Ero nell'erba
sdraiata e silente
ad osservare le nuvole
mentre il freddo avanzava
a gelarmi le ossa
e le parole pensate.
sdraiata e silente
ad osservare le nuvole
mentre il freddo avanzava
a gelarmi le ossa
e le parole pensate.
Avevo paura
giacché non sapevo
perché il buio scendeva
a coprire i miei occhi
ed i suoni, dapprima nitidi
erano sempre più tenui.
Ricordo quell'uomo
dalle mani pesanti
dal respiro ansimante
e che puzzava di rancido
e mi toccava dovunque
e mi faceva male.
Non riuscivo a implorare
non ne ero abituata
e lui mi tappava la bocca
con una tale forza
da troncarmi il respiro
e lasciarmi inerme.
non ne ero abituata
e lui mi tappava la bocca
con una tale forza
da troncarmi il respiro
e lasciarmi inerme.
È così che son morta
ucciso da un pervertito
come ce ne sono a migliaia
e li chiamano orchi
mentre non sono altro
che fottuti bastardi.
N° 5919 - 9 ottobre 2026
Il Custode

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