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mercoledì 24 agosto 2022

PUTREFATTA SPERANZA

Sono confusi, i gabbiani
sul filo dell’orizzonte
così come le nuvole
in cerca di un filo di vento.
 
Corrono tempi cattivi
e sembra non abbiano fine
ma io mi vesto di tutto punto
per affrontare le mie paure.
 
Nell’aria si sente il fetore
della putrefatta speranza
e il senso di rassegnazione
dipinge gli sguardi dei gatti.
 


Io recito un inutile rito
che ho letto sopra un manifesto
e scopro di non avere imparato
a dare un senso al silenzio.
 
E vivo perché morire è noioso
oltre la vita cosa potrei fare?
Sorrido giacché sono un pazzo
e questa cosa a me piace.
 
E cammino a passo di danza
sopra i rimpianti che ho avuto
un ultimo sguardo al passato
…orsù, andiamo a combattere!

  N° 4727 - 21 agosto 2022

                                             Il Custode

giovedì 18 agosto 2022

ULTIMI GIORNI DI PIOGGIA

Piansero, le anziane rondini
sotto i tetti assolati
e dalle strade quasi di fiamma
saliva un artiglio rovente
di vapore fatto d’arcobaleno.
 
Il vecchio e fragile uomo
contava le rughe sul viso
scavate quanto la terra arida
ci passava sui solchi le dita
per ricordare d’essere vivo.
 
Nel letto degli antichi torrenti
le carcasse di pesci e ninfee
erano un macabro monito
affinché le generazioni future
rammentassero l’apocalisse.
 


Accadde, e fu molto in fretta
forse persino inaspettato
ma l’uomo, bestia assai stupida
aveva perfezionato nei secoli
la sua indole devastatrice.
 
E i bambini, i pochi che nacquero
furono destinati alla nostalgia
di un mondo che non videro mai
e che fu spazzato in un lampo
durante gli ultimi giorni di pioggia.

  N° 4726 - 18 agosto 2022

                                          Il Custode

SCILLA

Mi guardo da Scilla
divoratrice di uomini
dentro la nebbia sul mare
in questa notte di pece
intanto che il goffo Cariddi
dorme d’un sonno profondo.
 
Solca le acque, la nave
e trema il mio equipaggio
le tenebre fendono il cielo
ed i sospiri, o, quei sospiri
sono eco che rimbalzano
sopra le onde agitate.
 
Tonfi come fossero pietre
che affondano verso il fondo
nessun gemito, né imprecazione
scompare così la mia ciurma
ma il buio è talmente fitto
che non vedo i sopravvissuti.

 



Come potrei chiamare?
Il mostro è là, in agguato
io tacito persino i remi
e lascio che ci pensi il vento
a spingere la mia imbarcazione
verso un approdo sicuro.
 
Mi guardo da Scilla
ma ora ne sento il fetore
ne saggio le fauci affilate
che penetrano nelle mie carni
era questo, dunque, il destino
però oramai non importa.

  N° 4725 - 15 agosto 2022

                                           Il Custode

DUE ITALIANI

In questo Paese grande
noi pensammo il nostro futuro
ma accolti peggio delle bestie
fummo vittime di pesanti ingiurie.
 
Quale incredibile paradosso
essere visti come reietti
in una nazione che fu plasmata
da coloni dall’intera Europa.
 
Anarchici poiché insofferenti
ad ogni sorta di legge ingiusta
noi sempre sulla linea del fuoco
per difendere i nostri diritti.
 


Eppure noi non lo facemmo
non uccidemmo nessuno mai
e però, giacché alquanto scomodi
incolparci del crimine fu la via.
 
Due italiani, per giunta assai miseri
come avremmo potuto evitare
il processo iniquo e retorico
e la fine sulla sedia elettrica?
 
Nemmeno la memoria riabilitata
poté lavare via l’onta subita
che cercammo fortuna in America
ma vi trovammo un’ingiusta morte.

  N° 4724 - 8 agosto 2022

                                          Il Custode

COME IL MARE IN INVERNO

Solo
come il mare in inverno
e chi poteva affermare
che questo era un male?
 
Nessun progetto
del quale dire o pensare
ed il vuoto nelle sue stanze
appagava la sua misantropia.
 
C’era il sole
poi sarebbe stata la luna
e persino le cimici in volo
parevano essere poesia.
 
La libertà aveva un prezzo
che egli volle pagare
per sentirsi libero
per ritornare a vivere.
 


Come nel grembo materno
egli poteva imprecare
nel sapere che prima o dopo
doveva affrontare la nascita.
 
Per tornare solo
così come gli si addiceva
così come nessuno capiva
e però a lui non importava.

  N° 4723 - 5 agosto 2022

                                          Il Custode

domenica 31 luglio 2022

FIGLIO

Io infine capii
fu allorché il grillo
mi prese per mano
poi baciò la mia guancia
nella sera che aveva l’odore
di una acre disperazione.
 
Stavi andando via
ed il cielo di nera poesia
si riempì di nuvole
ognuna con una lacrima
chiusa con molto pudore
dentro lo sguardo morente.
 
Era la fine di luglio
roba da pipistrelli e lucciole
e qualche timida ape
che salì dalla pianura
per sussurrare al mio cuore
quanto gli saresti mancato.
 


Io davvero non compresi
cosa ti saltò in mente
però, cazzo, o figlio
ho ereditato un tale dolore
che non pensavo esistesse
dentro questa lurida vita.
 
Ho spento la luna
avevo bisogno di un posto
dove dimenticarmi di vivere
e che fosse buio abbastanza
da non fare vedere alla gente
il baratro nella mia anima.

  N° 4722 - 30 luglio 2022

                                          Il Custode

SUPPLICHERAI

Il vento è assai forte
in questa sera d’estate
danzano le reti da pesca
si offuscano nuvole e luci.
 
Chi sei tu, bellissima e sola
sopra il sentiero di alghe?
Però a me non importa
la tua morte è ciò che mi appaga.
 
Alcuni sparuti gabbiani
si attardano in cima alle onde
a bere, quasi che la calura
potesse così mitigare.
 


Nella mia mente io ti vedo
confusa dentro il tuo dolore
supina, tu mi supplicherai
ma sarà una supplica vana.
 
I granchi sotto la sabbia
conoscono già il tuo destino
ed attendono di banchettare
coi tuoi resti sparsi sulla battigia.
 
Chi eri tu, bellissima e silente
ad una spanna dal caldo mare?
Un soffio di brezza si posa
sul tuo cuore che non piange più.

  N° 4721 - 29 luglio 2022

                                          Il Custode

lunedì 25 luglio 2022

LE AMANTI

E’ dunque questo l’amore?
Loro strette fra i propri cuori
ed il mondo
ed ogni pensiero
che restano un suono distante.
 
C’è un tale silenzio
che i loro sospiri implodono
tra le carrozze del treno
e viaggiano selvaggiamente
più rumorosi delle ruote sulle rotaie.
 
Quasi uscite da un romanzo
eppure questa è una realtà
quella che sempre dovrebbe essere
un sentimento intenso
da far perdere senno e controllo.
 


E rimangono là
incuranti della vita che scorre
degli sguardi morbosi
spesso scandalizzati
di chi non ha una vita propria.
 
Labbra che si sfiorano
e capezzoli che si scontrano
è dunque questo l’amore?
Quel volersi ad ogni costo
e tutto il resto non conta.

  N° 4720 - 11 luglio 2022

                                             Il Custode

PENSIERI DALLA RAGNATELA

Mi sto annoiando
la ragnatela resta immobile
come una vela senza vento
le mosche, oramai scaltre
si tengono molto distanti.
 
Io amo la notte
ma non sopporto le stelle
le danno quel filo di luce
che illumina la mia dimora
e rende le prede guardinghe.
 
Forse sono troppo in alto
e però mi devo difendere
dalla rana che infesta lo stagno
e con la sua viscida lingua
farebbe di me un sol boccone.
 


Osservo il cielo
riesce a darmi la serenità
che non riuscivo a sentire
fra le fredde e dure pareti
nelle case degli esseri umani.
 
Mi sto annoiando
ed aspetto che giunga la falena
sarebbe davvero un pasto prelibato
ma se io mai la uccidessi
non avrei nessuno con cui parlare.

  N° 4719 - 7 luglio 2022

                                          Il Custode

VORREI CHE ANCHE TU VOLESSI

Quanti istanti hai trascorso
rinchiusa dentro il mio sguardo?
Così tanti che le stagioni
sono volate e poi ritornate
ma tu sei rimasta la stessa
l’amore sin dall’alba dei tempi.
 
Eppure, mentre mi avvicinavo
come un’eco ti allontanavi
quasi che al destino piacesse giocare
oppure fosse geloso di me
delle mie dita che assaggiavano
la bellezza della tua pelle.
 


Vorrei che anche tu volessi
tornare indietro e ricominciare
laddove si interruppe il sogno
e cadde, e si fece in frantumi
lasciando una scia di ricordi
dal profumo ancora dolcissimo.

  N° 4718 - 6 luglio 2022

                                            Il Custode