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giovedì 7 novembre 2019

UN VOLO

Ricordo la luna
Immensa tra i monti
E talmente bella
Da mozzare il fiato
Io allungai la mia mano
E tentai di accarezzarla
Ma in bilico sopra la notte
Precipitai verso il mare
Fu allora che, probabilmente
Io imparai a volare
E mi smarrii
In un pensiero fatto del nulla.

  N° 3852 - 6 novembre 2019

                                                    Il Custode

martedì 5 novembre 2019

NELLA STANZA DEI GIOCHI

Seguimi nella follia
io ho bisogno di averti
legata alle catene a muro
in questo angusto locale.

Sento che tu hai paura
e questo non può che eccitarmi
il tuo sangue è un richiamo
al quale non so resistere.

Sei nuda, e sei bellissima
e fragile fra le mie mani
mentre si contrae, il tuo viso
in smorfie di estremo dolore.

Pensi, e maledici te stessa
per la tua stupida ingenuità
intanto, fra atrocità indicibili
ti incammini verso la morte.

Legata alle catene a muro
tu agonizzi gli ultimi rantolii
ma non avresti dovuto seguirmi
nella mia stanza dei giochi.

  N° 3851 - 5 novembre 2019

                                                    Il Custode

LA DONNA DELLA PIOGGIA

Vieni nella nostra casa
fermati dentro il mio cuore
ed avrò occhi soltanto
per il tuo bellissimo viso
rigato di pioggia e malinconia.

Da sola, in fondo alla sera
sei un incanto sotto la luna
e in un attimo ho perso il senno
da invitarti nella mia vita
ed aprirti le porte dell’anima.

Appaga la mia astinenza
delle tue labbra meravigliose
che scendono sulla mia pelle
e mi procurano brividi
e scosse di violenta adrenalina.

Ti vedo, e sembri un amore
in realtà è soltanto passione
però ha una tale forza
che pare diluvio e tormenta
e travolge le mie barricate.

Da soli, durante la notte
il mondo è un’incombenza
perché è qui che desidero stare
fino a che tu lo vorrai
fino a che io potrò essere.

  N° 3850 - 5 novembre 2019

                                                    Il Custode

lunedì 4 novembre 2019

MARCINELLE

Sono smarrito nel buio
dove mi manca il respiro
e sopra, in superficie
la mia salvezza è distante
che forse nessuno ha saputo
del crollo della miniera.

Ascolto, dentro le tenebre
lamenti e pianti sommessi
sicché io provo a chiamare
ma mi risponde la eco
che incespica per i cunicoli
si perde dentro le gallerie.

Lezzo di sudore e di metallo
e di vita che si congeda
io ho freddo, sopra l’argilla
pregna di acqua e rugiada
frattanto attendo la fine
oramai da chissà quanto tempo.

Partito dal Sud dell’Italia
ed esule in terra belga
se muoio chi mai avrà cura
dei miei figli, della mia sposa?
Sia maledetta questa miseria
che mi costrinse a dir loro addio!

Adesso la gente ha saputo
e per le strade di Marcinelle
la voce si sparge velocemente
come vino da una bottiglia infranta
ma io penso che sia troppo tardi
per poter rivedere la luce.

Sono esausto e senza più forza
tanto da non riuscire a pensare
tacciono i compagni defunti
sopra il letto di carbone e di olio
laddove io attendo la fine
e però non volevo morire…

  N° 3849 - 4 novembre 2019

                                                      Il Custode

UN SEMPLICE SGUARDO

Hai curato le mie ferite
con un semplice sguardo
e adesso io ho cicatrici
che sono destinate a guarire.

La magia è sulle tue labbra
è nel suono della tua voce
ed io ne ascolto la eco
sopra una lieve bava di vento.

Siccome sei fatta di brina
io mi appello all’aurora
dove il tuo viso risplende
e illumina l’intera mia vita.

Un perdono raccolto tra i sassi
nel fondo della mia solitudine
che il mio cuore rinnega
da quando poggia sul tuo.

Sull’altalena dei sogni
io dondolo verso i tuoi seni
il nettare dei tuoi capezzoli
è, adesso, la mia meta agognata.

Siccome sei fatta di carne
e di una bellezza inaudita
io mi crogiolo dentro i tuoi occhi
che rigenerano la mia anima spenta.

  N° 3848 - 4 novembre 2019

                                                      Il Custode

SII COME IL VENTO

Veloce, incontro alla notte
affronta il deserto e i coyote
sii come il vento d’inverno
che sferza pianure e colline
travolge le armate nemiche.

Ulula la rabbia che covi
come fiamma sotto la cenere
verso chi, arrivato dal mare
ha sterminato i bisonti
ti ha rubato la terra e il destino.

Figlio di valorosi guerrieri
tu dissotterri tomahawk e odio
e chiedi aiuto agli spiriti
per ottenere la tua vendetta
ai danni dei coloni e dei soldati.

Sii come il vento d’estate
rovente sopra i tuoi nemici
l’alito sfuggito all’inferno
per scovarli dentro le loro tane
per poi arderli come tizzoni.

Uccidi, e, se vuoi, dopo prega
per l’anima delle tue vittime
seppure non dimostrarono
pietà per il genocidio commesso
dei tuoi vecchi, dei tuoi bambini.

Poi siedi alla tomba degli avi
e piangi i nativi scomparsi
non c’è nulla di vergognoso
nel mostrare la tua umanità
ed infine onorare i tuoi morti.

  N° 3847 - 4 novembre 2019

                                                      Il Custode

domenica 3 novembre 2019

LA VOCE DELL'ONDA

L’odore di antichi relitti
scheggia la tiepida brezza
e sale, la voce dell’onda
per accarezzare gli scogli.

L’orizzonte mi pare vicino
lo guardo, però non ti vedo
la bussola si è incrinata
occludendo la tua direzione.

In questa parvenza d’autunno
il vento ingrossa le acque
le mescola alla pioggia robusta
che impatta sopra la sabbia.

Chissà qual è, adesso, il mare
che ti bacia il viso e la pelle?
Resta l’ombra della tua bellezza
sopra i sassi del mio litorale.

Intanto i gabbiani rattellano
e stridono parole indecenti
ma oltre me, nessun altro
ascolta i loro improperi.

Io gioco con la solitudine
frattanto che attendo la sera
e lo faccio in totale silenzio
soltanto per sentirti tornare.

  N° 3846 - 3 novembre 2019

                                                     Il Custode

VERRO' A TROVARTI

Verrò a trovarti, bambino mio
oltre le zolle di terra
nel regno in cui il tuo sorriso
è diventato agonia
e siederò al tuo fianco
il tempo di poche parole
poi bacerò le tue labbra
e con le labbra, il tuo cuore.

Tu che sei stato l’amore
che nessun amore può essere
nel buio laddove riposi
la luna non sa germogliare
e però ti scaglia un pensiero
rinchiuso nel suo sacchetto
ed alcune gemme di stelle
da posare sopra il tuo viso.

Verso l’inchino dell’erba
i grilli ancora ti cercano
e invitano a cena le talpe
per chiedere notizie di te
nel viaggio incontro alle ombre
tu rechi con te il millepiedi
che con la spada e lo scudo
ti difende dal dio delle tenebre.

Verrò a trovarti, la notte
sperando non sia solo un sogno
sul dorso di una falena
che adorava i tuoi occhi
e il principe della sofferenza
costruirà un anello di vetro
che luccicherà nell’oscuro
quanto uno stormo di lucciole.

Ma se tu mi dirai il tuo addio
avrai per te il mio zaino
con i giochi e un poco di cibo
per affrontare il sentiero
però mi manchi, bambino mio
come mi manca il desiderio
di proseguire questa vita
troppo distante dal tuo respiro.

  N° 3845 - 3 novembre 2019

                                                      Il Custode

sabato 2 novembre 2019

PER MOLTO TEMPO

Ti penserò, amore
e accadrà per molto tempo
dentro questa mia stanza
di polvere e di ragnatele
dove, in bilico sul davanzale
parlerò di te alla luna.

Avrò dei giorni miti
ed altri di estremo dolore
ma soffrirò quello che basta
per non doverti scordare
facendo origami di stoffa
dalla forma dei tuoi grandi seni.

Chiederò consigli alla notte
mentre sorseggio il mio vino
ho sbagliato…ma era destino
non me ne faccio una colpa
forse avrei dovuto parlarti
ma il vento ha rubato parole.

Raccoglierò il tuo silenzio
mescolato al mio tabacco
e vicino alle onde, la sera
io canterò la mia solitudine
e ti rimpiangerò, amore
e accadrà per molto tempo.

  N° 3844 - 2 novembre 2019

                                                       Il Custode

venerdì 1 novembre 2019

HAI UNA LACRIMA

Tu hai una lacrima
che sale impetuosa
dal principio dell’anima
fino a ferire lo sguardo.

È solo un lieve rimpianto
però ti rende bellissima
e carezzarti, di conseguenza
è un desiderio impellente.

Quale che sia il tuo dolore
io lo vorrei estirpare
e lo farei per amore
come il cuore mi dice.

Perché tu hai una lacrima
nascosta sotto le ciglia
per non farsi vedere
dalle stelle indiscrete.

Ma io ne sento il sapore
di nostalgia afrodisiaca
sicché ti tendo le mani
ti stringo fra le mie braccia.

Poiché tu sei la mia meta
ed hai il mio stesso percorso
quello che è irto di spine
e di speranze oramai vane.

  N° 3843 - 1° novembre 2019

                                                       Il Custode