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domenica 12 luglio 2026

UNA PORTA

Un sospiro 
il soffio di uno spiffero
gelido e scivoloso
oltre la porta socchiusa.

Vorrei guardare
dal buco della serratura 
ma rimango bloccato
da un senso di inquietudine. 

La vista rincorre 
strane visioni agghiaccianti 
c'è sangue ovunque 
e disumane, tragiche grida.

Sfioro il pomello 
che arde come la brace
la mia mano si ustiona 
e riflette l'intero inferno.
Chi c'è oltre?
Chi attende nell'altra stanza?
Adesso vorrei fuggire
ma sono sperso in un labirinto. 

Si spalanca
la porta sopra l'oblio
tutto attorno è la mia vita
frammentata sul pavimento. 

Seguo le ombre
che abitano nella mia mente
che cosa stupida è la pazzia
o forse è soltanto consapevolezza. 

Infine piango
sono lacrime di commozione 
non pensavo di poter morire
ma sono libero da ogni dolore.

  N° 5836 - 11 luglio 2026

                                      Il Custode 

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