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martedì 23 novembre 2021

MALA TEMPORA

Mi preparo al peggio
a questi tempi cattivi
che sono davvero vicini
e lucido il mio fucile
e faccio incetta di odio.
 
Devo scordare il passato
e combattere per il futuro
ed uccidere senza pietà
chi me lo vuole negare
chi sputa sui miei lamenti.
 
Non è più tempo di pace
della protesta composta
davvero non serve a nulla
‘ché chi mi nega la libertà
irride le mie parole pacate.

 
Cerco i bersagli migliori
coloro che muovono i fili
e con restrizioni ed offese
hanno fatto della mia mente
un turbinio di ira e di rabbia.
 
Poi sarà la volta dei deboli
di chi mi ha voltato le spalle
quando, considerato un reietto
sono stato gettato nel fango
e lasciato là ad affondare.
 
Mi accingo alla battaglia
non so in quanti mi seguiranno
non conosco il mio destino
ma sono nato senza catene
e senza catene intendo morire.

  N° 4637 - 23 novembre 2021

                                                   Il Custode

RACCONTIAMO PAURE

Raccontiamo paure
a chi non sa ascoltare
sicché delusi e nel vento
noi siamo sempre più soli.
 
All’orizzonte, i pensieri
sono gabbiani migranti
ma non c’è mare, né sabbia
sulla quale fermarsi a svernare.
 
Nessuno sa il nostro cuore
né il peso della nostra anima
a volte è un’immane tragedia
confessarne le lacrime.
 


E ci chiudiamo in noi stessi
come ricci pronti a colpire
chiunque tenti di scardinare
lo scrigno della nostra mente.
 
Noi raccontiamo paure
ma è solo tempo sprecato
poiché forse la sola realtà
è che non amiamo nessuno.

  N° 4636 - 21 novembre 2021

                                                   Il Custode

sabato 20 novembre 2021

UN LUOGO INTRICATO

Sono in un luogo intricato
all’interno della mia mente
e cerco, dentro quel paesaggio
di ritrovare chi un tempo fui
sono in un luogo astratto
fra tele di ragno e gocce di dolore.
 
Un bicchiere colmo di vodka
è in attesa sul mio tavolino
cerco di afferrarlo in ogni modo
ma svanisce fra le mie dita
un bicchiere colmo di lacrime
è l’unico nettare da sorseggiare.
 


Una lucciola mi mostra l’uscita
come se io intendessi seguirla
ma dove vivo il clima è freddissimo
ed il freddo mi mantiene sveglio
una lucciola pare voglia baciarmi
io non tollero quel gesto malsano.
 
E mi fermo, e canto qualcosa
una nenia rubata al pentagramma
qui c’è il buio, c’è la solitudine
che cos’altro potrei desiderare?
E mi fermo, mi agito e impreco
come un folle perduto in se stesso.

  N° 4635 - 20 novembre 2021

                                                         Il Custode

giovedì 18 novembre 2021

OLTRE IL BUIO

Stupide e inutili grida…
perché mai dovrei tornare
alla luce distratta e fottuta
che ottenebra i miei desideri
ed il bisogno di solitudine?
 
Qui le falene mi ascoltano
ed io ascolto il loro canto
la voce che rimbalza ovunque
come la eco di un carillon
ricomposto con cura dal ragno.
 


Se danzo non ho spettatori
sicché io non me ne vergogno
mi segue e mi fa un inchino
una libellula delle ninfee
cieca, ma innamorata di me.
 
A volte, molto timidamente
mi sporgo dal mio promontorio
vedo il vuoto, sento il dolore
di chi non ha ancora compreso
che si muore laggiù, oltre il buio.

  N° 4634 - 17 novembre 2021

                                                Il Custode

PROMETTI

Prometti che avrò le ali
oltre il tortuoso percorso
che mi condurrà al baratro
e dopo, al grande salto.
 
Confido nel tuo sguardo
che mi mostrò la via
quando osservavo il destino
che non osservava me.
 


Dimmi che tu ci sarai
dove finisce la luce
e le tenebre danzano un ballo
insieme ai fuochi fatui.
 
Mi appago del tuo ricordo
sicché imbocco il sentiero
prometti che avrò il tuo sorriso
e la morte sarà dolce da vivere.

  N° 4633 - 17 novembre 2021

                                                    Il Custode

UN AMORE COMUNE

Siamo stati vicini
una sola spanna dall’altro
un amore comune
e senza nessuna alternativa
per ricordare d’essere vivi.
 
E sotto il cielo
e sopra la sabbia
i nostri passi incrociavano
frammenti di sogni perduti
per il fascino della solitudine.
 


Ogni parola detta
era una eco profonda
che viaggiava oltre le pareti
dei nostri cuori
fino alla vetta delle labbra.
 
E non fu destino
sicché i nostri sguardi
diventarono come fotografie
ed ingiallirono a tal punto
fino ad esserci invisibili.

  N° 4632 - 15 novembre 2021

                                                     Il Custode

IL CIELO VASTO

Adesso, qui nel silenzio
io lo posso vedere
il cielo vasto
con gli occhi dell’anima
e le vibrisse del cuore.
 
Volano nuvole plumbee
e però non importa
la bellezza è nella mente
io la posso toccare
e chiuderla nella mia tasca.
 


Non mi serve niente
solo qualcosa da ricordare
e qualcuno da rimpiangere
giusto per sentirmi vivo
benché sia davvero difficile.
 
Passerà ogni cosa
e forse non resterà nulla
ma io faccio spallucce
al destino, alla mia vita
che non mi garbano affatto.

  N° 4631 - 14 novembre 2021

                                                Il Custode

giovedì 11 novembre 2021

ALL'ARMI!

Sentenziò, l’indovino
che sarebbe accaduto
quando sedette, il tiranno
sullo scranno più alto
sentenziò, e così avvenne
il principio della rivolta.
 
Giunsero dalle contrade
le genti ridotte alla fame
armate di falci e forconi
contro il fuoco degli archibugi
giunsero, e non si fermarono
davanti agli infami in uniforme.
 
Caddero in molti, in quei giorni
quando infuriò la battaglia
per le strade si mescolarono
il sangue, le lacrime e le ingiurie
caddero e non si rialzarono
e furono eroi, e poi leggenda.
 


Infine, preso il Parlamento
l’ira del vessato popolo
divenne come il mare in tempesta
che travolse ministri e fiancheggiatori
infine si quietò, la sommossa
coi traditori appesi alle piazze.
 
Dopo venne la resa dei conti
e coloro che collaborarono
al ludibrio dell’inferocita folla
furono giustiziati con rabbia
dopo venne la vendetta auspicata
da chiunque subì discriminazione.
 
E scrissero, i libri di Storia
che nulla tornò più come prima
le morti, le offese e la segregazione
non furono mai dimenticate
e scrissero, sperando fosse di monito
e però fu una guerra bellissima!

  N° 4630 - 11 novembre 2021

                                                      Il Custode

mercoledì 10 novembre 2021

SPERSO NEL CREPUSCOLO

Annuso l’aria
da qualche parte è in volo
la polvere della falena
se solo sapessi seguirla
forse io ritornerei indietro.
 
Qualcosa mi sfiora
sorride e mi sfiora ancora
un pipistrello
o magari un folletto
se lo vedessi lo ammazzerei.
 
Conto ogni starnuto
per conoscere il tempo
quanti secoli e quante notti
dacché ho attraversato la vita
fino a perdermi nel crepuscolo.
 


Coltellate e bestemmie
l’umidità intende annientarmi
io annuso l’aria
ma non riesco a percepire
la fragranza della salsedine.
 
Fanculo ogni cosa
non posso fare nient’altro
che camminare alla cieca
verso il baratro, oppure l’uscita
da questo posto senza poesia.

  N° 4629 - 10 novembre 2021

                                                     Il Custode

AMAMI ADESSO

Se tu puoi
amami adesso
domani avrò altri ricordi
pensieri che, nella mente
incidono
e generano pus.
 
Trova una maniera
là, dove si alza la nebbia
è densa, ed è buio
pronta a soffocarmi
si aggrappa ai polmoni
e li stringe con forza.
 


Se tu non potrai
io ti perdonerò
raccoglierò i tuoi resti
e li seppellirò con cura
sotto un campo di fiori
viola quanto la mia rabbia.

  N° 4628 - 9 novembre 2021

                                                   Il Custode