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mercoledì 14 ottobre 2026

RICORDI D'UNA MORENTE ANIMA

Ero nell'erba
sdraiata e silente
ad osservare le nuvole
mentre il freddo avanzava
a gelarmi le ossa 
e le parole pensate.

Avevo paura
giacché non sapevo
perché il buio scendeva
a coprire i miei occhi
ed i suoni, dapprima nitidi
erano sempre più tenui.

Ricordo quell'uomo
dalle mani pesanti
dal respiro ansimante 
e che puzzava di rancido
e mi toccava dovunque 
e mi faceva male.
Non riuscivo a implorare 
non ne ero abituata
e lui mi tappava la bocca
con una tale forza 
da troncarmi il respiro 
e lasciarmi inerme.

È così che son morta
ucciso da un pervertito 
come ce ne sono a migliaia
e li chiamano orchi
mentre non sono altro
che fottuti bastardi. 

  N° 5919 - 9 ottobre 2026

                                       Il Custode 

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