Lucido i miei anfibi
e controllo la mia dotazione
l'elmetto, il giubbotto antiproiettile
finanche il caricatore.
e controllo la mia dotazione
l'elmetto, il giubbotto antiproiettile
finanche il caricatore.
Un ultimo bacio al gatto
uno sguardo dalla finestra
mentre fuori le fiamme si alzano
ed il fumo è acre ed è denso.
Ogni tanto odo un boato
e poi grida di immenso dolore
le bombe colpiscono
e scelgono alla rinfusa.
Io non desidero uccidere
e però ne sono costretto
né desidero morire
ma penso che sarà inevitabile.
Siamo in guerra?
È quello che mi domando
ma sono circondato da zombies
che non sanno cosa rispondere.
È cominciato tutto in silenzio
per la superficialità dei politici
e l'ignoranza dei sudditi
che non si sono mai opposti.
Le donne e gli uomini
stanno tutti a combattersi
i più fanatici si urlano in faccia
slogans da malati di mente.
Sicché io esco per strada
con la mitragliatrice a ripetizione
e sparo a chiunque incrocio
ai comunisti, i fascisti e i migranti.
con la mitragliatrice a ripetizione
e sparo a chiunque incrocio
ai comunisti, i fascisti e i migranti.
Le persone cadono
io calpesto i loro cadaveri
le loro ossa si frantumano
sotto il peso dei miei scarponi.
Giungo alla piazza principale
là è il grande assembramento
là è dove sgancio le mie granate
ed osservo gli imbecilli volare.
I più, oramai in preda al panico
scappano via senza una meta
prima rabbiosi cani alla catena
adesso paiono conigli terrorizzati.
L'odore del sangue mi inebria
cosi come il lezzo di morte
e mi siedo sul bordo del marciapiedi
poi mi accendo una sigaretta.
Siamo in guerra?
Sì, ahimè, purtroppo lo siamo
ed io non desideravo uccidere
ma nemmeno voglio morire.
N° 5845 - 22 luglio 2026
Il Custode

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