Abito un orribile mondo
popolato da ipocriti santi
e da pochi, saggi peccatori
qui i violenti sono premiati
e le vittime dei loro soprusi
sono vessati e incarcerati.
popolato da ipocriti santi
e da pochi, saggi peccatori
qui i violenti sono premiati
e le vittime dei loro soprusi
sono vessati e incarcerati.
Le città come teatri di guerra
recano ferite e devastazione
e silenzi che non hanno risposta
mentre le crepe lungo le strade
sono le stesse che riflettono
tra le pareti della mia anima.
Carcasse di alberi e di animali
si accatastano sui marciapiedi
che per scansarli devo imprecare
all'interno della mia mascherina
che mi protegge dal forte lezzo
che sale dalle cataste di morti.
Dai maxi schermi sopra i palazzi
i faccioni gonfi dei politicanti
rassicurano una mandria di pecore
assiepate ad ascoltare fandonie
scuoto la testa e riprendo il cammino
seppure non so dove potrei andare.
i faccioni gonfi dei politicanti
rassicurano una mandria di pecore
assiepate ad ascoltare fandonie
scuoto la testa e riprendo il cammino
seppure non so dove potrei andare.
Un tempo avevo il mare e la luna
da osservare nella sera d'estate
adesso le acque sono solo liquame
la luna è coperta dalle scie chimiche
vomitate dagli aerei continuamente
e che irritano le gole degli scoiattoli.
Abito un orribile mondo
che pure, con il mio nichilismo
ho permesso di programmare
a poteri occulti che manco conosco
sicché mi aggiro come un automa
in cerca di sogni che non sogno più.
N° 5812 - 12 giugno 2026
Il Custode

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