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lunedì 8 settembre 2025

IL RITORNO DEL GIGANTE

Ecco che egli ritorna 
alla distruzione di Lilliput
lo fa dopo secoli di oblio
ad inseguire stolte chimere.

Il suo passo è pesante
ha il frastuono d'un terremoto 
che smuove le macerie e i detriti 
di quello che era il villaggio. 

È stato via troppo a lungo 
e adesso il suo cuore implode 
nel vedere la desolazione 
e ossa sparse dappertutto. 
Il suo pianto si fa nubifragio 
che disturba il volo dei demoni
che come stormi di affamati avvoltoi
planano in cerca di anime.

Fuggito nella terra dei giganti
egli non si sentiva a casa
e adesso si maledice
per avere abbandonato gli amici.

Cielo pesante ed oscuro
ottenebra il suo sguardo ferito
adesso che egli è tornato 
scoprendo d'aver perso ogni cosa.

  N° 5529 - 7 settembre 2025

                                          Il Custode 

FAREMO UNA GUERRA

Faremo una guerra
per distrarre le masse
dalla miseria che vivono
fino alla fine dei giorni. 

Creeremo distanze
tra i poveri e i più facoltosi
'sì da creare fazioni
pronte a farsi violenza. 

Imporremo degli oboli 
usando il ricatto morale
che serviranno a finanziare 
la pace da noi infranta.
Non avremo pietà 
di chi vorrà contrastarci 
dunque lo annienteremo 
con il dileggio e l'offesa.

E trarremo vantaggio
dai morti e dai sopravvissuti 
e saremo assai più potenti
noi diventeremo invincibili. 

  N° 5528 - 6 settembre 2025

                                           Il Custode 

UNA PROMESSA

Sempre e per sempre
è una promessa
un azzardo
molto più che un impegno
è un legame di sangue. 

Perché ti aspetto 
ogni istante che manchi
e oltrepassi la soglia 
della casa che è nostra
della mia anima sola.
Un lungo abbraccio
per memorizzare il calore 
che il tuo amore sprigiona 
e che mi riscalda la mente
e mi riconcilia alla vita.

Davvero non comprendi 
la ragione di averti?
Sei un legame di sangue 
molto più che un impegno 
è questa la mia promessa.

  N° 5527 - 5 settembre 2025

                                            Il Custode 

giovedì 4 settembre 2025

UN DONO

Scendo in cantina
dove tu sei rinchiusa
dove ti farò il dono 
di lasciarti scegliere
come preferisci morire.

Scendo e faccio rumore
per accrescere il tuo terrore
passo il mio coltello 
lentamente sulla ringhiera 
'ché tu sappia che sto arrivando. 

Ti spio dallo spioncino 
intanto chiamo il tuo nome
con la mia voce che sibila 
come la lingua d'un serpente 
che t'accarezza la pelle.
Ti vedo...tu stai piangendo 
ma io non conosco pietà 
quella che tu mi supplichi 
e che non intendo ascoltare
che io non voglio esaudire.

Sussurro al tuo orecchio 
frasi sconce e malvagie 
il tuo tremore mi eccita 
ma per quanto io domandi
tu non mi dai una risposta.

Sussurro e m'appoggio a te
m'incollo al tuo corpo sudato 
e ti colpisco sul cuore
poiché t'avrei fatto un dono
che tu, però, hai rifiutato.

  N° 5526 - 4 settembre 2025

                                           Il Custode 

L'ULTIMO

Non c'è più nessuno 
né uomo, né animale 
per le strade 
e dentro le case.

Davvero sono l'ultimo
io che, oramai da mesi
cammino stancamente
nella totale desolazione?

Ho con me il binocolo 
per sondare 
ogni punto cardinale
alla ricerca di forme di vita.

Ma non c'è più nessuno 
né in cielo, né nel mare
solo un assordante silenzio
e la calma del vuoto assoluto.
Non tolgo la maschera
morirei all'istante
perché l'aria pare veleno
oltre il tramonto plumbeo.

I resti delle baracche
delle riviste, della spazzatura 
ogni cosa fluttua verso le nuvole
sul dorso d'un vento robusto.

Davvero sono il solo
su questo fottuto pianeta
ad essere sopravvissuto 
alla furia dell'apocalisse?

  N° 5525 - 4 settembre 2025

                                          Il Custode 

mercoledì 3 settembre 2025

ASPETTANDO IL TUO AMORE

Rimango seduto 
mentre fumo un filo d'erba 
arrotolato nella cartina
mentre bevo una birra ghiacciata 
sotto il caldo sole d'estate. 

Presto tu arriverai 
me lo ha rivelato il gabbiano 
in bilico sopra la bitta
che respira un soffio di vento 
trasportato dalla costa africana. 

Il mare adesso luccica
frammenti dei miei pensieri 
che pensano quanto mi manchi
e lo pensano dal preciso istante 
in cui tu esci dalla mia vista. 
Io vedo sopra le onde
il riflesso delle parole che dici
il vecchio pescatore si fa da parte
e trova un angolo sulla banchina
da dove non potrebbe mai arpionarle. 

Quanto tempo ti occorre 
per essere dentro questa mia vita?
Le mie braccia, come fossero ali
s'aprono per accogliere il tuo calore 
e non trovano altro che il cielo.

E lentamente diventano cenere 
l'erba, la cartina e i miei pensieri 
io mi disseto con la birra ghiacciata 
e rimango seduto, in silenzio 
qui, ad aspettare il tuo amore.

  N° 5524 - 3 settembre 2025

                                           Il Custode 

DIMENTICHIAMO

...Eppure dimentichiamo 
ogni sofferenza patita
e perseveriamo nel mostrarci 
gelidi fin dentro l'anima. 

Siamo candele consumate 
la cui fiamma si è estinta
spenta dal soffio di vento
generato dal nostro egoismo.

Vediamo la morte colpire
alla rinfusa e senza una logica 
ma per noi è soltanto un'immagine 
che guardiamo con rassegnazione. 
Le ferite che dovevano guarirci 
ci hanno resi invece apatici e vuoti
e non ricordiamo neppure
che a volte siamo stati felici.

Finirà la strada che abbiamo davanti 
e ci sarà il buio ad inghiottirci 
o forse un baratro talmente profondo 
che non sapremo se avrà una fine.

Forse qualcuno ci ricorderà 
con un sorriso, oppure con astio 
sarà l'ombra di chi avrà dimenticato 
e che dal dolore nulla ha imparato. 

  N° 5523 - 2 settembre 2025

                                          Il Custode 

lunedì 1 settembre 2025

I BACI CHE DICI

Credo nei baci che dici
quelli che robusti si impigliano 
fra le rughe delle mie labbra
ed i battiti del mio cuore stanco
quale che sia il mistero
è qualcosa di irrilevante. 

Scendono sulla mia pelle
ferita da mille battaglie
garbati come zampe di ragno
roventi come soffio di ghibli 
poiché tu sei figlia d'inferno
io la mosca sopra la tela.
Hanno il profumo speziato 
del peperoncino al tramonto 
piccanti da togliermi il fiato
afrodisiaci da mandarmi in estasi 
li distribuisci con molta sagacia
su ogni lembo delle mie cicatrici.

E si fermano sulle lenzuola 
dell'ultima notte d'amore
in attesa del sole che sorge 
sulla battigia prima dell'orizzonte 
è là che ritrovano vigore 
giusto il tempo di ricominciare. 

  N° 5522 - 1° settembre 2025

                                            Il Custode 

domenica 31 agosto 2025

VOLEVO SCRIVERE

Non conosco il mio tempo
né quanti i sassi per strada
e quante le onde nel mare
eppure volevo scrivere
'ché l'anima è in cerca di pace.

Le dita, come radici sottili 
si arrampicano verso le labbra
forse alla ricerca d'amore
quello da sempre abiurato 
quello ogni volta temuto.

Il chiassoso giorno scivola via
veloce quanto un falco nel cielo 
e pigra ritorna la notte
con i frammenti di malinconia 
e le schegge di dolori sul suolo.
Mi manca di essere felice 
e mi accontento della serenità 
come un cane che percorre la via
e con i suoi pensieri randagi 
non si cura di ciò che sarà il futuro. 

E trovo, ma solo per qualche istante
quell'emozione oramai smarrita 
sul marciapiedi, dove passa un gatto 
e si ferma, e mi fa le fusa 
ed il suo sguardo mi insegna la vita.

  N° 5521 - 30 agosto 2025

                                        Il Custode 

venerdì 29 agosto 2025

DOMENICA MALEDETTA

Il reverendo lo disse
che i soldati di Londra
non possedevano anima
e avrebbero sparato alle persone
come fossero al luna park.

In quella domenica maledetta 
le persone volevano manifestare 
contro il governo inglese
per la durezza della repressione 
nei confronti dei presunti terroristi. 

Nessun processo
nessuna prova circonstanziale 
soltanto l'intenzione 
di tacitare il dissenso 
e punire la gente di Derry.

Sicché giunsero, i paracadutisti 
ed avevano la bava alla bocca
vampiri assetati di sangue
dal grilletto facile a premersi 
ed uccidere chiunque potevano. 
Così coloro che furono colpiti
dai proiettili, dai manganelli
cadevano giù come fantocci 
ed il reverendo lo disse
di non prestare soccorso ai feriti. 

Molti non lo ascoltarono 
e morirono a loro volta
colpiti giusto alla testa
quasi che fossero zombies 
che avrebbero potuto rialzarsi. 

Di quella domenica di sangue
ricordo il ghigno dei militari 
i lamenti dei moribondi 
che sopraffatti dal dolore
supplicavano solamente di morire.

  N° 5520 - 29 agosto 2025

                                        Il Custode