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lunedì 13 aprile 2015

LA TUA PRESENZA E' FUMO

La tua presenza è fumo
che cerco di afferrare
ma s’alza un vento gelido
dal centro delle tue parole
tu voli talmente distante
ed io, muto, ti invoco invano.

Nel buio della notte
divampa quasi fosse fiamma
una luce dai tuoi occhi
pira d’ogni mia emozione
io brucio eppur non muoio
tu sei bella sebbene spietata.

Amor che fosti amore
di quelli tratti da un romanzo
io, sulle mie ginocchia
mi pento di ogni vissuto
degli attimi in cui ti amai
dei secoli dacché mi odii.

La tua presenza è cenere
che sputi nel mio sguardo
ed io passo la mia mano
per scagliarla via da me
ma, impastata dalle lacrime
ha fatto nido fra le ciglia.

Nel silenzio della notte
rintrona dentro il mio cuore
il tuo grido di battaglia
che non ammette armistizio
io combatto per sola inerzia
per rendere miti le nostre ferite.

Amor che fosti sogno
d’un tratto diventato incubo
io spendo gli ultimi istanti
a nutrirmi di rimorso e rimpianto
il rimorso per i miei errori
il rimpianto d’averti perduta.

  N° 2881 - 12 aprile 2015

                                                 Il Custode

domenica 12 aprile 2015

NOTTE, O NOTTE

Notte, o notte
di tormento invadente
l’ombra tua che ritorna
a graffiarmi sul cuore
occhi martiri e soli
a bruciar tra le stelle
notte che non ti vedo
ma riesco a sentirti.

Sorriso di luna stanca
che saetta le tenebre
e ti inseguo nel buio
di silenzio sui monti
e ascolto il tuo sospiro
girandola persa nel vento
che profuma la notte
del tuo sguardo stupendo.

Allora uccido le ore
affinché non giunga l’aurora
ti ho smarrita nel sole
adesso abiuro la luce
ed hai lasciato parole
come macigni che ardono
ma mi narra la notte
quanto io ti amo ancora.

  N° 1623 - 12 settembre 2009

                                                          Il Custode

sabato 11 aprile 2015

LA MORTE DOLCE

Inchiodato davanti al tuo viso
aggrappato al tuo seno
amore io perdo il controllo
intanto che le tue carezze
si fanno sempre più audaci
il tocco diventa indecente.

Non sono che un burattino
tu l’artista che muove i fili
smarrito in fondo ai tuoi occhi
attanagliato alle tue labbra
amore io sono molto confuso
drogato da passione ed estasi.

Amore io sono sconfitto
ma questa è una morte dolce
sono una mosca sopra la tela
tessuta dalla tua bellezza
avvolto dentro il tuo corpo
stordito dal tuo profumo.

  N° 2880 - 11 aprile 2015

                                                 Il Custode

venerdì 10 aprile 2015

IL VESTITO DI SALEM

Soltanto una pennellata
di nero che pare la notte
sopra l’erba, il vestito di Salem
in balìa di una brezza leggera.

Nell’aria tiepida di primavera
oramai esausti i fiori di pesco
si nascondono fra i suoi capelli
si confondono sopra i capezzoli.

Gli occhi chiusi come chi dorme
di un sogno che è interminabile
lei è bellissima come nessuna
lei bagnata dall’acqua del lago.

Chissà mai quale onda pietosa
l’ha raccolta dalle ninfee
per adagiarla sopra la sponda
a nutrirsi dei raggi di sole.

Al suo fianco muore una rosa
ed uno scricciolo innamorato
la pianura luccica e brulica
di ogni spettro giunto a salutarla.

Lei è bellissima come nessuna
persino adesso benché mite e silente
mentre svanisce oltre le tenebre
alla ricerca del sorriso perduto.

  N° 2879 - 10 aprile 2015

                                                 Il Custode

giovedì 9 aprile 2015

HO COMBATTUTO

Ho combattuto
sulla terra e nella polvere
intanto sputavo sudore
vomitavo sangue e paura.

Gli umani gridavano
ebbri di adrenalina e tensione
incitavano a colpire più forte
a dilaniare muscoli e carne.

Nella fastidiosa penombra
lezzo di alcol e tabacco
ed il fumo era uno spettro
che mi artigliava la vista.

Frattanto gli umani ridevano
le banconote fra le loro mani
erano il prezzo assegnato
alla mia misera vita.

Il mio antagonista
condivideva la mia stessa rabbia
droga nei cunicoli delle vene
bastonate per indurci ad odiare.

Qualcuno fra gli umani imprecava
per la scommessa sbagliata
per ogni danaro perduto
non certo per il mio destino.

E poi fu quel dolore
al centro della mia gola
e mi hanno ceduto le gambe
la luce è svanita in un lampo.

Ho combattuto
ucciso da un altro cane
che ora riceve carezze sul capo
almeno fino alla prossima arena.

  N° 2878 - 9 aprile 2015

                                               Il Custode

mercoledì 8 aprile 2015

MISTERIA

Vorrei svelare il tuo segreto
e scoprire 
che è il medesimo
che coltivo anche io
io che mi sono smarrito
nei tuoi occhi 
di dolce filigrana
nei tuoi capelli 
di seta di montagna
ed io li carezzerei
e ti carezzerei lievemente
poggiando le dita tremanti
sulle tue guance di cotone.

Tu che sembri 
non parlare mai
cosicché io non comprendo
quale universo 
nascondi nel tuo cuore.

Io ti ho osservata
nel tuo muto 
e riservato splendore
e non lo ho fatto
non ho saputo 
parlarti d'amore...

  N° 840 - 13 aprile 1989

                                               Il Custode

martedì 7 aprile 2015

VENGO CON TE

Vengo con te
dentro la selva intricata
di pensieri e di tenebre
del tuo arcolaio incantato
io, disperato giullare
e dispensatore di piaghe
sono disposto a seguirti
sebbene cieco ed ignudo.

Dammi i tuoi occhi
li infilerò nella tasca
saranno briciole e sassi
disseminati sopra il sentiero
e guideranno i miei passi
diretti verso il tuo cuore
che batte mentre bisbiglia
che mi attendeva da secoli.

In qualche anfratto
la brezza tiene in riserbo
ogni frammento minuscolo
del tuo profumo in frantumi
che cadde sulle mie labbra
ma queste erano chiuse
per dare forma ad un bacio
da infrangere sopra il tuo nome.

E ti chiamarono strega
per me tu eri l’amore
quello che mi era caduto
dentro una pozza di lacrime
io saltavo come un bambino
ma il tuo riflesso alle spalle
fuggiva incontro alla luna
che si specchiava e annegava.

Nel labirinto del parco
le grida della mia eco
cercavano in ogni pertugio
il buio della tua stanza
io mi voltai un solo istante
a cogliere un po’ di salsedine
tu, sul dorso di un vecchio lupo
mi salutasti per sempre.

  N° 2877 - 7 aprile 2015

                                               Il Custode

domenica 5 aprile 2015

PROCLAMA DELLA FARFALLA

Sicché lei volò rapida
lasciando sopra i cespugli
la pelle ed i resti del bruco.

Le antenne a saggiare l’aria
nell’attesa della prima brezza
dopo saltò a cavallo del vento
che soffiava ad increspare il lago.

Spalancò le ali d’arcobaleno
risaltanti sopra lo stagno
poi posatasi su di una ninfea
chiamò a raccolta libellule e grilli
e le zanzare che infine tacquero.



Impettita come una regina
si schiarì con decisione la voce
affinché ciò che aveva da dire
raggiungesse i falchi distanti
gli scoiattoli nei loro nidi
ed i ricci dal passo sornione.

Fu allora che iniziò a parlare
dicendosi stanca di avere breve vita
destinata a morire tra i fiori
proprio all’apice della bellezza
fu così che arringò gli astanti
asserendo d’essere la più bella
fra le creature di madre natura.

Lei parlava il suo monologo
ricevendo applausi e consensi
però destata da quel clamore
una rana riemerse le acque
infastidita da quel cianciare
e dal proclama della farfalla
con un veloce colpo di lingua
la afferrò e la inghiottì in un istante.

  N° 2876 - 5 aprile 2015

                                               Il Custode

venerdì 3 aprile 2015

L'APPRENDISTA

Ti osservo, maestro
e sento rantolare le vittime
un sospiro distratto
a volte un lieve sussurro
ed io trattengo a fatica
il mio ghigno malvagio.

Hai una tale eleganza…
agisci con una classe immensa
il rispetto verso chi muore
è sempre la tua priorità.

Ti seguo e ti ammiro
spero di poterti emulare
voglio assaporare lo sguardo
di chi si appresta a morire
quella visione unica
che mi procura l’orgasmo.

Poi sarà la mia volta
di infierire sui corpi
ma questa attesa snervante
mi dà un piacere sublime.

Adoro la tua flemma
l’arte sopraffina
con la quale torturi la gente
dopo ne sezioni le carni
un’invidiabile atroce lentezza
che prolunga la loro agonia.

Insegnami e ti ascolterò
sarai tu il mio mentore
io il tuo fedele discepolo
finché avrò la gioia di uccidere.

  N° 2875 - 3 aprile 2015

                                               Il Custode

giovedì 2 aprile 2015

UNA DEDICA

Il tuo sangue
sotto le mie unghie
appoggiato alle mie labbra
il tuo sangue è buono
aroma di frutti di bosco
del bosco nel quale riposi.

Fra i miei denti
brandelli della tua carne
carne rossa, dolcissima
che inebria il mio palato
un pasto prelibatissimo
è ciò che rimane di te.

Un rito arcaico
a festeggiare la tua dipartita
questo amore al tramonto
e però soddisfacente delirio
sicché la mia gratitudine
ti accompagna verso le tenebre.

Sotto la terra
tu germogli come una gemma
la tua anima fende la notte
sotto la terra il tuo corpo
accarezzato da un raggio di luna
e la pioggia sopra i capezzoli.

  N° 2874 - 2 aprile 2015

                                                Il Custode