Non mi seguire
perché ti perderesti
nella mia anima scura
dentro la mia devastazione.
Qui, in questa voragine
troveresti soltanto silenzio
e nessuna, minuscola luce
con la quale trovare l’uscita.
Un viaggio senza ritorno
da sola, incontro al nulla
questo sarebbe il cammino
sulle orme dei miei ultimi passi.
Rimani nella tua vita
lascia che in te splenda il sole
quello che oramai è svanito
nelle tenebre del mio inferno.
N° 4948 - 8 giugno 2023
Il Custode
Ascolta oltre i cespugli
una nenia leggera e struggente
sembra chiamare il tuo nome
pare un richiamo tribale.
Sarà la tua curiosità
a spingerti nella foresta
ma se tu provassi paura
non andresti incontro all’ignoto.
Eppure non puoi fare a meno
di addentrarti nella fitta nebbia
l’umidità ti ghiaccia le ossa
tu prosegui in stato ipnotico.
A chi apparterranno le voci?
Forse ai demoni saliti in superficie
o alle anime di chi hai perduto
che ti cercano per un saluto ancora.
Ti volti per tornare sui tuoi passi
ma non vedi nulla dietro di te
e però non ti assale lo sconforto
tu non provi alcuna disperazione.
E ti siedi, respiri quella litania
che ti accompagna verso la pace
non importa se sarà morte o salvezza
non ti sei mai sentito meglio di così.
N° 4947 - 7 giugno 2023
Il Custode
Ti guardo
e non so smettere
sicché mi perdo in eterno
a fare mio il tuo viso
e la tua accattivante bellezza.
Sei afrodisiaca
adesso ed in balìa
dei miei occhi gelosi
quanto un possessivo bambino
che ti vuole solamente per sé.
Ti guardo
e non lo nascondo
come si guarda la luna
quando la notte d’estate
scivola a far brillare le onde.
Resta con me
tu che profumi di vita
di quella sana follia
che mi ha riconciliato
con ciò che chiamano amore.
N° 4946 - 6 giugno 2023
Il Custode
Seduti ad ascoltare il comizio
sotto il palco di legno ed acciaio
in silenzio, attenti ad ogni parola
che con tono tronfio ed enfatico
recitava lo scaltro politico.
Le coccarde appuntate al petto
e le bandierine da agitare
i sostenitori dell’esperto bugiardo
mostravano tutto il loro giubilo
applaudendo in totale visibilio.
Ogni tanto, quell’affabile oratore
si girava verso i suoi sottoposti
sul suo volto compariva un sorriso
che rivelava la sua indole falsa
sputtanava promesse che millantava.
Quando l’incontro volse al termine
e la folla esultava in tripudio
si alzò un uomo in fondo alla fila
e mirando l’infingardo tribuno
gli sparò giusto in mezzo alla fronte.
Inebriato dal sangue e dalle urla
caricò la pistola una e più volte
e colpì chiunque fuggiva via
chi implorava d’aver salva la vita
non sapendo che una supplica vana.
Poi si quietò l’adrenalina in corpo
e la mente tornò ad essere lucida
ed egli, compiaciuto dal suo lavoro
indirizzò l’arma verso se stesso
poi fece fuoco un’ultima volta…
N° 4945 - 5 giugno 2023
Il Custode
Ricordo ogni istante
che ha violato il mio cuore
e vi ha portato un inverno
che pare non dover passare.
Rimpiansi quel primo bacio
e l’ultimo triste sorriso
sapevo che la vita era ingiusta
ma non immaginavo quanto.
Il cielo piangeva emozioni
e fottute gocce di pioggia
chi eri tu per poter decidere
di morire e lasciarmi da solo?
Se mi fossi trovato davanti
quel dio da molti osannato
io gli avrei sputato sul volto
e conficcato un pugnale nel petto.
Però non sarebbe servito
un attimo di rabbia scemata
per ritornare più intensa
al risveglio della ragione.
Ti penso ogni istante
e, cazzo, mi manchi davvero!
Chi eri tu per poter scegliere
di morire e non portarmi con te?
N° 4944 - 5 giugno 2023
Il Custode
Dove finisce la savana
ed ha inizio la foresta
là, dove il buio si affaccia
la paura si tocca con mano.
Attende nell’ombra, Anansi
mezzo uomo e metà ragno
ed i macachi tacciono
terrorizzati al suo passaggio.
Dicono sia un dio intollerante
e che predilige i bambini
membra giovani, carne tenera
che si scioglie nel palato.
Gli stregoni lo venerano
ed offrono donne in sacrificio
per placare la profonda ira
ed avere salva la propria vita.
Persino le belve lo temono
e si ritirano con deferenza
non appena il terreno trema
sotto il peso delle sue zampe.
Dicono sia un dio impietoso
che viaggia l’Africa subsahariana
e tutto ciò che lascia dietro di sé
non sono che i resti delle sue prede.
N° 4943 - 4 giugno 2023
Il Custode
Come è potuto accadere
quell’odio talmente profondo
che mi ha portato ad ucciderti?
Tu stai perdendo sangue
scorga come da una fontana
ed io non riesco a fermarlo.
Mi infetta il volto e le mani
si allarga sulla mia camicia
sarebbe questa la tua eredità?
Siano maledetti i tuoi occhi
che seppure vitrei ed opachi
mi guardano e mi rimproverano.
Non so darmi alcuna risposta
per il crimine che io ho commesso
e che tu davvero non meritavi.
Come è potuto accadere
quell’amore talmente accecante
che mi ha costretto ad ucciderti?
N° 4942 - 3 giugno 2023
Il Custode
Adesso io sono libero
di vivere oppure morire
quale sarà la decisione
è soltanto una mia scelta.
Mi scrollo di dosso lo sterco
di infami e loschi figuri
li seppellisco oltre le zolle
dove fioriranno letame.
Volto pagina e chiudo il libro
faccio spallucce a ciò che fu
non mi importa cosa ho vissuto
figuriamoci cosa ho perduto.
Ho la strada su cui camminare
ed un cielo per imparare a volare
ho la notte che mi porta la luna
ed il giorno da spendere al sole.
Non voglio, e non sarà più
di dimenticare me stesso
per qualcuno che è stato il passato
e mai potrà essere il futuro.
Volto pagina e dimentico il libro
di questa mia assurda avventura
di questo romanzo grottesco
che non mi dà più soddisfazione.
N° 4941 - 3 giugno 2023
Il Custode
È stata una battaglia epica
adesso però è finita
io osservo la vallata
disseminata di cadaveri
dei miei odiati nemici
mescolati agli amabili resti
di chi ha combattuto al mio fianco.
È stata una battaglia tremenda
ed io infine l’ho vinta
ma le persone morte invano
macabre immagini sulla pianura
diventata cenere e fumo
pesano come macigni
sulla mia coscienza.
È stata una battaglia inutile
nessun vinto né vincitore
‘ché la guerra non si fermerà
mieterà molte vittime ancora
fino alla fine dei tempi
o forse, più semplicemente
all’estinzione dell’umanità.
N° 4940 - 2 giugno 2023
Il Custode
Aspetto che arrivi la luna
a far luccicare le acque
dove canta madama la rana
mentre gioca sulle ninfee.
La libellula mi fa compagnia
è divertente sentirla parlare
che quando racconta leggende
mi sembra davvero di viverle.
Nascosti oltre i canneti
mettiamo paura al coleottero
che a causa del ronzio delle ali
non sente le nostre risate.
Qualcuno ha paura del ragno
che spunta dalla tela tra i fiori
ma sotto il suo sguardo severo
si cela un’anima assai gentile.
Infine si affaccia la notte
sopra il mio stagno incantato
con la luce di mille e più lucciole
ed un senso di pace nel cuore.
N° 4939 - 1° giugno 2023
Il Custode