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domenica 4 settembre 2016

IL COLORE DELLA LUNA

Io lo so che è già notte
ne riconosco il profumo
sicché alzo il capo al cielo
per comprendere se tu ci sei
per sentire il tocco sublime
dei tuoi raggi sopra il mio viso.

Cieco…così sono da sempre
ma da sempre innamorato di te
da quando, bambino e impavido
io sognavo di conquistarti
ed ascoltando i racconti di te
con la mente riuscivo a descriverti.

Hanno detto che tu sei immensa
il tuo colore esprime la luce
un contrasto che pare magia
nelle tenebre dentro il mio sguardo
ed è triste, magari anche buffo
che io non sappia cosa significhi.

Solo…così sono per scelta
ogni volta che intendo parlarti
e seduto sulla mia veranda
io ti rivelo l’intero mio cuore
e non so se tu puoi immaginare
questo mio amore paradossale.

E vorrei che non avesse fine
questa atmosfera di docile quiete
io non ti vedo però mi appartieni
tu sei parte della mia anima
dove non è per nulla utopia
restare sul tuo grembo in eterno.

  N° 3181 - 4 settembre 2016 

                                         Il Custode

UN BRUCO

La bellezza effimera
mi apparterrà un solo giorno
mesi trascorsi nel bozzolo
dopo solamente a strisciare
e, finalmente imparato il volo
sarà già tempo di morire.

Eppure io sentirò intenso
il persistente profumo dei fiori
e dalla cima del cielo planerò l’aria
una ballerina che danza tra l’erba
con l’arcobaleno sulle mie ali
prima di ritornare all’oblio.

È questo il mio disappunto
poiché la mia breve esistenza
amplifica i sensi e i desideri
e mi concede meraviglie e rimpianti
che benché io chiuda nell’animo
non mi è concesso di tramandare.

Arriverà presto la notte
e con la notte, l’ultimo respiro
ho trascorso la vita da bruco
e da farfalla vedrò una sola luna
ad una spanna dalle mie labbra
prima di cadere a baciare la terra.

  N° 3180 - 3 settembre 2016

                                                     Il Custode

sabato 3 settembre 2016

ESCO DALL'OMBRA

Silenzioso e discreto
come una serpe tra l’erba
io esco dall’ombra
e tu non mi senti arrivare.

Per fare sesso mi arrangio
la tua morte è la conseguenza
l’apoteosi dell’estasi
nel dare e ricevere oblio.

Non mi importa di te
dei sogni che tu stai pensando
mentre percorri la sera
ignara del tuo destino.

Io esco dall’ombra
pronto ad usarti ed ucciderti
che sono malato e rabbioso
ma soddisfatto di esserlo.

  N° 3179 - 3 settembre 2016

                                             Il Custode

giovedì 1 settembre 2016

L'APOCALISSE

Abito il sottosuolo
da quando l’orizzonte è esploso
ed il cielo è diventato fuliggine
che ha dipinto le case ed i mari.

Io sapevo che sarebbe accaduto
ed ho preso il gatto e il diario
ho scavato cunicoli e grotte
fino a trovare un anfratto sicuro.

La superficie odora di morte
è seminata di corpi e carcasse
animali, bambini, inutili macchine
e l’arroganza degli esseri umani.

Ero preparato all’apocalisse
sapevo che il pianeta sarebbe imploso
quando dall’Africa e dall’Asia lontana
sono arrivati sciami di insetti.

Qui mi nutro di quello che trovo
e bevo saliva dalle stalattiti
il mio gatto non è soddisfatto
e rimpiange ancora la luna.

Annoto ogni cosa nel mio diario
come se lo leggesse qualcuno
quando l’inchiostro sarà terminato
userò gocce rubate al mio sangue.

Abito il sottosuolo
ed ammetto che spesso mi annoio
sicché provo a dormire un poco
e purtroppo mi risveglio ogni volta.

  N° 3178 - 1 settembre 2016

                                           Il Custode

POEMA GIAPPONESE

Ti aspetterò ogni sera
o amore
all’ombra del pesco fiorito
e il bambù da me intagliato
sarà flauto che suona
una melodia dolcissima
con la quale io
intendo adularti.

Canterò, nel frattempo
alla luna nuova
seduto con estremo garbo
in fondo ai tuoi occhi
germogli di intensa bellezza
di mandorlo appena sbocciato
dipinti sopra il tuo viso
di geisha dal sublime fascino.

Mi sentirò solo
come un bambino sperduto
sulla via della oscura notte
supino sopra i miei sogni
a sognare la tua carezza
le tue labbra che come un drago
scendono sulla mia fronte
per un bacio che induce alla pace.

Avrò un vuoto incolmabile
al principio della mia anima
e però, con la quiete del Buddha
riempirò ogni mio istante
con il tuo meraviglioso sorriso
con il profumo di sandalo
sulla pelle di giunco sottile
afrodisiaca quanto il fugu.

Conterò durante il tramonto
sulla riva del lago silente
i fiori di loto che ondeggiano
appoggiati sulle ninfee
ed ognuno sarà un desiderio
da smorzare sopra i tuoi seni
sull’areola dei tuoi capezzoli
di boccioli di rosa selvatica.

E riposerò, alfine
i pensieri audaci e intriganti
solamente col capo adagiato
ad ascoltare il tuo cuore parlare
le parole che sono poesia
che racchiudo nel mio quaderno
e che mi rammentano te
come mia sola ragione di vita.

  N° 3177 - 1 settembre 2016

                                           Il Custode

lunedì 29 agosto 2016

IL TUO BACIO GENTILE

Scivolò nella mia tasca
come fosse una farfalla ferita
e perduta la polvere d’ali
si adagiò sopra la stoffa
in attesa di un soffio di vento
che lo recasse alle mie labbra.

Io mi domando ancora
tu che cosa pensavi
in quel pomeriggio di marzo
che odorava di ruggine e treni
mentre, confusi tra i campi
stonavano i grilli in amore.

D’improvviso io lo ritrovai
impigliato sul mio palato
ed il sapore del tuo bacio gentile
valeva quanto la vita intera
che se io fossi morto quel giorno
non avrei avuto altro rimpianto.

Preparai uno scrigno d’ottone
e nello scrigno deposi il tuo nome
tra le rose e in mezzo alle spine
per ricordare sempre il tuo viso
e raccontarlo alla luna nuova
curiosa quanto i gatti di strada.

Adesso, e sopra le mie dita
il tuo profumo è un incendio
brucia la mia anima arida
e il delirio che ho dentro gli occhi
quando guardo la notte e ti cerco
dimenticando d’essere cieco.

  N° 3176 - 29 agosto 2016

                                         Il Custode

UN TEMPLARE

Ho preservato il tuo mistero
con la spada, e con il sangue
io l’ho difeso dagli arabi
nel deserto arido, nelle moschee
fino alle porte di Gerusalemme.

Nulla fu mai più importante
del Santo Graal, del tuo Sacro sepolcro
per cui io ho ucciso e mutilato
ma non ho provato rimorso
a nessuno ho mai chiesto perdono.

Assai crudeli furono i miei nemici
tagliatori di teste privi di scrupoli
e però, in virtù della mia fede
nulla poteva darmi alcun timore
la morte…l’agognata ricompensa.

Ma, ahimé, ingabbiato come una bestia
da codesti vescovi infingardi
che hanno instaurato il terrore
per manovrare i deboli uomini
e mantenere privilegi e potere.

Io, tuo soldato impavido e leale
ora accusato di infamia ed eresia
non è così che intendevo servirti
e tu dove sei, adesso, o mio Signore
mentre è pronto per me il rogo?

Forse sarà il pensiero dei posteri
a riabilitare la mia anima errante
sicché quest’ultimo mio sacrificio
mi condurrà al tuo regno distante
che, a dire il vero, a me non importa.

  N° 3175 - 29 agosto 2016

                                       Il Custode

sabato 27 agosto 2016

L'EST

Cammino per i sentieri
diretto alla tua dimora
prima che giunga la nebbia
ad occultarmi il tuo viso.

Io mi ricordo di te
del tuo sorriso imbronciato
è dipinto sopra la luna
alla mercé delle nuvole.

Ti penso e ci sto male
il mio cuore alberga ferite
che ho poggiato sul vento
in fondo all'ultima notte.

Accendo il mio grammofono
per ascoltare la voce
con la quale parlavi d’amore
prima che diventasse utopia.

Ad est dalla salsedine
c’è ancora un ramo di salice
laddove è inciso il tuo nome
il mio è parte dell’oscurità.

Chissà…fu forse la gazza
che in un impeto di gelosia
lo raccolse e poi volò via
ad inabissarlo nel mare.

Ma mi rimane di te
un ritratto dipinto nell’anima
di carboncino e di sangue
e di rimpianto profondo.

Ad est dallo scirocco
fluttuano i fiori di pesco
io li stringo nella mia mano
ma comunque tu non ritorni.

  N° 3174 - 27 agosto 2016

                                        Il Custode

mercoledì 24 agosto 2016

PECORE

Seguo il gregge
ed il gregge segue il pastore
io ogni tanto mugugno
però è solamente finzione
perché seguo il gregge
benché mi conduca alla rovina.

Arrivano i lupi
e sembrano molto affamati
il pastore non vuole fermarli
li considera importanti risorse
ma arrivano, i lupi
e divorano i deboli agnelli.

Non mi lamento
fino a che avrò cibo e riparo
e sebbene nel mio recinto
si sta ogni giorno più stretti
comunque non mi lamento
non sono abituato a farlo.

Conosco le stagioni
passano come nuvole al vento
quindi, a burrasca trascorsa
i tempi saranno certo migliori
io conosco le stagioni
ma questa non sembra finire.

Seguo il gregge
compassato, in realtà apatico
e le morti tra le mie fila
io le accetto come fosse destino
sicché seguo il gregge
poiché così vuole il pastore.

  N° 3173 - 24 agosto 2016

                                       Il Custode

lunedì 22 agosto 2016

PLENILUNIO

Una maledizione
forse una delirante magia
ma la metamorfosi improvvisa
mi trasforma
mi rende possente e invincibile.

Tremano al mio passaggio
i grilli e i coleotteri
dopo che ho sceso la rupe
attratto dal tuo profumo
pronto a fare scempio di te.

Il mio ululato è una lama
che fende il cielo e la pianura
tu hai paura
come potrei darti torto?
Io non avrò comunque pietà.

Frantumo sterpi e foglie
calpesto formiche e marmotte
mentre ti annuso nell’aria
e sento il richiamo afrodisiaco
del tuo sangue dolcissimo.

La tua angoscia è silente
contrasta con la mia furia
e con il tuono assordante
che grida dentro il tuo petto
adesso che alfine mi vedi.

Lacero le tue carni
la tua agonia dura un istante
tu muori e io ti chiedo perdono
ma sono davvero affamato
nella notte di plenilunio.

  N° 3172 - 22 agosto 2016 

                                      Il Custode