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venerdì 14 agosto 2026

L'ALTOPIANO DEL MERCENARIO

Pensavi fosse facile
vincere la battaglia
che non era la tua
né dei tuoi uomini
bensì d'un politico genovese
e di un conte del Piemonte.

Sul massiccio calabrese 
hai sfidato il papato
e la parte della popolazione 
che non voleva l'Italia 
ma preferiva svernare 
all'ombra della Corona borbone. 

È vero, sull'Aspromonte 
nell'infuriar della battaglia 
furono esigue le vittime
fra l'italico esercito, fra le tue genti
ma là, con la gamba ferita
ti scopristi per nulla invincibile. 
E così, dopo l'unificazione 
si infranse l'assurda utopia
di conquistare i cuori e le menti
e di spodestare il Vaticano
troppo potente, la Chiesa cattolica 
troppo abituata ai giochi di palazzo.

Sicché, dopo la prigionia 
ti ritirasti in quel di Caprera
umiliato nel cor e nell'animo
per avere creduto alle lusinghe
di un conte del Piemonte
e d'un politico genovese.

  N° 5862 - 13 agosto 2026

                                       Il Custode 

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