Abbandonato da tutti
da solo in una casa vuota
il vento sferzava il silenzio
che egli con il suo orgoglio
non raccontava a nessuno.
da solo in una casa vuota
il vento sferzava il silenzio
che egli con il suo orgoglio
non raccontava a nessuno.
Il ragno scendeva la tela
e si posava alla sua tavola
osservava il bicchiere di vino
si domandava qual era il sapore
ed egli ne offriva alcune gocce.
Fuori danzava la notte
una nenia dedicata alla luna
che i grilli tra i fili dell'erba
spegnevano con un colpo di tosse
per amoreggiare con le cicale.
Egli aveva bruciato i ricordi
scagliandoli nel caminetto
e gli sembrava di sentire le voci
che imploravano da ogni quadro
mentre ardevano in pasto alle fiamme.
scagliandoli nel caminetto
e gli sembrava di sentire le voci
che imploravano da ogni quadro
mentre ardevano in pasto alle fiamme.
Ogni tanto rimuginava la vita
si chiedeva se l'avesse meritata
dopo beveva e faceva spallucce
'ché filosofo non lo era mai stato
tantomeno qualcuno che rimpiangeva.
E se voltava lo sguardo alla porta
lo faceva per sola abitudine
non s'aspettava che qualcuno tornasse
poiché venne abbandonato da tutti
ma finalmente era un uomo libero.
N° 5634 - 10 dicembre 2025
Il Custode

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