ancora echeggiano
dal pavimento della piazza
dopodiché si dileguano
nel dedalo di caruggi
al centro della Superba.
Donna altera
probabilmente arrogante
che fu facile in quel 1630
accusarla di stregoneria
e fra il giubilo della cittadinanza
condannarla a morire sul rogo.
L'essere umano, si sa
è una belva assetata di sangue
ed eccitata dalla violenza
e si moltiplicarono, i delatori
che snidatola fra i vicoli
la consegnarono alla gendarmeria.
Venne bruciata lì
fra gli sguardi degli accorsi
che luccicavano
all'immagine di quella donna
chiamata la cagna corsa
che ardeva fra mille spasmi.
Di lei rimase
una mattonella annerita
e che ancora emana calore
là, nei pressi della chiesa
dove adesso sono le bancarelle
e la sua anima priva di pace.
N° 5826 - 29 giugno 2026
Il Custode

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