Non parlasti
tu non potevi più farlo
e quel tuo silenzio echeggiava
fra le pareti vuote
della mia misera anima.
tu non potevi più farlo
e quel tuo silenzio echeggiava
fra le pareti vuote
della mia misera anima.
Durante alcune notti
io mi svegliavo cercandoti
ma rivivevo le immagini
della tua dipartita precoce
lontano dalle mie braccia.
L'umidità sulle pareti
era costruita di lacrime
quella che smarrì il gufo
quando la fatina dei boschi
gli raccontò che tu eri partito.
Mi appoggiai alla luna
la sola che seppe consolarmi
c'era un gatto che la sfiorava
con le sue zampe e col muso
dopo correva a baciarmi.
la sola che seppe consolarmi
c'era un gatto che la sfiorava
con le sue zampe e col muso
dopo correva a baciarmi.
Cristo, quanto mi manchi!
Tu non mi dicesti addio
'ché te ne sfuggiva il significato
quello era dentro il mio cuore
che non smise mai più di amarti.
N° 5740 - 21 marzo 2026
Il Custode

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