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martedì 8 settembre 2026

STRANO

Io sono strano
plasmato di silenzio
scheggiato dal dolore
eppure ti guardo forte
ed imparo d'essere vivo.

Con le unghie
io apro le mie cicatrici
per ricordare ogni sconfitta 
e ti offro il mio sangue
che è veleno ed è lacrima.

Il mio sorriso
è un piatto soffio di vento
l'urlo della bonaccia sul mare
che cavalca le onde e grida
come un fastidioso bambino.
Ho intrapreso il viaggio
sulla mia zattera di polistirolo 
dove gli improvvisi marosi 
mi hanno scagliato sul fondo
in balìa degli squali e delle sirene.

Naufragato sull'isola 
giusto al centro della città 
a Nord si ergeva la Mole
che respirava la salsedine 
che si innalzava dall'Ovest.

E tu m'hai visto strano
ciononostante sei rimasta 
e adesso io ti siedo accanto
in bilico tra solitudine e desiderio 
d'averti per sempre con me.

  N° 5876 - 5 settembre 2026

                                           Il Custode 

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