martedì 17 aprile 2018

RAPTUS

E che tu sia molto bella
è un concetto innegabile
viso che scalda il cuore
e dopo scandaglia l’anima.

In balìa delle tue parole
ecco che io perdo il senno
e baciarti è la conseguenza
amarti, un desiderio impellente.

Adesso ti domando scusa
per questo mio raptus d’amore
però voglio ancora i tuoi occhi
a navigare il mio sguardo.

E chiedo, e pretendo l’eterno
della dolce poesia che tu esprimi
per pochi, travolgenti attimi
di delirio ed immensa passione.

  N° 3367 - 17 aprile 2018

                                              Il Custode

lunedì 16 aprile 2018

BAIA DELLO SCORPIONE

Fermati in riva al mare
o mio bellissimo amore
e tra la sabbia e gli scogli
riposa dalla stanchezza
rifuggi dalla frustrazione
che avvelena il tuo cuore.

I tuoi occhi sono veloci
come fossero stelle cadenti
e mi indicheranno il cammino
laddove la tua anima brilla
ad una spanna dalla battigia
nella baia dello scorpione.

Intanto tramonta la luna
verso il respiro dell’onda
io ascolto il vento cianciare
e mi assumo la presunzione
di fare che il tuo sorriso
germogli di nuove emozioni.

Amami e sarai amata
d’un amore che non rammenti
e la salsedine sulle tue ferite
scivolerà insieme alla brezza
la passione sulle tue labbra
farà di me un impavido uomo.

  N° 3366 - 16 aprile 2018

                                                Il Custode

LA PELLE DEL DAINO

Ti annuso
ma non sento l’odore
di chi mi diede la vita.

Sono confuso, irritato
e piango sommesse lacrime
sopra le tracce di sangue
lasciate al tuo passaggio
sangue di chi io amavo
e adesso non mi parla più.

Nascosto oltre il cespuglio
provo a sbirciare
dentro i tuoi occhi ignobili
ma vedo null’altro che oblio.

Una violenta illusione
la pelle che tu scuoiasti
solamente per un tuo vezzo.

Che tu sia maledetto
adesso che abbandoni il sentiero
lasciandovi agonizzare
i daini ai quali sparasti
mentre io, orfano in fuga
affronto la mia solitudine.

Nessun dio, né giustizia alcuna
potrà lenire il mio dolore
o lavare l’onta indelebile
che infetta la tua lurida anima.

  N° 3365 - 16 aprile 2018

                                               Il Custode