Translate

mercoledì 11 febbraio 2015

LA BALLATA DI ANTONIETTA

L'ultimo sorriso
lo ha speso per strada
dietro i suoi passi sterili
coi sogni magici
di giorni lieti
e lei dolce compagna
mentre sogna
ti racconta di un amore
da serbare.

Piccola apparenza umida
di una lacrima
o forse un mezzo sorriso
non potresti fare a meno di lei
del suo gioco un po’ distratto
con te
cosa importa se non dice
tutto quello che ha nel cuore
basta crederci sempre
e lei te lo dimostrerà
ti darà primavere.

E poi fermerà le stelle
sopra i giorni tuoi
i colori suoi più belli
certo tu li avrai
e certo li conserverai.

Lei non ha mai paura
sa che non conta
piangere invano
e spezza catene
di inutili crisi
perché la vita
non torna indietro
morire...non sarà mai.

Così cammina sola la sera
quando l'aria è fragile
ed il vento non spira crimini
né violenze
che lei parla piano
ad un gabbiano bianco.

Lei ti offre la sua ultima carta
per cercare di salvarti
quando non hai molto tempo
per curarti del tuo cuore
allora lei ti è vicina
e dice: "Non andare via..."
e lo fa con ragione
perché ci sarà un domani
su di lei
lei lo cerca con coraggio
perché c'è
forse lo serberà per te
forse lo cercherà con te.

  N° 724 - 20 gennaio 1987

                                                   Il Custode

martedì 10 febbraio 2015

LA LUNA NUOVA

Disperato per vocazione
adesso si sente a disagio
poiché questa notte tranquilla
non è quello che auspicava
per piangere lacrime antiche
e tenere i sorrisi in disparte.

Sicché ascolta i grilli cantare
un canto che lo infastidisce
e non è che la eco distante
del frinire delle cicale
e con la benzina e i fiammiferi
dà fuoco e li osserva bruciare.

Tra i frammenti della luna nuova
si alza il latrato dei cani
e se soltanto ne avesse il tempo
ucciderebbe chiunque egli incontri
si tratti di adulti oppure bambini
la differenza sarebbe irrilevante.

Lo aveva scritto sotto le unghie
che l’amore era alquanto ridicolo
ma ogni tanto passava qualcuna
a contraddire le sue parole
col pugnale le strappava il cuore
lo calpestava a ridurlo in poltiglia.

Infine fugge tra colline e sentieri
rincorso dall’ombra del pentimento
qualcuno domanda alla folla
dove sia diretto con tanta premura
nessuno risponde, nessuno lo sa
del resto egli è un pazzo furioso!

  N° 2851 - 9 febbraio 2015

                                                    Il Custode

lunedì 9 febbraio 2015

IL GIOCO DELLA PUTTANA

Come un viscido ragno
padrona nella sua tela
intanto le prede ruotano
fra le sue zampe di acido
adesso le avvolgono strette
e non consentono fuga.

Lei è vestita di tenebra
lei è plasmata del nulla
e per trovare la linfa
che le permetta di esistere
deve rubarla a chiunque
senza pietà né rimorso.

Puttana bellissima e falsa
oramai esperta del gioco
sapienza della seduzione
intanto che stringe il pugnale
fra le sue mani di strega
nascoste dietro la schiena.

Abituata a viaggiare la notte
come fosse un uccello rapace
ecco che abiura la luce
poiché mostrerebbe il suo volto
volto capace di uccidere
dopo averti mentito d’amore.

Destino di solitudine
l’attende oltre lo schermo
puttana infida e misera
così come è la sua vita
con i tagli mai troppo profondi
per poter veramente morire.

Demone in cerca di anime
da sacrificare al suo ego
e però talmente crudele
che nemmeno il fuoco infernale
sarebbe in grado di sciogliere
il ghiaccio dentro al suo cuore.

  N° 2013 - 16 marzo 2012

                                                  Il Custode

domenica 8 febbraio 2015

GEMELLI SIAMESI

Ho visto il vuoto dentro me
come stelle cadenti
noi siamo volati via
camminammo sul fuoco
e niente è cambiato tra noi
…lame di ghiaccio i tuoi occhi
bianchi e invecchiati i miei sogni.

Abbiamo percorso sentieri di spine
e non siamo arrivati mai
ma per chi ci osservava
eravamo gemelli siamesi
incoscientemente indivisibili.

All’improvviso non c'era più tempo
come acqua sporca tra le mie mani
tu mi hai bagnato
e poi ti sei dissolta
ed i raggi del sole
ti hanno asciugata
portandoti lontana da me
...troppo lontana da me...

Ed ora lasciami morire
qualcuno rammenterà la mia voce
abbiamo valicato l'oceano delle sofferenze
ma tu non parlavi mai
ed il tuo sorriso
strideva
come il battito d’ali
di una farfalla morente.

Ed ora tu non conti più
io non sento più il bisogno di te
tu non sei più niente
un destino già usato
un destino consumato.

Ed è rimasto il vuoto dentro me
questo vuoto profondamente incolmabile
perché, pur camminando sul fuoco
niente è cambiato tra noi
...non è rimasto niente tra noi...
...non è rimasto niente di noi...

           Gemelli siamesi...oh sì...
           ma solo in apparenza...

  N° 875 - 3 agosto 1989

                                              Il Custode

sabato 7 febbraio 2015

FAMMI FUMARE

Conchiglie di mare
negli occhi il tramonto
non sento più male
ed il mondo è là in fondo.

Il mondo è una bugia
che chiude il tuo tempo
avrò nostalgia
ma adesso c'è il vento.

Che strano paesaggio
di nuvole e colori
è assurdo qui il fraseggio
sono dentro o sono fuori?

Mi sento allucinato
ma sono soddisfatto
mio Dio, quanto ho fumato!
Sono proprio fatto.

Cosa dice oggi la gente?
Non riesco a decifrare
la canna mi consente
di crederla normale.

E' viola questo cielo
o viola è l'autostrada?
Negli occhi ho come un velo
è lacrima o rugiada?

Ho perso la speranza
di un futuro che si può amare
e chiuso in questa stanza
credo che ricomincerò a fumare.

  N° 349 - 4 marzo 1983

                                             Il Custode

venerdì 6 febbraio 2015

SCENDO LA VORAGINE

Scendo la voragine
alcune volte inciampo
ma mi rialzo in fretta
poiché ho la mia meta
e la devo perseguire.

Mi sbuccio le ginocchia
mi ferisco le mani
e però non mi importa
il mio sguardo si fa luce
e fende a metà le tenebre.

Ho stalagmiti di sorrisi
come artigli alle pareti
ed il percorso che percorro
pare non avere fine
io, comunque, devo arrivare.

Adesso e a miglia di distanza
laddove io sono partito
la luna sbircia i miei pensieri
e racconta a stelle e nuvole
questa mia ultima follia.

Eppure io l’ho vista cadere
mentre danzava in bilico
sul precipizio del dolore
e si è infranta come un demone
nel silenzio del suo inferno.

Mi è rimasto soltanto il vuoto
il nulla che odora di oblio
giusto al centro del petto
tra gli anfratti nauseabondi
delle parole oramai cenere.

Scendo la voragine
fino a dove ha impattato
la mia anima migrante
io lo so, è là nel buio
dentro il buio mio destino.

  N° 2850 - 6 febbraio 2015

                                                     Il Custode

giovedì 5 febbraio 2015

E' FINITA

E' finita
ed ha bruciato tutti i sogni di gloria
sembrava vita
ed ora viaggia per un'altra storia.

Puoi sentirmi
come in fondo non mi hai mai ascoltato?
Non scordarmi
ma in fondo so che mi hai già scordato.

Il silenzio ha recato il tempo del rimpianto
lasciandosi alle spalle un litigio troppo violento
credevo di conoscerti, ma chi sa la verità?
Credevo di conoscermi, ma ora quale senso ha?

Piango ancora
come non credevo di saperlo fare
solo un'ora
forse basta per non lasciarmi andare.

Quest’addio mi ha trovato impreparato
afferrandomi quando non me lo sarei aspettato
forse ho dato troppo in fretta il mio parere
per poi ricevere solo calci nel sedere.

Passerà
com’è passata tutta una vita
cambierà
ma per adesso è finita.

  N° 393 - 20 luglio 1983

                                              Il Custode

mercoledì 4 febbraio 2015

DA MORIRE

Dentro i suoi occhi
e nella sua mente
tra scintille pungenti
ecco tornare ancora
il viso di lei
quel suo viso stupendo
ed il suo sorriso
come lo ricordava.

Sotto la pioggia
nel vortice del vento
volano come farfalle morenti
lacrime di gelida brezza
e non servono a nulla
lei gli manca davvero
e lui continua ad amarla
da morire.

Dentro ogni suo sogno
in fondo ai suoi ricordi
lei è bella come sempre
da non poterla scordare
e non c’è alcun rifugio
in cui lui può sfuggire
il profumo di lei
sparso nel suo universo.

In balìa del dolore
la sofferenza struggente
crollano come foglie appassite
parole di calda passione
quelle mai state dette
e lei gli manca davvero
e lui non smette di amarla
da morire.

  N° 1725 - 17 giugno 2010

                                                  Il Custode

martedì 3 febbraio 2015

UN RUMORE

Poiché la notte è silente
è una distesa sconfinata
fatta di pece maleodorante
e di pace che annienta l’anima
poiché la notte è discreta
io sento e provo quasi paura.

E cala con un frastuono
un tuono che perde la presa
si era aggrappato alla luna
ma il vento fu troppo violento
e cala giù come un sipario
oltre gli applausi del pubblico.

Io mi muovo nel buio fitto
attirato dal profumo di lacrima
c’era un letto in questa stanza
ed alle pareti il tuo respiro
io mi muovo con circospezione
come un gatto annuso l’aria.

Non comprendo cosa è accaduto
ma è accaduto talmente in fretta
che nel mentre io lo raccontavo
lo scenario cambiava in un lampo
non comprendo tutto quel sangue
nei tuoi occhi e sulle mie labbra.

E per ultimo fu quello stridore
il mio dolore che prendeva fuoco
e cadeva simile a lava bollente
io bruciavo e mi maledicevo
e per ultimo fu un solo rumore
il sospiro del tuo cuore morente.

  N° 2849 - 2 febbraio 2015

                                                     Il Custode

lunedì 2 febbraio 2015

LAOGAI

Sputo sudore
tra i campi ed i canali
dove le piantine di riso
germogliano lacrime e rabbia
dove il sole è rovente
e penetra nella mia carne.

Io resto immerso
dentro la putrida acqua
ed osservo chi impreca
coloro che oramai esausti
vengono giustiziati e finiti
con un colpo di fucile alla nuca.

Ed ancora nelle miniere
tra cunicoli che pare l’inferno
ed il cuore dei carcerieri
è pietra dura e tagliente
l’aria è talmente sottile
che si respira con parsimonia.

Io resto nel buio
un’ombra dentro gli anfratti
ed ascolto chi supplica
coloro che non vogliono morire
gli oppositori del comunismo
che svaniscono sotto la terra.

Ovunque è il laogai
un infinito campo di sterminio
che si estende per la Cina intera
un’immensa semina di morti
di cadaveri in putrefazione
per la mente malata di Mao.

Io resto in ginocchio
raccolto come un fiore di loto
adesso è giunto il mio turno
di espiare non so quale colpa
e sento uno sparo, poi il fuoco
infine mi inoltro nel nulla.

  N° 2848 - 1 febbraio 2015

                                                    Il Custode