Dentro questi cunicoli
stretti più dei caruggi
io cammino carponi
a volte, come una serpe
striscio nudo e mi ferisco.
stretti più dei caruggi
io cammino carponi
a volte, come una serpe
striscio nudo e mi ferisco.
L'umidità mi disseta
però ha un sapore stantio
ed io ho bisogno di sogni
da divorare con ingordigia
e poi vomitare nauseato.
Sicché devo uscire di qui
benché i miei occhi spenti
abbiano saggiato il buio
e poi lo hanno avvolto
dentro la mia oscurità.
benché i miei occhi spenti
abbiano saggiato il buio
e poi lo hanno avvolto
dentro la mia oscurità.
Là fuori c'è il cielo
più vasto dei miei pensieri
ed io ho perduto le ali
eppure lo devo affrontare
volando oppure cadendo.
N° 5698 - 8 febbraio 2026
Il Custode

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