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martedì 16 marzo 2021

STORIA DI JOLANDA

Io lo ammetto
ho avuto paura
ma pensavo un dolore
che mi si bloccava in gola.
 
Era finita, la guerra
semina di lutti e tragedie
ma io non ero colpevole
per quegli istanti di odio.
 
Vittima dei partigiani
che si pensavano impavidi
e davanti a me, una donna
esibivano la loro virilità.
 
Gli sputi e le percosse
ed ancora torture indicibili
davvero occorre assai poco
per tramutare gli uomini in bestie?
 




Avrei voluto implorare
forse, addirittura l’ho fatto
ma si confondeva, la supplica
allo scroscio della mia urina.
 
La dignità che scemava
giacché io già lo sapevo
che non avrei avuto altro destino
che non fossi quello di morire.
 
Avvenne in una radura
e dopo il fuoco della fucilazione
il mio cadavere fu lasciato appeso
quale onta dovevo espiare?
 
Mi chiamavo Jolanda Crivelli
vent’anni appena e molti sogni
e però io non li ho vissuti
poiché non feci in tempo a pensarli.

  N° 4385 - 11 marzo 2021

                                               Il Custode

BOCCA ORIENTALE

Non mi guardare
con i tuoi occhi indecenti
che fanno della mia eccitazione
un vulcano pronto ad eruttare
occhi dal taglio orientale
tu, carne dalla lontana Corea.
 
E ti riempi la bocca
insieme alla bocca, il destino
di ciò che io ti posso offrire
lievi e distratti frammenti
di questa mia vita allo sbando
di questa passione che s’alza.
 


Nutriti della mia voglia
dissetati di ciò che schizzerà
dal mio insolente bisogno
di essere dentro il tuo palato
il resto è sentimento migrante
che non intaccherà la mia anima.

  N° 4384 - 11 marzo 2021

                                               Il Custode

LAGUNA OSCURA

Laggiù si intrecciano, i rami
oltre le sponde e i canneti
e la luna ha davvero paura
si nasconde dietro le nuvole
e rende il paesaggio spettrale.
 
Ciondola, di bianco vestita
la giovane, moribonda figura
sull’abito le macchie di sangue
nello sguardo un intenso dolore
pare sia solamente uno spettro.
 
Ronzio di zanzare nell’aria
silhouette di libellule sulla tifa
dove sarà diretta, in questa notte
l'ombra silente di donna
che attraversa la laguna oscura?
 


La mano si regge sul fianco
laddove la ferita è profonda
è là che fuoriesce la vita
che pare cercare un riparo
dall’umidità di quel paesaggio.
 
E sbanda, dopodiché cade
giusto a due passi dall’acqua
le ninfee tentano di scansarsi
ma non hanno abbastanza riflessi
e volano verso il cielo distante.
 
Lei muore in balìa delle onde
che si tingono di tinta scarlatta
e le mosche le annusano il corpo
poi in un impeto di pietoso cordoglio
le baciano il corpo e riprendono il volo.

  N° 4383 - 9 marzo 2021

                                             Il Custode

lunedì 8 marzo 2021

CUORE D'INCHIOSTRO

Ho un cuore d’inchiostro
che scivola sopra la carta
e vi disegna oscure parole
e pensieri di antichi dolori.
 
Ogni tratteggio che spendo
mi riconduce al passato
e volano via, le emozioni
le mani non le sanno fermare.
 
Ma i tuoi occhi profondi
sembrano essere la tela migliore
per queste gocce di pece
che non trattiene il mio petto.
 


Nelle mie vene è la luce
del tuo sorriso accecante
io penso silenzi improvvisi
ma tu li leggi comunque.
 
Sono nero e più della notte
quanto il sangue che offro
a te che, testarda e bellissima
continui a seguire il mio battito.
 
Ed il mio cuore d’inchiostro
si infrange sopra il tuo viso
sicché, perduto nelle mie tenebre
io non mi sentirò più solo.

  N° 4382 - 8 marzo 2021

                                              Il Custode

IL TUO CORPO E' MUSICA

Il tuo corpo è musica
melodia di forme e bellezza
che scendono nella mia vista
e vi scrivono un intero spartito.
 
Energia di chitarra elettrica
e dolcezza di dita sull’arpa
la tua voce tramuta in diapason
e dà ritmo al mio spento sorriso.
 


Sugli anfratti della tua pelle
come fra i tasti d’un pianoforte
si perdono le mani e i pensieri
ed imparano un’estasi intensa.
 
E nel silenzio della mia stanza
io t’ascolto e prendo a sognare
il tuo corpo che pare un concerto
come le onde alla riva del mare.

  N° 4381 - 8 marzo 2021

                                           Il Custode

domenica 7 marzo 2021

CANTICO DELLE SILENTI ONDE

Da qualche parte, la sabbia
profuma dei raggi di luna
sicché le vedi arrivare
le giovani e silenti onde
a giocare sulla battigia
a implorare un bacio d’amore.
 
Sembrano vestirsi a festa
con l’abito del blu più scuro
dono della elegante notte
E che indossano con grazia
quasi a voler sedurre le stelle
e coinvolgerle nei loro pensieri.
 


Spesso il mare pare sgridarle
e borbotta rimproveri agli scogli
colpevoli di averle accolte
durante le giornate di Maestrale
ma gli scogli non se ne curano
imperterriti, le accolgono ancora.
 
È così da moltissimi secoli
soltanto l’uomo non se ne avvede
passa il cielo, dispensa stagioni
e le giovani e silenti onde
inseguono testarde la spiaggia
poi, pentite, tornano all’orizzonte.

  N° 4380 - 6 marzo 2021

                                             Il Custode

FRA DI NOI

Una gran voglia d’amare
quasi che il nostro desiderio
ci attendesse in un canto
pronto a rubarci il cuore
e denudare le nostre anime.
 
Fra di noi un lieve silenzio
quiete che precede la tempesta
poi diventiamo animali selvatici
e la lotta di parole e sospiri
si trasforma in sesso sfrenato.
 
La tua bocca, alcova bollente
e la lingua, libidinosa carezza
tu rimani nella penombra
e lo fai per farmi impazzire
nella luce dei tuoi capezzoli.
 


Ho bisogno di berti con garbo
e godere della tua eccitazione
fra di noi un’intesa perfetta
corpi uniti come radici d’albero
avvinghiate alla Madre Terra.
 
E ti guardo in fondo agli occhi
hai uno sguardo peccaminoso
ed un’espressione talmente bella
che scoparti è solo il tramite
per dimostrarti quanto ti amo.

  N° 4379 - 5 marzo 2021

                                            Il Custode

LA RABBIA

Mi esplose negli occhi
quando chiamai il tuo nome
e la eco delle tue menzogne
sovrastò il canto dei grilli.
 
Perché ero stato stupido
ogni volta che io ti amai
e le mani, in balìa della rabbia
tremavano odio profondo.
 
Io provai ad evitare il tuo viso
ed il contatto con le tue mani
ma tu, come serpente subdolo
ti avvinghiavi alla mia pelle.
 


Ti guardai con ira crescente
e strinsi più forte la tua gola
d’improvviso fu bellissimo averti
mentre tu abbandonavi la vita.
 
E però ebbi un ripensamento
e decisi che non valeva la pena
e ti abbandonai alla tua solitudine
ed alla pochezza della tua anima.

  N° 4378 - 4 marzo 2021

                                            Il Custode

GLI OCCHI DEL RAGNO

Io non riesco a comprendere
qual è vera la mia vera immagine
riflessa dentro il caleidoscopio
di quei tuoi magnifici occhi.
 
Sono lame di terrificante fuoco
che fendono il buio profondo
le sento come veloci falene
violare il parquet, poi le pareti.
 
Raggiungimi, meravigliosa morte
con le tue zampe di puro velluto
io, immobilizzato dal tuo sguardo
sono una mosca impigliata nel letto.




E perduto nel tuo ultimo bacio
assaporo la mia vita che scivola
in un baratro di onde lievi e gelate
che sono fatte di confuso delirio.
 
Ma dentro i tuoi occhi di fiamma
che mesmerizzano l’intera mia vita
io trovo la pace da sempre cercata
e non rimpiango più la mia vita.

  N° 4377 - 3 marzo 2021

                                           Il Custode

UN RICHIAMO

Sono ad un passo soltanto
da dove giunge il richiamo
la porta sembra socchiusa
aprirla non sarebbe difficile
sono ad un passo soltanto
dopo imparerò volare.
 
È buio in punta del cielo
quasi che io non debba vedere
eppure conosco ogni passo
e so come spiccare il volo
è buio in punta del cielo
nessuno potrà vedermi cadere.
 


Molte anime posano al suolo
chissà cosa hanno provato
mentre, durante la caduta
rivedevano la vita perduta
Molte anime posano al suolo
chissà se c’è posto per me?
 
Io vorrei chiudere gli occhi
per non affrontare l’impatto
è codardia, o forse paura
non credo abbia importanza
io vorrei chiudere gli occhi
ci penserà la morte per me.

  N° 4376 - 1 marzo 2021

                                        Il Custode