Translate

venerdì 6 marzo 2015

PERDUTO NEL NULLA

Nulla
dovunque io guardi
seppure la mia vista
pare essere ancora buona
e però non c’è nulla
nessun odore
nessuna consistenza
oltre le mie finestre
al di là del sentiero
nulla
soltanto questo mondo vuoto
in cui mi sono perduto.

Troppo fitta la nebbia
troppo denso il fumo
nulla
potrei provare ad aprire la soglia
potrei tentare di muovere i passi
ma non c’è nulla
sotto i miei piedi
sopra il mio pavimento.

Nulla
solitudine ed oblio
il nero oltre le tenebre
le tenebre dentro la notte
non c’è più nulla
dove sono esplose le stelle?
Dove si è frantumata la luna?
Era là, inchiodata al cielo
stava seduta in bilico fra i monti
nulla
soltanto questo mondo arido
ma mi ci abituerò…

  N° 2861 - 2 marzo 2015

                                               Il Custode

giovedì 5 marzo 2015

APPARENZA

Tu sei talmente bella
da tacitare il respiro
e fare esplodere il cuore
sei come la luna intera
nel grembo della notte.

Sei fonte di timore
l’amore che abdica
e si tramuta in supplizio
perversione e tormento
che conduce alla pazzia.

Occhi scuri e bugiardi
labbra da estremo peccato
che osservo e mi confondono
sicché le parole svaniscono
come melodia che sfuma.

Ma sei vuota ed arida
un’anima che non si cheta
tu sei talmente bella
ma non sei nulla di più
il resto non è che apparenza.

  N° 2424 - 3 marzo 2013

                                                Il Custode

domenica 1 marzo 2015

QUESTA CASA SILENTE

Questa casa è antica
di polvere e di ragnatele
e danzano in balìa del vento
che si insinua con insolenza
dagli infissi oramai pasto di tarme.

Crepuscolo e dopo penombra
dipingono le stanze e i soffitti
e sogghignano alle pareti
individui abitanti dei quadri
spettri imprigionati sulle tele.

Saettano veloci, le ombre
artigliate dalla mia vista
ogni tanto se ne ferma una
e mi urla qualcosa di osceno
che ben presto diventa un sospiro.

La foresta e poi oltre l’oblio
ed una notte senza nessuna luna
io dimoro qui da molti secoli
e rammendo ricordi sgualciti
che conservo nel portavivande.

Sopraffatto dall’odore di stantio
cerco di pensare un pensiero
che come se fosse un uragano
agita le fiamme dentro i lumi
poi si perde sotto il pavimento.

In questo frastuono assordante
provocato dal totale silenzio
il mio cadavere in putrefazione
si culla con estremo garbo
sopra la vecchia sedia a dondolo.

  N° 2860 - 1 marzo 2015

                                                Il Custode

sabato 28 febbraio 2015

IL GELO IMPROVVISO

Accadde in un istante
e colpì la nuca ed il cuore
rammento un profumo buono
fragranza di notte, o forse di sera
mentre io discorrevo coi grilli
io ‘contavo storie alle lumache.

In ginocchio, e nessun Dio
da pregare oppure adulare
accadde benché io non volessi
ed io lo dissi alla formica
ma lei trasportava lacrime
sicché nemmeno mi rispose.

Un pipistrello là di passaggio
ed una falena che imprecava
stretta fra i denti ed il sangue
capì in fretta che stava morendo
ma la luna era talmente bella
che la morte le parve dolcissima.

Il bambino aveva pochi anni
io un delirio in più da rammendare
ad una spanna sopra l’oblio
si agitava un vento lieve
era quello il suo ultimo respiro
il suo imbarazzo nel dire addio.

A pochi passi da un nuovo crepuscolo
la sua ombra salutava chiunque
e sul sentiero che conduceva a casa
il solo ologramma del suo sorriso
frattanto che il cielo si tingeva
di quel fottuto gelo improvviso.

  N° 2859 - 27 febbraio 2015

                                                       Il Custode

venerdì 27 febbraio 2015

VIAGGIO OLTRE IL BUIO

Prendi pure
la mia anima
ma lasciami il coraggio
di avere paura
e se tornerò
da oltre il buio
avrò
un alibi in più
per portare avanti
i miei passi.

Prendi pure
il mio corpo
ma lascia di me
un buon ricordo
che non abbia a deludere
chi mi ha dato
un sorriso
e se tornerò
da oltre il buio
rammenterò le ragioni
per le quali
non devo morire.

  N° 509 - 18 ottobre 1984

                                                  Il Custode

giovedì 26 febbraio 2015

UN AMORE VERO

Adesso, le mie ali
sono finalmente guarite
cicatrizzate al sole
che brilla puro
rigenerate dalla luna
ferma ad abbracciare
l’intero universo.

Io sono pronto a volare
distante da questo mondo
di parole troppo vuote
e sentimenti inerti
che rimbalzano nell’aria
e si frantumano
contro le nuvole e le stelle
e non lasciano nulla.

Sto aspettando il crepuscolo
che modelli al mio sguardo
la notte più oscura
da traversare d’un fiato
e perdermi
dove si respira ancora
il tuo profumo di sandalo
e scintilla in lontananza
il tuo sorriso sincero.

E non smetterò di cercarti
oltre questo mondo
di parole troppo vuote
e sentimenti inerti
per affidare il mio viso
ai tuoi baci di tenebra
le tue carezze pallide
per ascoltarti sempre
ed imparare ad amarti
di un amore vero.

  N° 1456 - 7 marzo 2009

                                                Il Custode

mercoledì 25 febbraio 2015

TI PERDEREI

Ti perderei
tra le rughe del mattino
e l'ultima lacrima
che scivola sulla tua guancia.

Ma mi stringo a te
come un bambino
come chi si sente solo
come chi sta morendo.

T'affido il mio dolore
affinché tu
abbia ad averne cura.

Mille volte ti perderei
da ritrovarti sempre
dietro l'angolo
per legare la tua lacrima
alla mia lacrima
e dirti con orgoglio:
"Amore
per i giorni che vivrò
non saprò fare a meno
di te..."

  N° 510 - 25 novembre 1984

                                                       Il Custode

martedì 24 febbraio 2015

SACRO SANGUE

Brezza di parole gelide
che tu tenti di sussurrare
e che però invece sibilano
dallo squarcio della tua gola
annegano nel tuo sacro sangue
che scivola verso i tuoi seni
poi penetra nella voragine
dove dimorava il tuo cuore.

Le mie dita si inebriano
di quel tuo fluido carminio
del nettare che era la vita
e adesso è freddo rubino
ed io lo porto al mio volto
tratteggio zigomi e gote
poi dopo sulle mie labbra
è questo il mio bacio d’addio.

Ma devo ancora decidere
cosa fare di quei tuoi occhi
che seppure senza più luce
mi osservano con insistenza
nel solco sopra il tuo viso
adesso si formano crateri
baratro che odora di marcio
è il sentiero al tuo cervello.

Tu stanotte, sulla battigia
sei pasto di granchi voraci
io dondolo come fossi il vento
per cullare il tuo sonno eterno
e seduto accanto al tuo corpo
intono la mia cantilena
che simile ad un canto funebre
saluta la tua dipartita.

  N° 1977 - 21 febbraio 2012

                                                     Il Custode

lunedì 23 febbraio 2015

LA PULZELLA

Nessun Dio
nessuna presunta verità
vi garantì mai
un tale libero arbitrio.

Sicché la vostra vendetta
giunge al suo compimento
ed eccomi al rogo
come io fossi una strega
mentre voi adesso godete
della vostra rivalsa.

Pulzella che seppe fermarvi
e restituire alla nazione
al Delfino
la dignità e l’onore
che voi tutti indegni
figli della vorace Albione
avreste voluto barattare
avreste desiderato ingabbiare.

E quei vili borgognoni
traditori della patria…
cosa avrebbero potuto dimostrare
se non la loro meschinità?

Io, alla testa dell’esercito
sopra i bastioni dei castelli
ecco dove ho costruito
la vittoria della mia amata Francia.

Seppur giovane e graziosa
io fu il terrore degli inglesi
una spina al loro fianco
ma catturata con l’inganno
ed accusata di eresia
adesso vedo levarsi le fiamme
che mi avvolgono
che mi divorano.

Certo io muoio tra mille spasmi
nel supplizio interminabile
tra la folla che mi ingiuria
ma mi ricorderanno, i posteri
pulzella che vi tenne testa
fino all’ultimo respiro.

  N° 2858 - 22 febbraio 2015

                                                       Il Custode

domenica 22 febbraio 2015

RITRATTO

Ritratto del tuo profilo
lucente perfezione
generata dalla luna
e la notte lo contempla
e si scorda di albeggiare.

Ed il tuo viso
di magnetica bellezza
crea invidia nelle stelle
gelosia senza ritegno
che nasconde ammirazione.

Dentro i tuoi occhi
la profondità di specchi
meteore di gemme e cristallo
che riflettono di antico
un incantesimo medioevale.

Gocce sulle tue labbra
umide d’acqua di sorgente
dove nuotano le fate
polvere d’ali che si sparge
a formare nuvole d’amore.

Sospiro del tuo profumo
fragranza di vento in primavera
e le api perdono il cammino
ed abbandonano fiori delusi
che non profumano quanto te.

Ritratto di te
di tutto ciò che tu sei
permeata nel mio sguardo
dejà vu del mio destino
che non ha destino senza te.

  N° 1646 - 17 ottobre 2009

                                                    Il Custode