Avvinghiati a me
al buio, nella radura
in questa unione di corpi
che mescola sangue e sudore.
Sotto la luna che osserva
sei uno spettro bellissimo
tu, col vestito tuo bianco
ballerina fra i miei artigli.
Mi perdo sui tuoi capelli
lunghi riflessi di pece
tu danzi la tua danza macabra
al battito d’ali delle falene.
Leggiadra, quasi evanescente
eppure io ti posso sentire
e gli alberi scrutano il cielo
la severità è nei loro occhi.
La litania delle tue labbra
è un canto di funebre addio
lo sanno bene i pipistrelli
che ti scortano fino alle tenebre.
Adesso io ti annuso la pelle
ed il tuo pallore è sublime
ed è vasto il mio desiderio
di ucciderti e farti immortale.
N° 4510 - 14 luglio 2021
Il Custode
Parla e racconta la tua utopia
quell’amore fra le tue dita
che scivola diretto al suolo
come sabbia di una clessidra
frantumata da un colpo di vento.
Io ascolterò le tue vene
sature di acido e di polvere
il silenzio delle tue cicatrici
sarà la maniera che tu avrai
per nasconderti oltre il dolore.
Lo so che lo chiamavi sogno
quel sogno nel quale vivevi
adesso, nell’aurora che sorge
sembra destinato a svanire
o forse attende un nuovo tramonto.
Ti sembrerò essere parco
di gocce di pioggia dagli occhi
ma è solo perché io sono fiamma
che brucia sulla tua cenere
per modellarti un destino lieve.
E tu avrai mille domande
di quelle che non hanno risposte
se non le risposte che puoi trovare
negli anfratti dei tuoi sorrisi
nelle tenebre dei tuoi ricordi.
Infine sarai chi vuoi essere
e si fottano il mondo e la luce
bella, tu, che se mai io lo dicessi
non saprei descrivere appieno
lo splendore che in realtà sei…
N° 4509 - 13 luglio 2021
Il Custode
Sono sceso all’inferno
appena per pochi istanti
soltanto per ricordare
quanto sia ingiusta la vita.
E con la penna scrivevo
sopra un taccuino d’amianto
quello che mi raccontava
un demone senza destino.
Avevo gli occhi pregni
di un silenzio mai visto
frattanto percorrevo i gironi
scortato da Dante e Virgilio.
Dov’è finita Persefone
fra questi cunicoli tetri?
E dove il frammento di anima
che ho nascosto a Lucifero?
Con la mia vista di gatto
tagliavo a metà le tenebre
dopo facevo la stessa cosa
alle mie vene pulsanti.
E morivo continuamente
ma ogni volta risuscitavo
i dannati erano esterrefatti
mentre io mi sentivo smarrito.
Adesso io cerco ancora
il filo che conduce all’uscita
dal labirinto di questi pensieri
popolati di ricordi e di dolori.
Il Minotauro lo ha divorato
sicché io sono perduto
e però questo posto mi piace
e non intendo tornare al futuro.
N° 4508 - 12 luglio 2021
Il Custode
Non ho preso le medicine
e i demoni sono tornati
adesso la mia mente vacilla
per il dolore e per la paura.
Sicché io mi rendo invisibile
nella penombra della mia stanza
poiché so che presto entreranno
alla ricerca della mia anima.
Indossano baci e finti sorrisi
con i quali provare a circuirmi
ma io li colpirò senza pietà
non appena varcata la soglia.
Eccoli arrivare, tronfi ed arroganti
sono convinti che io stia dormendo
ma come una furia gli sono addosso
e colpisco, rido e colpisco ancora.
Saltano gli occhi dalle orbite
si spezzano gli sterni oltre il petto
strappo via i cuori a mani nude
li scaravento sopra il pavimento.
Infine si quieta la mia furia
ed io, esausto, prendo le medicine
disteso sul letto osservo quei corpi
e, cazzo…ho ucciso i miei genitori!
N° 4507 - 8 luglio 2021
Il Custode
Sii falena che affronta la notte
e dentro il tuo sguardo
fatto di mille frammenti
poserai come in vetrina
la luna piena ed intera
quella che metterai in vendita
al miglior offerente.
Credi quel tanto che basta
alla carezza del buio
e dentro la vastità del cielo
sii farfalla spersa nel vento
qualcuna che sceglie i fiori
non in base alla loro bellezza
ma per il profumo della loro anima.
N° 4506 - 8 luglio 2021
Il Custode
Fu solo tempo sprecato
quell’amore che tu mi dicesti
roba tossica nella mia mente
impazzire…una conseguenza.
Noi avevamo giorni da narrare
per le strade della nostra città
ma ogni volta si alzava il vento
ed inghiottiva parole e pensieri.
Giovani, stupidi e molto distanti
i nostri sogni non combaciavano
ed io solo avevo in me l’illusione
di costruire un destino comune.
Forse fu per via della salsedine
che corrose i nostri sorrisi
tu scegliesti un percorso nuovo
io diedi sfogo alla mia dignità.
A volte, è vero, io torno a cercarti
ma sei una parentesi da cancellare
ho provato a voltarmi verso di te
senza mai più riuscire a vederti.
N° 4505 - 7 luglio 2021
Il Custode
Rendi magia le mie notti
tu che profumi d’amore
ed avrò sogni da raccontare
alla luna che pare avere fretta
sul sentiero di queste tenebre.
Avrò il desiderio di averti
sui solchi delle mie cicatrici
che con le tue labbra stupende
sarai la mia cura, il destino
ogni cosa alla quale non credo.
Ti sento sulla mia pelle
come fossi la brezza d’estate
ho attraversato il gelo d’inverno
ed il cuore, adesso, è stalattite
dentro un anfratto sperduto.
Vieni ed io ti porto al mio mare
che senza di te, quelle acque
sarebbero una distesa d’azzurro
che giunge alla riva, affamata
di un bacio che sappia d’eterno.
N° 4504 - 5 luglio 2021
Il Custode
Cinguetti come un’allodola
il tuo sottile lamento
che impatta alla finestra
e non trova una via di fuga.
A cosa potrebbe servirti
aggrapparti alla mia pietà?
Tu sai che io ne sono privo
sicché cadresti comunque.
Hai imparato a tue spese
quanto può essere doloroso
morire e non volerlo ancora
pur arrivando a desiderarlo.
Tu, chiusa nella mia stanza
completamente alla mia mercé
eppure io non ho alcuna premura
di porre fine alla tua agonia.
N° 4503 - 4 luglio 2021
Il Custode
Non c’è, in questa notte
una sola lama di luce
ed oltre la mia finestra
il vento ciancia qualcosa.
Se solo chiudessi gli occhi
potrei cominciare a sognare
lo spettro dell’ultima luna
che implose nel cielo terso.
Ma sono steso nel buio
all’ombra della mia paura
e qualcuno alita e sbuffa
in cerca della mia anima.
Se solo aprissi la mente
potrei cominciare a vedere
visioni veloci e orrorifiche
agitarsi dentro il mio sguardo.
Sicché attendo la nuova alba
che pare non debba sorgere
poiché oltre i vetri e le tende
c’è il nulla e c’è il vuoto assoluto.
N° 4502 - 2 luglio 2021
Il Custode
Fai la ninna, fai la nanna
che la mamma poi ti scanna
nella notte fredda e oscura
hai trovato la paura
la paura di morire
senza neanche un po’ soffrire…
(Cit. da
Dylan Dog)
Fai la ninna, bimbo bello
dopo apri quel cancello
e attraversa poi le porte
che conducono alla morte
tu ne ascolti il cigolio
nel tuo viaggio per l’oblio.
Fai la ninna, falla in eterno
sulle sponde dell’averno
là il tuo corpo putrefatto
vagherà per ogni anfratto
avrai mamma tua a vegliare
e a vederti agonizzare.
N° 4501 - 1° luglio 2021
Il Custode